Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    homo viator
    Data Registrazione
    06 Nov 2005
    Località
    Regio insubrica
    Messaggi
    140
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Una perplessità sui Misteri della Luce

    Oggi ho avuto l'occasione di recitare il S. Rosario; è giovedì, quindi i Misteri della Luce.
    Da quando il Santo Padre Giovanni Paolo II di venerata memoria ha introdotto questi nuovi misteri, ho sempre avuto qualche piccola perplessità su tale "aggiunta", e vorrei che qualcuno mi aiutasse a superarle.
    Tengo subito a precisare che non intendo fare polemiche inutili, né tanto meno pretendo di saperne più del Papa; chiedo solo un piccolo aiuto per un chiarimento personale.
    Ho letto a suo tempo la Rosarium Virginis Mariae: se non ricordo male, Papa Wojtyla ha voluto introdurre i nuovi Misteri della Luce per rendere il Rosario ancora più aderente al Vangelo, richiamando la meditazione dei fedeli anche su alcuni aspetti della vita pubblica di Gesù, "luce del mondo".
    Giustissimo questo, però, a mio avviso, in precedenza il Rosario completo (le tre corone), aveva forti significati simbolici che ora vengono un po' messi da parte: la successione dei misteri gaudiosi-dolorosi-gloriosi compendiava uno dei due misteri principali della fede, per l'appunto Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo; le 150 Ave rimandavano ai 150 Salmi del Salterio; le tre corone richiamavano il mistero trinitario; senza contare poi la pia tradizione, riportata anche da S. Luigi M. Grignon de Montfort, che voleva il Rosario ispirato direttamente dalla Vergine Maria a S. Domenico.
    Non so, forse sopravvaluto questi elementi rischiando di perdere di vista l'essenziale; ripeto che comunque accolgo (ho già accolto) la nuova struttura del Rosario proposta da Giovanni Paolo II, tuttavia non riesco a convincermene del tutto...
    C'è qualcuno che riesce a chiarirmi meglio le idee?

  2. #2
    Napoléon I
    Ospite

    Predefinito

    Tenendo presente che i misteri nuovi sono facoltativi e non obbligatori, e che la tradizione ha avuto anche più misteri di quelli comunemente noti, e che il rosario anticamente si diceva senza misteri, faccio presente che era stato aperto un 3d tempo fa che diceva dello stesso problema. Forse il moderatore potrebbe postare un link. Addirittura ITALIANO, scandalizzato dalle mie risposte, andò a riportare quanto da me affermato sulla mailing list "Cattolicesimo", dei sedevacantisti, ottenendo come risposta che io avevo ragione, in quanto il papa è fons liturgiae, e può innovare in materia liturgica (la questione scema era se fosse lecito al papa "toccare il rosario"), ma che tuttavia, come sottolineava un'altro prode sedevacantista, la gravità intrinseca dei nuovi misteri è che sono "Tehilardiani" e progressisti.

    Dato che i misteri nuovi sono desunti dalla vita di Cristo, se ne deduce che pregare meditando la vita di NS, è tehilardismo?

  3. #3
    homo viator
    Data Registrazione
    06 Nov 2005
    Località
    Regio insubrica
    Messaggi
    140
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Napoléon I
    Tenendo presente che i misteri nuovi sono facoltativi e non obbligatori, e che la tradizione ha avuto anche più misteri di quelli comunemente noti, e che il rosario anticamente si diceva senza misteri, faccio presente che era stato aperto un 3d tempo fa che diceva dello stesso problema. Forse il moderatore potrebbe postare un link. Addirittura ITALIANO, scandalizzato dalle mie risposte, andò a riportare quanto da me affermato sulla mailing list "Cattolicesimo", dei sedevacantisti, ottenendo come risposta che io avevo ragione, in quanto il papa è fons liturgiae, e può innovare in materia liturgica (la questione scema era se fosse lecito al papa "toccare il rosario"), ma che tuttavia, come sottolineava un'altro prode sedevacantista, la gravità intrinseca dei nuovi misteri è che sono "Tehilardiani" e progressisti.

    Dato che i misteri nuovi sono desunti dalla vita di Cristo, se ne deduce che pregare meditando la vita di NS, è tehilardismo?
    Grazie, Napoléon, vedo che sei sempre molto chiaro e diretto.
    Attendo da Thomas, se possibile, il link a quel 3d di cui hai fatto cenno.

  4. #4
    Glorfindel
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Napoléon I
    pregare meditando la vita di NS, è tehilardismo?
    Ehm Napoleon, io al massimo so cosa è un isomorfismo quindi... che è 'sto tehilardismo?

    Grazie mille.

  5. #5
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
    Data Registrazione
    25 Apr 2005
    Località
    Varese
    Messaggi
    6,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ringrazio anch'io Napoleon perchè c'è tanta gente che usa questa storia dei Misteri della Luce per gettare discredito alla Chiesa e alla scelta illuminata di Giovanni Paolo II di donarci AMPIA CONTEMPLAZIONE con questi Misteri CHE NON SONO UN AGGIUNTA......

    Faccio parte del Movimento Domenicano del Rosario (per l'Italia del Nord-Est www.sulrosario.org) e già in una riunione a suo tempo, anche padre Coggi O.P. spiegò la questione come era.....

    1) non si può parlare di aggiunta perchè i Misteri della Luce NULLA AGGIUNGONO all'attuale Corona del Rosario che nella triade dei Misteri Gaudiosi, Dolori e Gloriosi, già contemplava VELATAMENTE TUTTA LA STORIA DI GESU'.....e nulla aggiungono ai Vangeli stessi.......

    2) non si può parlare di aggiunta dal momento che la stessa Corona del Rosario non ha visto modifiche neppure dalla Corona usata dal Papa......(la classica con le 15 divisioni)

    3) questi Misteri SONO UN ARRICCHIMENTO ALLA CONTEMPLAZIONE IN CHIAVE ECUMENICA......dal momento che i rapporti con il mondo Protestante si sono condensati più che in passato e dal momento che GLI ANGLICANI USANO UNA SIMILE CORONA DEL ROSARIO INIZIANDO ESSI STESSI A CONSIDERARE IL VALORE DELLA CONTEMPLAZIONE....... questi Misteri aiutano in tal senso la comprensione del ruolo di Maria e il valore della presenza reale di Gesù nell'Eucarestia, negati dal mondo Protestante.........

    inoltre invito a meditare su quanto segue........

    18/11/2002
    Per un rosario ecumenico

    Scala al mistero
    Stefan Tobler

    Un teologo della Chiesa riformata svizzera, legge per noi l'ultima lettera apostolica di Giovanni Paolo II. "Un capolavoro spirituale e teologico, un documento di coraggio innovativo e di reale portata ecumenica".


    È una vera sfida quella che Chiara Lubich lancia quando annuncia l'idea di un approfondimento "ecumenico" della preghiera del rosario, in seguito alla lettera apostolica del papa. La combinazione delle due parole: "rosario" ed "ecumenismo", non può non suonare come un paradosso per la sensibilità di un cristiano evangelico come sono. Se tutte le forme di devozione mariana costituiscono già in sé un punto di divergenza tra le nostre tradizioni, il rosario nella sua forma ripetitiva lo è in modo particolare.

    Tutto ti suggerirebbe di voltare pagina e basta, aspettando un argomento migliore per portare avanti i nostri rapporti ecumenici. Ma l'espressione coniata da Chiara Lubich, proprio perché sembra contraddittoria, ha suscitato la mia curiosità. L'unica via per capirne di più è stato andare alla fonte e cercare il testo del papa.


    < L'ho trovato, l'ho letto tutto d'un fiato e ne sono rimasto profondamente impressionato. È un capolavoro spirituale e teologico, un documento di coraggio innovativo e - devo dar ragione a Chiara Lubich - di reale portata ecumenica >.

    < Il modo di sviluppare il discorso è molto vicino ai testi biblici, e proprio per questo motivo la figura di Maria traspare in tutta la sua bellezza: la tutta pura, la donna trasparente, colei che lascia tutto lo spazio e tutta la gloria a Gesù, al Padre, allo Spirito Santo. Maria vi è non essendoci.
    Niente tiene per se: né le parole rivolte a lei, e neanche l'amore che uno può sentire per lei (cf. § 26). Così nel testo del papa, appena scrive di Maria, già mette in luce Gesù; appena nomina il suo nome, già ella sparisce in Dio. Dove parla in un breve accenno della grazia che Maria dà quando la si prega, lo precisa dicendo che non si tratta della grazia che dà Maria, ma della grazia che Dio ci dà "quasi dalla mano di Maria" ; con un "quasi" come per dire che Maria nello stesso tempo c'è di mezzo, e non c'è.

    Da sempre, e non senza ragione, la teologia evangelica teme e rifiuta una figura di Maria che distoglie lo sguardo dalle persone della Trinità, e che porta a confidare in lei anziché nel Dio che è in lei. Il papa, cosciente di questo pericolo, descrive la preghiera del rosario come preghiera eminentemente cristologica, e per sottolineare questa impostazione - che poi è l'intenzione originaria del rosario e riflette la linea del Concilio - introduce un quarto ciclo di misteri, tutti centrati sulla vita di Gesù.
    Che cosa ho imparato da questa lettura? In quale modo "nuovo" viene espresso il rapporto tra preghiera (a Cristo) e Maria? Ho trovato, direttamente oppure indirettamente, quattro modi.
    1. La preghiera "di" Maria (ad esempio nel § 10). È molto bella la descrizione della vita di Maria che è "tutta preghiera", tutto uno sguardo a Gesù, ma in momenti ben diversi: interrogativo, penetrante, addolorato, radioso, ardente. Così lega vita e preghiera: una vita che è un andare con Gesù, una preghiera che si realizza in tutta un'esistenza.


    2. Pregare "come" Maria (§1, 14 e altri). Ci mettiamo "alla scuola di Maria" per "leggere Cristo ", per imparare non solo le cose che ha insegnato, ma "imparare lui". Maria - lo dico ora in parole mie - è la mistica che prima di tutti ha "vissuto Gesù", e da lei - da questa icona bellissima di una creatura che ha condiviso tutta la vita col Figlio di Dio - possiamo imparare la strada per essere come lei il nulla pieno di Dio.

    3. La preghiera "con" Maria.
    Nel rosario inteso in questo modo cristologico "riecheggia… il perenne Magnificat" per l'opera della salvezza, e possiamo "contemplare con Maria il volto di Cristo" (§ 3). Con Maria siamo coinvolti nella preghiera degli uomini di tutti i tempi, e con lei, "icona della contemplazione cristiana" (§ 9), siamo rivolti al Dio-Trinità.

    4. La preghiera "in" Maria. Il papa, in una lettera al Movimento dei focolari sullo stesso argomento, parla della "contemplazione di Cristo con gli occhi di Maria". L'immagine suggerisce un luogo del credente "in" Maria.

    Usando questo "in" si parla di Maria in maniera più metaforica, pensando ad una forma mariana di essere cristiani, al "profilo mariano" della chiesa, ad un "essere Maria" nel suo fiat che si estende nella storia e che costituisce l'atto fondante della vita cristiana, precedendo ogni struttura o ministero.
    Presentando Maria in questo modo, il papa la disegna veramente nell'orizzonte di una grande sensibilità ecumenica. Nessuno dei quattro punti dovrebbe ormai costituire un nodo nel dialogo col mondo evangelico.

    Resta però un ultimo punto che manca nell'elenco appena fatto: la preghiera "a" Maria. Le parole del rosario sono rivolte a lei. Evidentemente la lettera apostolica ne parla pure, anche se in modo molto leggero, presentando Maria appunto in questa sua trasparenza che non tiene niente per sé. Nel mondo delle Chiese evangeliche non esiste una preghiera che non sia rivolta a una delle tre persone divine. Era uno dei punti forti nel periodo della Riforma, in reazione a una situazione dove le più svariate forme di devozione minacciavano di coprire il volto di Cristo.
    Difficilmente dunque ci si immagina un evangelico prendere in mano il rosario.

    Ma questo "no" non è l'unica parola da dire, l'unica risposta da dare.
    All'insegna dello stesso Lutero, cristiani evangelici possono riscoprire Maria come quella meravigliosa icona della persona umana completamente aperta a Dio, vicina a Gesù nei momenti chiave della sua vita e con la sua presenza silenziosa, ma non per questo meno attiva tra i discepoli.
    Ci propone una immagine della chiesa che non vale per quello che dice e fa, ma per quello che è.

    Ecco che appare una dimensione del rosario tanto sottolineata dal papa: più che una preghiera di parole, il rosario è uno sgabello alla contemplazione del mistero. E quanto bisogno oggi di spazio per la contemplazione e di senso del mistero!
    L'appello del papa a riprendere in mano il rosario, lo posso dunque tradurre in un appello a riscoprire nella propria tradizione quelle forme di preghiera che portano alla contemplazione dell'opera di salvezza. Come non pensare allora alla grande ricchezza dei salmi e inni, riscoperti e sviluppati fin dall'inizio nelle Chiese della Riforma e diventati veramente la preghiera del popolo? Vengono cantati non solo durante il culto, ma anche in famiglia e persino da soli.

    Imparati da bambino, spesso anche a memoria, restano impressi e risuonano nei momenti più inaspettati. Nella loro diversità possono esprimere tutti gli stati d'animo del credente, e le loro melodie e i loro testi portano all'abbandono a Dio e alla fiducia nella sua provvidenza. È una forma di preghiera dove parla più il cuore che la mente, che ci inserisce nella comunione dei santi di tutti i tempi, da Israele (con Maria appunto, figlia d'Israele) fino a oggi, e che ci lega - anche se in modo misterioso - col coro degli angeli e dei santi in cielo.

    Dove la preghiera trascende le parole e diventa contemplazione, l'uomo si pone in una dimensione che trascende la propria vita terrena, e il cuore si riempie di quella speranza che è attesa gioiosa del paradiso che ci sta davanti; anzi che ci guarda già da ora e che vuole donarci qualche raggio della sua luce. Lontano da costituire un elemento che ci allontana dal mondo, è invece una forza formidabile per vivere nel posto dove Dio ci vuole, e distribuire con passione sempre rinnovata l'amore che noi stessi abbiamo ricevuto >.

    (da "Madre di Dio")
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  6. #6
    O tempora, o mores!
    Data Registrazione
    19 Feb 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    368
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Vorrei cogliere la palla al balzo per una domanda puramente etimologica: mi sono sempre chiesto perché i misteri si chiamano misteri, quando poi, all'atto pratico sono momenti della vita di Cristo o della Vergine e non c'è nulla di misterioso.
    I misteri sono altri.
    Qualcuno sa perché si chiamano così?
    E' parecchio che volevo chiederlo, ma non mi andava di aprire un 3d nuovo.

    Grazie.

  7. #7
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
    Data Registrazione
    25 Apr 2005
    Località
    Varese
    Messaggi
    6,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by lumen
    Vorrei cogliere la palla al balzo per una domanda puramente etimologica: mi sono sempre chiesto perché i misteri si chiamano misteri, quando poi, all'atto pratico sono momenti della vita di Cristo o della Vergine e non c'è nulla di misterioso.
    I misteri sono altri.
    Qualcuno sa perché si chiamano così?
    E' parecchio che volevo chiederlo, ma non mi andava di aprire un 3d nuovo.

    Grazie.
    rispondo ma per la mia conoscenza

    quando meditiamo ad esempio il primo Gaudioso che parla dell'Annuncianzione, non è affatto vero che tale "mistero" non sia misterioso in sè...l'Incarnazione è un prodigio che continua a conservare il Mistero della scelta stessa di Dio di farsi Uomo nel seno della Vergine e nel modo prosigioso con cui Cristo è stato concepito.......

    Spesso diamo per scontato che questi Miasteri li abbiamo svelati......ma in verità non è vero, tanto è che se ne continua a parlare da duemila anni proprio per tentare di capirli

    E così è se li analizziamo uno ad uno......
    Ma il concetto di Mistero da quel che mi è stato insegnato dalla viva voce e dalla viva amicizia del grande padre Raimondo Spiazzi O.P. di venerata memoria......è che noi li contempliamo attraverso "il cuore e gli occhi di Maria" la quale, pur essendo la Madre, "conservava tutte queste cose nel suo cuore" comprendendole lentamente, man mano che si avvicinava alla Croce.......e dove comprende quando partecipa della Risurrezione del Figlio e quando alla Pentecoste si ritrova nel cuore della giovane Chiesa per iniziare il cammino dell'evangelizzazione......

    Spero di averti dato un aiuto alla comprensione.....

    Fraternamente Caterina LD
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  8. #8
    homo viator
    Data Registrazione
    06 Nov 2005
    Località
    Regio insubrica
    Messaggi
    140
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Grazie mille anche a te, Caterina, per i tuoi preziosi chiarimenti!
    Un saluto in Gesù e Maria!

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 17-06-07, 05:23
  2. Catechismi dei giovani della CEI, perplessità
    Di Eugenius nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 12-12-06, 14:00
  3. Sterile perplessità della domenica mattina...
    Di DiegoVerona nel forum Fondoscala
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 09-04-06, 19:57
  4. I misteri della luce?!?
    Di Agape nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 25-04-04, 14:34

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito