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    Predefinito Il 29 novembre la Chiesa ribadirà il suo "NO" alle ordinazioni di omosessuali.

    Il 29 novembre uscirà l’Istruzione vaticana
    circa l’ammissione al sacerdozio di persone che presentano tendenze omosessuali


    «La Chiesa non può ammettere al sacerdozio coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta “cultura gay”». È il passaggio centrale del travagliato documento costato anni di lavoro e moltissime stesure, che il Vaticano pubblicherà il 29 novembre….


    di ANDREA TORNIELLI


    «La Chiesa non può ammettere al sacerdozio coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta “cultura gay”». È il passaggio centrale del travagliato documento costato anni di lavoro e moltissime stesure, che il Vaticano pubblicherà il 29 novembre per ribadire il suo no all'ordinazione di persone omosessuali.
    Puntualizzazione necessaria dopo gli scandali avvenuti in vari Paesi, specialmente negli Usa. Il Giornale ha potuto leggere in anteprima il testo dell'«Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al sacerdozio e agli ordini sacri», preparato dalla Congregazione per l'educazione cattolica, datato 4 novembre, firmato dal cardinale Zenon Grocholewski e approvato specificamente da Papa Benedetto XVI lo scorso 31 agosto.
    Il documento, a fronte di un titolo molto esteso, è brevissimo: appena otto pagine. Oltre all'introduzione, ci sono tre capitoletti intitolati «Maturità affettiva e paternità spirituale», «Omosessualità e ministero ordinato» e «Discernimento dell'idoneità dei candidati da parte della Chiesa».
    Nel testo si legge che «non esiste un diritto a ricevere l'ordinazione» e che «compete alla Chiesa discernere l'idoneità» dei futuri preti valutando se sono «in possesso delle facoltà richieste». Il vescovo, il rettore del seminario o il superiore dell'ordine religioso devono «verificare tra l'altro che sia stata raggiunta la maturità affettiva» e dare un «giudizio moralmente certo sulle qualità» del candidato. Nel caso di «un dubbio serio», si legge ancora nell'Istruzione vaticana, il candidato non deve essere ammesso all'ordine.
    In un paragrafo è descritta la responsabilità del direttore spirituale, che «pur vincolato dal segreto», è chiamato a verificare se sia praticata la castità e se sia stata raggiunta la «maturità affettiva», oltre ad accertarsi che il candidato «non abbia disturbi sessuali incompatibili con il sacerdozio».
    Il Vaticano ribadisce che le persone omosessuali vanno «accolte con rispetto e delicatezza» e che bisogna evitare «ogni marchio di discriminazione» nei loro confronti. Ma «la Chiesa - si legge ancora nel documento - pur rispettando profondamente queste persone, non può ammettere al sacerdozio coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta “cultura gay”», perché si tratta di una «situazione che ostacola un corretto relazionarsi con uomini e donne». In questo caso, il direttore spirituale «ha l'obbligo di coscienza di dissuadere» il candidato dal proseguire il suo percorso di formazione in seminario e si fa anche appello alla coscienza stessa del seminarista perché rinunci.
    «Le tendenze che fossero solo espressione di un problema transitorio, come quello dell'adolescenza non ancora compiuta - afferma ancora l'Istruzione vaticana - devono essere chiaramente superate almeno tre anni prima dell'ordinazione diaconale».
    Nella conclusione del documento si afferma che «questo discernimento deve essere fatto alla luce della concezione del sacerdozio ministeriale in concordanza con l'insegnamento della Chiesa» e si invitano i vescovi e i superiori generali a vigilare affinché le «norme siano osservate fedelmente».

    Il Giornale n. 268 del 11-11-2005

  2. #2
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    Aspettiamo con curiosa attesa di leggere il documento. Solo allora potremo con soddisfazione commentarlo.

  3. #3
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Nel frattempo posto quanto segue perchè è inerente al tema......ma giustamente se Thomas lo riterrà opportuno può cancellarlo....o postarlo dove lo riterrà opportuno.....

    NOTIFICAZIONE della Congregazione per la Dottrina della Fede

    Riguardante Suor Jeannine Gramick, SSND, e Padre Robert Nugent, SDS


    Suor Jeannine Gramick, SSND, e Padre Robert Nugent, SDS, da più di venti anni sono impegnati in attività pastorali indirizzate a persone omosessuali. Nel 1977 essi fondarono nel territorio dell'arcidiocesi di Washington l'organizzazione New Ways Ministry allo scopo di promuovere "giustizia e riconciliazione fra lesbiche e omosessuali cattolici e la più vasta comunità cattolica".
    Sono autori dei libri Building Bridges: Gay and Lesbian Reality and the Catholic Church (Mystic: Twenty-Third Publications, 1992) e Voices of Hope: A Collection of Positive Catholic Writings on Gay and Lesbian Issues (New York: Center for Homophobia Education, 1995).

    Fin dall'inizio, nel presentare l'insegnamento della Chiesa sull'omosessualità, Padre Nugent e Suor Gramick ne hanno ripetutamente messo in discussione elementi centrali. Per questo motivo, nel 1984, il Cardinale James Hickey, Arcivescovo di Washington, dopo il fallimento di una serie di tentativi di chiarificazione,comunicò loro che non potevano più svolgere le loro attività in quella arcidiocesi. Nello stesso tempo, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica ordinò loro di separarsi totalmente e completamente da New Ways Ministry, aggiungendo che non avrebbero potuto esercitare alcun apostolato senza presentare fedelmente la dottrina della Chiesa circa la malizia intrinseca degli atti omosessuali.

    Nonostante questo intervento della Santa Sede, Padre Nugent e Suor Gramick continuarono ad essere implicati in attività organizzate da New Ways Ministry, pur dimettendosi da posizioni di responsabilità. Essi continuarono anche a mantenere e a diffondere posizioni ambigue circa l'omosessualità e criticarono esplicitamente documenti del Magistero della Chiesa su questo problema. A motivo delle loro dichiarazioni ed attività, la Congregazione per la Dottrina della Fede e la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica ricevettero numerose lamentele e urgenti richieste di chiarificazione oda oparte odi oVescovi e di altre persone negli Stati Uniti d'America. Era chiaro che le attività di Suor Gramick e di Padre Nugent stavano creando difficoltà in non poche diocesi e che essi continuavano a presentare la dottrina della Chiesa come un'opzione possibile fra altre e come aperta a mutamenti fondamentali.

    Nel 1988 la Santa Sede istituì una Commissione sotto la Presidenza del Cardinale Adam Maida per studiare e valutare le loro dichiarazioni ed attività pubbliche e per determinare se queste erano fedeli all'insegnamento cattolico sull'omosessualità.
    Dopo la pubblicazione di Building Bridges, l'esame della Commissione si concentrò soprattutto su questo libro, che riassumeva le loro attività ed idee. Nel 1994 la Commissione pubblicò i suoi risultati, che furono comunicati ai due autori. Quando le loro risposte a questi risultati furono pervenute, la Commissione formulò le sue Raccomandazioni finali e le trasmise alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica. Pur rilevando la presenza di alcuni aspetti positivi nell'apostolato di Suor Gramick e di Padre Nugent, la Commissione trovò serie lacune nei loro scritti ed attività pastorali, che erano incompatibili con la pienezza della morale cristiana.

    La Commissione, perciò, raccomandò delle misure disciplinari, fra cui la pubblicazione di qualche forma di Notificazione, allo scopo di controbilanciare e porre rimedio alla dannosa confusione causata dagli errori e dalle ambiguità presenti nelle loro pubblicazioni ed attività.

    Dal momento che i problemi posti dai due autori erano primariamente di natura dottrinale, nel 1995 la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica trasmise l'intero caso alla competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede. A questo punto, nella speranza che Padre Nugent e Suor Gramick sarebbero stati disponibili ad esprimere il loro assenso alla dottrina cattolica sull'omosessualità ed a correggere gli errori presenti nei loro scritti, la Congregazione intraprese un altro tentativo di soluzione invitandoli a rispondere in modo chiaro ad alcune domande riguardanti la loro posizione sulla moralità degli atti omosessuali e sull'inclinazione omosessuale.

    Le loro risposte, inviate in data 22 febbraio 1996, non erano sufficientemente chiare per dissipare le serie ambiguità della loro posizione. Suor Gramick e Padre Nugent mostravano una comprensione concettuale chiara dell'insegnamento della Chiesa sull'omosessualità, ma si astenevano dal professare ogni adesione a questo insegnamento. Inoltre la pubblicazione, nel 1995, del loro libro Voices of Hope: A Collection of Positive Catholic Writings on Gay and Lesbian Issues aveva reso evidente che non vi era un cambiamento nella loro opposizione a elementi fondamentali della dottrina della Chiesa.

    Considerato il fatto che alcune delle dichiarazioni di Padre Nugent e di Suor Gramick erano chiaramente incompatibili con l'insegnamento della Chiesa e che l'ampia diffusione di questi errori per mezzo delle loro pubblicazioni e delle loro attività pastorali stava divenendo fonte di crescente preoccupazione per i Vescovi negli Stati Uniti d'America, la Congregazione decise che il caso doveva essere risolto secondo la procedura indicata nel suo Regolamento per l'esame delle dottrine (cap. 4).

    Nella Sessione Ordinaria dell'8 ottobre 1997 i Cardinali ed i Vescovi che costituiscono la Congregazione giudicarono che le dichiarazioni di Padre Nugent e di Suor Gramick, identificate per mezzo della summenzionata procedura del Regolamento per l'esame delle dottrine, erano di fatto erronee e pericolose. Dopo che il Santo Padre ebbe approvato la contestazione formale degli autori, le suddette affermazioni erronee furono ad essi trasmesse tramite i rispettivi Superiori Generali.

    A ciascuno fu chiesto di rispondere alla contestazione personalmente ed indipendentemente dall'altro, per permettere loro la più grande libertà nell'esprimere le loro posizioni personali.
    Nel febbraio 1998 i due Superiori Generali trasmisero le risposte alla Congregazione. Nelle Sessioni Ordinarie del 6 e del 20 maggio 1998 i Membri della Congregazione valutarono attentamente le risposte, dopo aver ricevuto le opinioni di membri dell'Episcopato degli Stati Uniti e di esperti nell'ambito della teologia morale.

    I Membri della Congregazione furono unanimi nella loro decisione che le risposte dei due, pur contenendo alcuni elementi positivi, erano inaccettabili.

    Sia Padre Nugent che Suor Gramick avevano cercato di giustificare la pubblicazione dei loro libri e nessuno dei due aveva espresso una adesione personale alla dottrina della Chiesa sull'omosessualità in termini sufficientemente chiari. Fu pertanto deciso che essi avrebbero dovuto preparare una dichiarazione pubblica,che sarebbe stata sottoposta al giudizio della Congregazione. In questa dichiarazione si chiedeva loro di esprimere un assenso interiore all'insegnamento della Chiesa Cattolica sull'omosessualità e di riconoscere che i due summenzionati libri contenevano errori.

    Le due dichiarazioni, pervenute nell'agosto 1998, furono esaminate dalla Congregazione nella Sessione Ordinaria del 21 ottobre 1998. Ancora una volta esse non erano sufficienti per risolvere i problemi collegati con i loro scritti e con le loro attività pastorali. Suor Gramick, pur esprimendo il suo amore per la Chiesa, semplicemente rifiutava di esprimere ogni qualsivoglia assenso all'insegnamento della Chiesa sull'omosessualità. Padre Nugent era più ampio nella sua risposta, ma non totalmente chiaro nella sua dichiarazione di assenso interiore all'insegnamento della Chiesa.

    Dai Membri della Congregazione fu pertanto deciso che doveva essere data a Padre Nugent ancora un'altra opportunità per esprimere un chiaro assenso. Per questa ragione la Congregazione preparò una dichiarazione di assenso e, con lettera del 15 dicembre 1998 la trasmise a Padre Nugent, tramite il suo Superiore Generale, perché egli la sottoscrivesse. La sua risposta, del 25 gennaio 1999, mostrò che questo tentativo non aveva avuto successo. Padre Nugent non aveva firmato la dichiarazione ricevuta e rispondeva proponendo un testo alternativo che modificava la dichiarazione della Congregazione su alcuni punti importanti.

    In particolare, non era disposto a sottoscrivere che gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati ed aggiungeva un paragrafo che metteva in questione la natura definitiva ed immutabile della dottrina cattolica su questo punto.
    Essendo quindi falliti i ripetuti tentativi delle legittime autorità della Chiesa di risolvere i problemi posti dagli scritti e dalle attività pastorali dei due autori, la Congregazione per la Dottrina della Fede è obbligata a dichiarare per il bene dei fedeli cattolici che le posizioni espresse da Suor Jeannine Gramick e da Padre Robert Nugent in merito alla malizia intrinseca degli atti omosessuali ed al disordine oggettivo dell'inclinazione omosessuale sono dottrinalmente inaccettabili perché non trasmettono fedelmente il chiaro e costante insegnamento della Chiesa Cattolica su questo punto.

    Padre Nugent e Suor Gramick hanno spesso affermato che essi cercano, in armonia con la dottrina della Chiesa, di trattare le persone omosessuali "con rispetto, compassione e delicatezza". Tuttavia la diffusione di errori ed ambiguità non è coerente con un atteggiamento cristiano di vero rispetto e compassione: le persone che stanno combattendo con l'omosessualità hanno, non meno di altre, il diritto di ricevere l'autentico insegnamento della Chiesa da coloro che li seguono pastoralmente. Le ambiguità e gli errori della posizione di Padre Nugent e di Suor Gramick hanno causato confusione fra i Cattolici ed hanno danneggiato la comunità della Chiesa.

    Per questi motivi a Suor Jeannine Gramick, SSND, ed a Padre Robert Nugent, SDS, è permanentemente vietata ogni attività pastorale in favore delle persone omosessuali ed essi non sono eleggibili, per un periodo indeterminato, ad alcun ufficio nei loro rispettivi Istituti religiosi.

    Il Sommo Pontefice Giovanni PaolooII, nell'Udienza concessa il 14 maggio 1999 al sottoscritto Segretario, ha approvato la presente Notificazione, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.

    Roma, dalla sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, 31 maggio 1999.

    + JOSEPH Card. RATZINGER Prefetto
    + TARCISIO BERTONE, S.D.B. Arcivescovo emerito di Vercelli Segretario
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  4. #4
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