Amici....sulla scia di questo 3D:
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mi permetto di offrirvi qualche altra ulteriore meditazione
A causa del dilagare del Protestantesimo, del moltiplicarsi delle comunità Pentecostali (oggi sono circa 33.000) dalle quali emerge una catechesi CONTRO L'EUCARESTIA insegnata dalla Santa Chiesa.......possiamo ben comprendere anche il perchè del dilagare di tanta confusione dottrinale in materia....mai come oggi assistiamo quasi IMPOTENTI di fronte a cattolici (anche preti qualche volta) che sostengono una SUPERFICIALITA' dell'Eucarestia e della presenza reale di Cristo in Essa.......
E noteremo anche che proprio minando l'Eucarestia dalle sue fondamenta di Verità sancita dalla Chiesa, viene pian piano crollando il deposito della fede cattolica di molti cattolici che inesorabilmente si trasferiscono in altri lidi abbandonando la Chiesa........
Non pochi, ad esempio, sono ex cattolici che dicono "ma io mi sono fatto buddista perchè qui ho trovato la vera spiritualità che mi mancava...." ma ad uno quando gli chiesi se avesse mai creduto nell'Eucarestia, mi rispose: "NO! Del resto gli stessi protestanti dimostrano che è stata una invenzione della Chiesa.."![]()
E' assurdo, eppure è così che molti ragionano......
Benedetto XVI ha detto: ABBIAMO BISOGNO DELLA DOMENICA........ABBIAMO BISOGNO DELL'EUCARESTIA.......
Ma i primi cristiani cosa ne pensavano?
Perché facciamo la Comunione?
Di fronte all’interrogativo "perché celebriamo l’Eucaristia e per chi la celebriamo?" risponde, ad esempio, l’ anafora di san Giovanni Crisostomo, dicendo che celebriamo l’Eucaristia "per la sobrietà dell’anima, per la remissione dei peccati, per la comunione che si realizza ad opera del tuo santo Spirito, per il compimento del regno escatologico, per la libertà-di-parola nei tuoi confronti".
Davvero stupendo questo elenco di effetti della comunione sacramentale che sono richiesti a Dio Padre. Se vogliamo riassumerli in una formula comprensiva, dobbiamo dire — come suggerisce la recensione alessandrina dell’ anafora di san Basilio — che celebriamo l’Eucaristia per ottenere dal Padre la trasformazione "in un solo corpo", ossia nel corpo ecclesiale, escatologico, mistico. La stessa transustanziazione delle oblate, che è richiesta, è richiesta precisamente a questo scopo.
Ancora una volta: la celebrazione dell’Eucaristia è "per noi".
In altre parole: la Presenza reale non ci è stata data solo perché possiamo adorare Cristo sotto le specie eucaristiche; la Comunione non ci è data principalmente perché possiamo incontrare e ricevere nel cuore l’amico Gesù, cui tenere per alcuni istanti fervida e affettuosa compagnia. Il Signore non ha istituito l’Eucaristia in funzione dei nostri occhi che la contemplano. Egli l’ha istituita PRIMA DI TUTTO....in funzione delle nostre bocche che se ne nutrono: l’ha istituita perché la mangiamo, e così poi perchè la possiamo anche CONTEMPLARE....adorare Dio "In spirito e Verità":
- in spirito, perchè noi NON vediamo, ma CREDIAMO;
- in verità perchè crediamo alle parole di Gesù che è la verità......
È questo l’insegnamento autorevole dell’epiclesi eucaristica, considerata congiuntamente come supplica per la trasformazione delle oblate e supplica per la nostra trasformazione escatologica.
Ce lo ricorda il grande Ambrogio quando, nel commento al Padre nostro, applica all’Eucaristia la domanda "Dacci oggi il nostro pane quotidiano".
Così si esprime: "Se il pane è quotidiano, perché lo riceveresti dopo un anno...? Ricevi ogni giorno ciò che ti deve giovare ogni giorno! Vivi in modo tale da meritare di riceverlo ogni giorno. Chi non merita di riceverlo ogni giorno, neppure merita di riceverlo dopo un anno... Dunque, tu senti dire che ogni volta che viene offerto il sacrificio, viene annunziata tramite segno la morte del Signore, la risurrezione del Signore, l’ascensione del Signore e la remissione dei peccati; e poi non ricevi ogni giorno questo pane di vita? Chi ha una ferita, cerca la medicina. La ferita è che siamo sotto il peccato; la medicina è il celeste e venerabile sacramento" (De sacramentis 5,25).
La Chiesa utilizza il termine epiclesi, che significa "supplica, domanda, richiesta".
Notiamo pure il termine anamnesi, che significa "memoriale, memoria".
Solo se sapremo familiarizzarci con questa piccola terminologia tecnica, faremo nostre le esuberanti ricchezze di quella preghiera con la quale da sempre la Chiesa fa l’Eucaristia.
La tendenza A FACILITARE CERTI TERMINI, cambiandoli.... E' DANNOSA PER IL FONDAMENTO DELLA DOTTRINA DELL'EUCARESTIA.....
Oggi è urgente che coloro che vogliono restare dentro la Chiesa, secondo un’immagine più volte ripresa da Giovanni Paolo II, tornino a respirare con i suoi due polmoni, cioè con le tradizioni liturgiche d’Oriente e d’Occidente. L’attenzione crescente che, nella formulazione delle nuove preghiere eucaristiche, la Chiesa latina di fine millennio è tornata a prestare all’epiclesi — per giunta, all’epiclesi pneumatologica, quella cioè che chiede espressamente l’invio dello Spirito Santo — ha dimostrato che i tempi sono maturi perché si operi quel ricupero di comprensione globale e dinamica dell’Eucaristia che non può essere ulteriormente disatteso, anche per contrastare il dilagare dell'eresia Protestante sull'Eucarestia.
Dall'Enciclica del grande Paolo VI "Mysterium Fidei" leggiamo:
S. Giovanni Crisostomo, il quale, come sapete, trattò, con tanta elevatezza di linguaggio e con tanto acume di pietà, del mistero eucaristico, istruendo una volta i suoi fedeli intorno a questa verità, si espresse in questi appropriati termini:
"Inchiniamoci a Dio senza contraddirgli, anche se ciò che Egli dice possa sembrare contrario alla nostra ragione e alla nostra intelligenza; ma prevalga sulla nostra ragione e intelligenza la sua parola. Così anche comportiamoci riguardo al Mistero [eucaristico], non considerando solo quello che cade sotto i sensi, ma stando alle sue parole: giacché la sua parola non può ingannare".
e ancora scrivev Paolo VI:
"...non si può apprendere coi sensi, dice s. Tommaso, ma con la sola fede, la quale si appoggia alla autorità di Dio.
Per questo commentando il passo di s. Luca 22,19: "Questo è il mio corpo che viene dato per voi", Cirillo dice: Non mettere in dubbio se questo sia vero, ma piuttosto accetta con fede le parole del Salvatore: perché essendo egli la verità, non mentisce".
...Ma c’è di più: gli stessi dottori scolastici asseriscono che il mistero eucaristico non solo tra gli altri sacramenti, ma anche tra i misteri della fede è "il più difficile a credere". Del resto la stessa cosa accenna l’evangelo quando racconta che molti dei discepoli di Cristo, udito il discorso della carne da mangiare e del sangue da bere, voltarono le spalle e abbandonarono il Signore dicendo: "Questo discorso è duro e chi può ascoltarlo?". E domandando Gesù se anche i dodici volessero andarsene, Pietro affermò con slancio e fermezza la fede sua e degli apostoli con la mirabile risposta: "Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna".
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