Oggi ho avuto l'occasione di recitare il S. Rosario; è giovedì, quindi i Misteri della Luce.
Da quando il Santo Padre Giovanni Paolo II di venerata memoria ha introdotto questi nuovi misteri, ho sempre avuto qualche piccola perplessità su tale "aggiunta", e vorrei che qualcuno mi aiutasse a superarle.
Tengo subito a precisare che non intendo fare polemiche inutili, né tanto meno pretendo di saperne più del Papa; chiedo solo un piccolo aiuto per un chiarimento personale.
Ho letto a suo tempo la Rosarium Virginis Mariae: se non ricordo male, Papa Wojtyla ha voluto introdurre i nuovi Misteri della Luce per rendere il Rosario ancora più aderente al Vangelo, richiamando la meditazione dei fedeli anche su alcuni aspetti della vita pubblica di Gesù, "luce del mondo".
Giustissimo questo, però, a mio avviso, in precedenza il Rosario completo (le tre corone), aveva forti significati simbolici che ora vengono un po' messi da parte: la successione dei misteri gaudiosi-dolorosi-gloriosi compendiava uno dei due misteri principali della fede, per l'appunto Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo; le 150 Ave rimandavano ai 150 Salmi del Salterio; le tre corone richiamavano il mistero trinitario; senza contare poi la pia tradizione, riportata anche da S. Luigi M. Grignon de Montfort, che voleva il Rosario ispirato direttamente dalla Vergine Maria a S. Domenico.
Non so, forse sopravvaluto questi elementi rischiando di perdere di vista l'essenziale; ripeto che comunque accolgo (ho già accolto) la nuova struttura del Rosario proposta da Giovanni Paolo II, tuttavia non riesco a convincermene del tutto...
C'è qualcuno che riesce a chiarirmi meglio le idee?




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