Il regime comunista cubano di Fidel Castro ha operato una violenta repressione contro le voci di dissenso nel paese. Nel silenzio dei giornali e degli intellettuali radical-chic che imperversano nei salotti televisivi, sono stati fucilati tre degli uomini che avevano tentato la fuga negli Stati Uniti lo scorso 2 aprile, mentre 77 dissidenti democratici (per lo più giornalisti ed intellettuali) sono stati deportati nelle carceri speciali del regime e condannati a pene che vanno dai 20 ai 30 anni per reati d’opinione.
Credo sia opportuna una forte mobilitazione contro questa vergogna che gran parte della sinistra tiene sotto silenzio. Nelle sedi istituzionali (Regione, Provincia, Comuni, Municipi) nelle scuole, nell’università occorre sensibilizzare l’opinione pubblica ed evidenziare l’ipocrisia di un pacifismo a senso unico.
Gli Arresti:
Lunedì 17 marzo sono scattati gli arresti per circa 80 giornalisti ed intellettuali democratici cubani. Il 7 Aprile, dopo processi sommari svolti a porte chiuse (è stato espressamente vietato l’ingresso a diplomatici e giornalisti stranieri), sono state promulgate le condanne. Tra queste:
· José Daniel Ferrer Garcia, segretario del MCL (Movimento Cristiano Liberaciòn), per il quale l’accusa aveva chiesto addirittura l’ergastolo, condannato a 20 anni.
· Regis Iglesias anche lui del MCL, condannato a 20 anni.
A tutti i membri del Movimiento Cristiano Liberación diretto da Oswaldo Payá, è stata contestata l'accusa di “condotta sociale e diffusione di idee contrarie al processo rivoluzionario". Ora ci aspettiamo Boys Scouts, ACLI, AGESCI e cattocomunisti vari in piazza contro Fidel……
In base all'art. 91 della legge 88, approvata nel 1999 a tutti gli imputati sono state contestate idee "tese a destabilizzare le basi ideologiche della Rivoluzione”, tra questi:
· Omar Rodríguez Saludes, giornalista, condannato a 27 anni di carcere.
· Héctor Palacios, 72 anni, leader del movimento Todos Unidos, condannato a 25 anni (praticamente un ergastolo).
· Raúl Rivero, direttore dell’agenzia indipendente Cuba Press, commentatore per la rivista spagnola Encuentro, condannato a 20 anni per aver collaborato con l’agenzia Reporteros sin Fronteras considerata testata “sovversiva”.
· Martha Beatriz Roque, economista, animatrice della Assemblea per la Promozione della Società Civile, condannata a 20 anni.
· Marcelo Lopez, portavoce della Commissione Cubana dei Diritti Umani e della Riconciliazione Nazionale, soppressa dal regime, condannato a 23 anni.
· Ricardo Severino González, giornalista, condannato a 20 anni
· Ricardo Gonzales Alfonso, corrispondente di Reporteros sin Fronteras, condannato a 20 anni
· Oscar Espinosa Chepe, economista, condannato a 20 anni
Per molti di costoro la pubblica accusa aveva chiesto addirittura l’ergastolo!!!!!
Il barbuto Lider Maximo è comparso in televisione il 4 aprile scorso, tre giorni prima delle sentenze e ha dichiarato: “Non merita l’impunità chi ha tradito la patria al soldo degli Stati Uniti”…. giusto per non influenzare i giudici…..
Ad appoggio degli strenui difensori dell’ONU e della legalità internazionale (quando fa comodo) va ricordato che il regime cubano ha deciso la repressione alla vigilia dell’annuale sessione delle Nazioni Unite (che si riunirà il prossimo 25 Aprile a Ginevra) e che dovrà esaminare anche la situazione dei diritti umani a Cuba. Ma Fidel può dormire tra due guanciali: la Commissione dell’ONU per i Diritti Umani è attualmente presieduta dalla Libia (che di Diritti umani se ne intende!!!) ed è composta da alcuni dei paesi più avanzati in tema di diritti e di libertà della persona come Pakistan, Cina, Arabia Saudita, Senegal, Sudan, Siria, Uganda, Vietnam….. oltre naturalmente alla stessa Cuba.
Oswaldo Paya, il leader del Movimento Cristiano Liberaciòn ed animatore del progetto Varela, che ha raccolto più di 11.000 firme a sostegno di un referendum per chiedere libere elezioni e altre aperture democratiche a Cuba, ha dichiarato: “Questa forma di repressione è la peggiore che si ricordi nella storia di Cuba, senza escludere l'era coloniale. Mai prima d'ora tanta gente è stata così severamente punita per dei crimini di pensiero”.
Elizardo Sanchez, capo della Commissione Cubana dei Diritti Umani e Riconciliazione Nazionale, il cui portavoce è stato arrestato, ha affermato: “Costoro sono veramente prigionieri di coscienza”
Amnesty International in un comunicato dell’8 Aprile denuncia: "Siamo estremamente allarmati. Erano oltre venti anni che i tribunali cubani non emettevano condanne così dure, al termine di processi sommari, nei confronti di un così ampio numero di imputati”
E’ scesa in campo anche l’IFI (International Federation of Journalists), il cui segretario Aidan White ha dichiarato: “E’ un attacco inaccettabile al giornalismo indipendente (…) Questo significa aver infranto le regole internazionali di giustizia e il diritto di ciascuno ad un processo equo”.
In realtà la repressione segue la riunione organizzata circa un mese fa da James Cason, capo della Oficina de Intereses de Estados Unidos nella capitale cubana (una sorta di ambasciatore americano in assenza di relazioni diplomatiche tra USA e Cuba) con molti dei giornalisti condannati.
Le Fucilazioni:
Il 2 aprile scorso un gruppo di 8 cubani ha sequestrato un traghetto con 50 passeggeri, che collega i due lati del porto dell’Avana, con l’intenzione di fuggire verso la Florida. A circa 50 Km dalla costa cubana l’imbarcazione è però rimasta senza carburante. Arresisi, gli accusati sono stati processati immediatamente. Tre di loro sono stati fucilati all’alba dell’11 aprile, altri 4 sono stati condannati all’ergastolo ed un settimo è stato condannato a 30 anni di carcere speciale.
Il tentativo di fuga seguiva quello già riuscito il 19 marzo scorso, quando 4 uomini dirottarono un DC3 della linee aeree cubane con 31 passeggeri a bordo. Una volta giunti negli Stati Uniti, la metà dei passeggeri decise di chiedere asilo politico rinnegando così il paradiso socialista cubano. I dirottatori sono stati ovviamente processati negli Stati Uniti per pirateria aerea così da non dover essere estradati a Cuba dove sarebbero stati condannati a morte.
Reazioni e riflessioni:
Mentre buona parte dei paesi sudamericani (anche quelli che hanno subito le peggiori dittature) stanno conoscendo la transizione verso la democrazia, la Cuba di Fidel continua ad essere un gulag benedetto dall’intellighenzia europea. Di fronte agli arresti e alle condanne repressive il capogruppo alla Camera del Partito dei Comunisti Italiani, Marco Rizzo, ha dichiarato: “sono errori veniali che possono capitare ad un Paese accerchiato, con un embargo terribile”.
Ma a Cuba prima dell’embargo economico c’è l’embargo alla libertà. Da segnalare che il PdCI ha recentemente firmato un accordo con il Partito Comunista Cubano diventandone “referente politico per l’Italia”.
Di fronte alle proteste che il segretario dei DS del Piemonte, Pietro Mercenaro, ha fatto agli organizzatori di un convegno in cui era stata invitata l’ambasciatrice cubana in Italia, i gruppi dei Verdi, dei Comunisti italiani, di Rifondazione Comunista e parte degli stessi DS hanno risposto con una nota: “I suoi argomenti, presi a prestito dalla peggiore e volgare propaganda anticastrista, sono il segnale di un livore politico contro la rivoluzione che ha dato dignità al popolo cubano” . Dignità? Forse ha ragione Giuliano Ferrara in un suo editoriale: “Chi subisce ancora il fascino del socialismo col colore dei Caraibi dovrebbe tener conto che dopo quarantacinque anni di dittatura la Cuba di Castro si differenzia da quella di Batista solo perché non è più il bordello yankee, ma quello dei turisti europei”.
Vorrei che quei pacifisti che sono scesi in piazza per protestare contro la guerra amerikana (!!!), sventolando bandiere cubane e stracci rossi col faccione del Che, ora scendessero in piazza contro Fidel Castro e la violenza del suo regime; mi piacerebbe vedere Dario Fo e la Parietti sputare il loro veleno sulla barba di Fidel...... ma è una vana speranza. Ipocrisia senza fine o opportunismo di chi sperava nella vittoria di Saddam e nella sconfitta occidentale (come hanno detto illustri esponenti della sinistra!) o di chi si è augurato una durata più lunga della guerra per poter speculare sul maggior numero possibile di morti civili standosene comodamente in Occidente.....e intanto a Cuba la repressione continua....... hasta la victoria!!!!!




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uba è assediata ed ha il diritto di difendersi come può
