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  1. #1
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    Predefinito Quale atteggiamento di fronte alla tecnica?

    Riguardo l'atteggiamento da assumere nei confronti della tecnica, Heiddeger scrive:

    "Dire di si e di no al mondo della tecnica. Ma in tal modo la nostra relazione, non si spacca in due e non diventa incerta? Al contrario, la nostra relazione al mondo della tecnica diventerà invece semplice e serena. Lasceremo entrare i prodotti della tecnica nella vita quotidiana e nello stesso tempo li lasceremo fuori, li abbandoneremo a se stessi come qualcosa che non è nulla di assoluto, perchè dipendono a loro volta da qualcosa di più alto. Tale atteggiamento del contemporaneo dir di si e dir di no al mondo della tecnica vorrei chiamarlo, con un'unica parola: abbandono di fronte alle cose, abbandono delle cose e alle cose."

    L'attenzione non è rivolta all'impiego delle tecnologie, ma alla ricerca del loro senso...
    Secondo Heiddeger, l'eventualità che il pensiero scientifico, il pensiero calcolante possa ergersi come l'unico dotato di valore, in questo si nasconde per l'uomo il pericolo più grande.

    Voi cosa ne pensate?
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

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  2. #2
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Rif: Quale atteggiamento di fronte alla tecnica?

    Io e la tecnica siamo due cose completamente diverse...:sofico:
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Quale atteggiamento di fronte alla tecnica?

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    Io e la tecnica siamo due cose completamente diverse...:sofico:
    Io non direi ....
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  4. #4
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Rif: Quale atteggiamento di fronte alla tecnica?

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Io non direi ....
    Beh si, uso il computer, ma non è che ci capisca più di tanto, la tv la guardo ogni morte di papa, l'auto la porto alla cazzo di cane, il cellulare lo uso poco quanto niente, ecc...sono un vero imbranato e sono scoordinato abbestia...magari avessi le capacità del generale Rommel...:sofico:
    Ultima modifica di Strapaesano; 19-12-09 alle 11:37
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  5. #5
    Bello e dannato
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    Predefinito Rif: Quale atteggiamento di fronte alla tecnica?

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Riguardo l'atteggiamento da assumere nei confronti della tecnica, Heiddeger scrive:

    "Dire di si e di no al mondo della tecnica. Ma in tal modo la nostra relazione, non si spacca in due e non diventa incerta? Al contrario, la nostra relazione al mondo della tecnica diventerà invece semplice e serena. Lasceremo entrare i prodotti della tecnica nella vita quotidiana e nello stesso tempo li lasceremo fuori, li abbandoneremo a se stessi come qualcosa che non è nulla di assoluto, perchè dipendono a loro volta da qualcosa di più alto. Tale atteggiamento del contemporaneo dir di si e dir di no al mondo della tecnica vorrei chiamarlo, con un'unica parola: abbandono di fronte alle cose, abbandono delle cose e alle cose."

    L'attenzione non è rivolta all'impiego delle tecnologie, ma alla ricerca del loro senso...
    Secondo Heiddeger, l'eventualità che il pensiero scientifico, il pensiero calcolante possa ergersi come l'unico dotato di valore, in questo si nasconde per l'uomo il pericolo più grande.

    Voi cosa ne pensate?

    Se vuoi la mia opinione, ritengo che la tecnica, la scienza, la tecnologia, vadano dominate e padroneggiate, rigettando sia il tecnicismo che l'arcaismo (entrambe posizioni piuttosto ingenue).

    Ma mi rendo conto che questa non è una risposta alla tua domanda.
    Tu domandavi a proposito del senso della tecnica. Sicuramente è illusorio credere che la tecnologia sia completamente neutrale. Agendo sul mondo materiale, giocoforza lo condiziona, e sicuramente in un contesto di ampliamento delle conoscenze scientifiche e delle applicazioni tecniche, c'è il forte rischio di cadere nello scientismo (atteggiamento piuttosto fideistico ed irrazionale, peraltro).

    Per questo scrivo che la tecnologia non va solo padroneggiata, ma va dominata. Il che non significa solo decidere quando e come impiegarla, ma vuol dire anche comprenderne le implicazioni e le conseguenze.

    Non so se ho risposto al tuo quesito, spero di averlo fatto almeno in parte.
    L'arte di essere P.A.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Quale atteggiamento di fronte alla tecnica?

    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
    Se vuoi la mia opinione, ritengo che la tecnica, la scienza, la tecnologia, vadano dominate e padroneggiate, rigettando sia il tecnicismo che l'arcaismo (entrambe posizioni piuttosto ingenue).

    Ma mi rendo conto che questa non è una risposta alla tua domanda.
    Tu domandavi a proposito del senso della tecnica. Sicuramente è illusorio credere che la tecnologia sia completamente neutrale. Agendo sul mondo materiale, giocoforza lo condiziona, e sicuramente in un contesto di ampliamento delle conoscenze scientifiche e delle applicazioni tecniche, c'è il forte rischio di cadere nello scientismo (atteggiamento piuttosto fideistico ed irrazionale, peraltro).

    Per questo scrivo che la tecnologia non va solo padroneggiata, ma va dominata. Il che non significa solo decidere quando e come impiegarla, ma vuol dire anche comprenderne le implicazioni e le conseguenze.

    Non so se ho risposto al tuo quesito, spero di averlo fatto almeno in parte.

    Si, rispetto questo pensiero. In particolare concordo con te quando metti l'accento sul fatto che la tecnica non è certamente neutra...
    Ma verrebbe allora da chiedersi: chi decide come padroneggiare la tecnica?...
    Come dice infatti Umberto Galimberti: "Sembra infatti che la tecnica non abbia altro scopo se non il proprio autopotenziamento."

    Il potenziale rivoluzionario rappresentato dalle nuove tecnologie (è una mia opinione), nasce in ogni caso dal desiderio di salvezza, ossia dalla paura e dal bisogno dell'uomo, che vuol a tutti i costi sopravvivere alla morte... Ma allo stesso tempo è del tutto impotente di fronte alla vita...
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  7. #7
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    Predefinito Rif: Quale atteggiamento di fronte alla tecnica?

    Ma verrebbe allora da chiedersi: chi decide come padroneggiare la tecnica?...
    Come dice infatti Umberto Galimberti: "Sembra infatti che la tecnica non abbia altro scopo se non il proprio autopotenziamento.

    Donedarko,non mi sembri tanto sprovveduto da porre questo tipo di domande...oltretutto nella citazione tra le righe risulta evidente.
    Ultima modifica di peter from milan; 19-12-09 alle 12:08
    "chi è sicuro del valore della propria causa non sente il bisogno della sua vittoria: il valore della causa ne segna già il trionfo"

  8. #8
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    Predefinito Rif: Quale atteggiamento di fronte alla tecnica?

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Si, rispetto questo pensiero. In particolare concordo con te quando metti l'accento sul fatto che la tecnica non è certamente neutra...
    Ma verrebbe allora da chiedersi: chi decide come padroneggiare la tecnica?...
    Come dice infatti Umberto Galimberti: "Sembra infatti che la tecnica non abbia altro scopo se non il proprio autopotenziamento."

    Il potenziale rivoluzionario rappresentato dalle nuove tecnologie (è una mia opinione), nasce in ogni caso dal desiderio di salvezza, ossia dalla paura e dal bisogno dell'uomo, che vuol a tutti i costi sopravvivere alla morte... Ma allo stesso tempo è del tutto impotente di fronte alla vita...
    Ecco, queste parole di Evola sembrano parlare proprio di questa ricerca forsennata da parte dell'uomo moderno per l'azione fine a sé stessa e la tecnica 'selvaggia'...

    “Ma il fatto è che l’uomo moderno ha bisogno, come di una specie di stupefacente, di tali forme degradate o profanate d’azione: ne ha bisogno per eludere il senso del vuoto interno, per sentire sé stesso, per trovare in esasperate sensazioni il surrogato di un vero significato della vita. Una specie di irrequietezza tetanica che sorpassa tutti i limiti, che sospinge di febbre in febbre e desta sempre nuove fonti di ebbrezza e di stordimento è una delle caratteristiche dell’età oscura occidentale.”
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  9. #9
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    Predefinito Rif: Quale atteggiamento di fronte alla tecnica?

    Citazione Originariamente Scritto da peter from milan Visualizza Messaggio
    Ma verrebbe allora da chiedersi: chi decide come padroneggiare la tecnica?...
    Come dice infatti Umberto Galimberti: "Sembra infatti che la tecnica non abbia altro scopo se non il proprio autopotenziamento.

    Donedarko,non mi sembri tanto sprovveduto da porre questo tipo di domande...oltretutto nella citazione tra le righe risulta evidente.
    Bè cosa vuol dire... Uno deve essere uno sprovveduto? Certo che ho il mio pensiero... Ma se sono interessato a conoscere il pensiero degli altri, perchè questo dovrebbe essere un limite?...

    Comunque chiarisco subito che io non sono nè totalmente pro nè totalmente contro la tecnica... Ne faccio piuttosto una questione di responsabilità.
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  10. #10
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    Predefinito Rif: Quale atteggiamento di fronte alla tecnica?

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    Ecco, queste parole di Evola sembrano parlare proprio di questa ricerca forsennata da parte dell'uomo moderno per l'azione fine a sé stessa e la tecnica 'selvaggia'...

    “Ma il fatto è che l’uomo moderno ha bisogno, come di una specie di stupefacente, di tali forme degradate o profanate d’azione: ne ha bisogno per eludere il senso del vuoto interno, per sentire sé stesso, per trovare in esasperate sensazioni il surrogato di un vero significato della vita. Una specie di irrequietezza tetanica che sorpassa tutti i limiti, che sospinge di febbre in febbre e desta sempre nuove fonti di ebbrezza e di stordimento è una delle caratteristiche dell’età oscura occidentale.”
    Il punto è che oggi sembra difficile concepire un tipo di pensiero differente da quello prettamente scientifico e calcolante.
    E' ipotizzabile che un giorno la scienza arriverà a conoscere tutto quel che c'è da conoscere, nulla sarà più ignoto.
    In effetti, non credo ci sia nulla di male in tutto questo: la gente continua ad adorare feticci, idoli privi di sostanza, divinità antropocentriche... Questa è una mentalità estremamente conservatrice rispetto al nuovo che avanza... La religione, la morale, la tradizione... Non ci sono argomenti solidi da contrapporre al pensiero scientifico... La ricerca non si può fermare.

    La scienza si è sostituita alla religione... il pensiero scientifico si propone come la versione laicizzata della metafisica, che colloca nel progresso tecnologico il fine della storia...
    In fondo, è sempre la stessa cosa: solo una questione di potere...
    Ultima modifica di donerdarko; 19-12-09 alle 12:24
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