QUALI FAVORI DEVONO RESTITUIRE ALLE COOP ROSSE I SIGNORI
DAL LAGO MANUELA E IL SUO PUPILLO DAVIDE PIAZZA?????????
GAZZETTINO VICENZA BASSANO
04 NOVEMBRE 2005
PALAZZO TRISSINO Bagarre ieri in consiglio comunale dopo la sospensione della seduta per questioni legali sul consultorio
"Centro famiglia", è caos in aula
(M.M.) Caos in aula. Bufera sull'assessore ai servizi sociali e sui suoi dirigenti. Seduta sospesa. È questa l'istantanea uscita ieri sera dalla sala Bernarda dove il consiglio si è arenato tra insulti e spaccature trasversali sia alla magioranza della Cdl, sia all'opposizione di centrosinistra.
IL PROLOGO. Ieri i consiglieri erano chiamati a votare una delibera redatta dall'assessore al sociale Davide Piazza (Lega). Il documento prevede la realizzazione di un maxi consultorio al posto del supermercato Coop alle Cattane. Spesa preventivata 700.000 euro solo per l'acquisto dello stabile ai quali vanno aggiunti altri 2,5 milioni per rendere operativa la struttura che dovrebbe contenere anche un piccolo centro civico ed una biblioteca a disposizione delle circoscrizioni 5, 7 e 6 (ed è proprio in quest'ultima che l'edificio, che si trova in via Cavalieri di Vittorio Veneto).
La discussione da settimane non era serena perché in maggioranza, una parte di Fi e una parte del Carroccio da mesi si professavano contrarie. A favore sulle prime il resto della Cdl e una pattuglia nutrita dell'Ulivo.
LA DISCUSSIONE. Il dibattito in aula era cominciato con il fuoco di fila della leghista Franca Equizi, anima della base del partito che aveva sparato ad alzo zero contro il suo assessore: «Il comune pagherà alle Coop rosse ben 700.000 euro per uno stabile che secondo altre stime ne vale 270.000. Perché tanta fretta? Perché non esiste una perizia giurata sul costo? Perché la valutazione è stata fatta proprio dai tecnici del settore servizi sociali? Perché non si sono prese in considerazione aree che già appartengono al comune?». Sulla stessa linea la forzista Lucia Mascotto che ha parlato «di incongruità che destano troppi sospetti nella definizione del prezzo». In aula la tensione saliva con i dirigenti dell'assessorato (Ruggiero Di Pace e Piera Moro in primis) che manifestavano fastidio nei confronti degli esponenti più critici della maggioranza.
IL COLPO DI SCENA. Nonostante questo, pareva che la delibera dovesse passare col placet di alcuni settori della minoranza, che giudicavano buono il progetto pensato da Piazza. Quest'ultimo aveva sottolineato la necessità «di realizzare un centro del genere anche alla luce delle difficoltà oggettive in cui versano molte famiglie con problemi».
Subito dopo però è cominciato a circolare tra i banchi consiliari un parere pro veritate redatto nel pomeriggio dal capo dell'avvocatura comunale Marco Tirapelle che in soldoni esprimeva dubbi sulla congruità della stima. Ma soprattutto spiegava che in base alla convenzione tuttora in essere tra comune e Coop, lo stabile poteva in passato essere acquisito dalla municipalità ad un prezzo pari al solo valore del costruito, senza considerare il valore dell'area.
LA BAGARRE. In aula è dilagato il caos. Accuse dei consiglieri alla giunta. Accuse dei consiglieri ai dirigenti, repliche della opposizione, maggioranza e minoranza trasversalmente divise: in questo clima il presidente del consiglio Sante Sarracco (An) ha chiuso la seduta.




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