Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Rossobruno cattivone
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    Morte al liberismo!
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    Predefinito Contro sballo, mondanità, rave ecc...

    DISCOTECA = MENTALITA' BORGHESE (ANCHE SE FREQUENTATE DA TAMARRI STRACCIONI)

    RAVE = MENTALITA' SOCIALISTOIDE E ANARCOIDE (ANCHE SE FREQUENTATI DA BORGHESI CHE SI VESTONO CON STRACCI)

    E' PROPRIO SULLA SECONDA TIPOLOGIA DI "AMBIENTE" CHE IL GRANDE CARLO GARIGLIO (PRESIDENTE DEL MOVIMENTO FASCISMO E LIBERTA') HA SCRITTO UN OTTIMO ARTICOLO

    Non si può fare a meno di provare un misto di tristezza e sgomento alla notizia della morte della giovane ragazza che ha partecipato al “rave” a Siena.

    Partecipava al “delirio” (così si traduce in italiane il termine “rave”) e di colpo è crollata a terra. Ventitré anni di gioventù e di vita buttati via in nome dello sballo. Lo sballo, il rave, la scimmia, lo stono... tutte componenti fondamentali per quel gigantesco parco buoi all'interno del quale una stragrande maggioranza di degenerati – al ritmo di una musica che è impossibile ascoltare senza avere gravi danni all'apparato uditivo – si drogano, scopano, si drogano e riscopano senza sosta.

    Del resto, non c'è nessuno che controlli, che sorvegli, che possa anche solo intervenire nel caso qualcuno si senta male, come è effettivamente successo. Tutto il “rave” è meticolosamente organizzato e preparato nel più assoluto silenzio e riserbo degli organizzatori e dei partecipanti, i quali non usano neanche gli sms o la posta elettronica, ma messaggi appositamente difficili da decifrare, comprensibili solo dagli addetti ai lavori. Così tutto può avvenire in sordina e, ovviamente, in maniera assolutamente illegale. Se così non fosse non potrebbe entrare quella enorme quantità di droga pesante che ti permette di stare in piedi per ore e ore, a ballare una musica che è enormemente alta e che negli stessi ritmi e suoni, eternamente monotoni e ripetitivi, confonde la mente.


    Così, una o due ore prima che cominci la festa, si assalta il capannone abbandonato o il bosco non frequentato, si piazzano gli amplificatori e la strumentazione, e la festa può cominciare. Centinaia di sottosviluppati, pertanto, si accalcano sotto il palco, pronti a fare baldoria. E magari anche a morire. Il tutto avviene lontano dalla civiltà. I sub-umani scelgono appositamente luoghi fuori mano o poco frequentati, proprio perché la civiltà non possa entrare nel loro mondo. E così, quando hanno provato a chiamare l'ambulanza per soccorrere la ragazza, neanche il cellulare è riuscito a connettersi alla rete telefonica. Vigliacchi, fino all'ultimo. Pronti a rifiutare la civiltà e le sue regole nel nome dello sballo, ma altrettanto pronti a chiedere aiuto a quella stessa civiltà quando qualcuno di loro non regge. Un po' come l'altro ragazzo che, qualche anno fa, scappò di casa appositamente per partecipare ad un rave ma che poi, prima di morire, chiamò il padre dicendogli: “Papà vieni, mi sento male”. Irresponsabile fino all'ultimo secondo.


    Con questa genia di sottosviluppati, c'è da augurarsi che Andreotti e soci campino altri cent'anni.


    Come se non bastasse questa drammatica scena, siamo costretti a sorbirci i vari Don Mazzi della situazione, che ci caricano dei loro sermoni e delle loro litanie appositamente studiate per nascondere agli occhi di noi tutti l'evidenza: che i “loro” figli – educati alla trasgressione di ogni valore e di ogni regola (siamo nell'Italia nata dalla Resistenza, del resto!) – sono dei criminali senza arte né parte, viziati e cacasotto. Figli di genitori che li hanno fatti semplicemente per aver infilato un pene dentro una vagina, e non per altro...


    Intendiamoci: Don Mazzi è uno dei pochi, in questo Paese, che può permettersi di andare in TV a parlare di problemi di giovani. Perché è uno di quei pochi che, oltre a parlare, si sporca quotidianamente le mani, venendo a contatto con situazioni familiari e personali spesso disastrose. E' uno che ha agito, che agisce, e che quotidianamente lotta per salvare migliaia di giovani dalla droga e dalla dipendenza dall'alcol. Si aggira intorno ad una quota di circa 100.000 casi di ragazzi aiutati con la sua comunità, Exodus. Molto meglio della stragrande maggioranza dei politici.


    Ma sarebbe ora di farla finita con i falsi moralismi. Bisognerebbe dire a questi sub-umani che se vogliono sballarsi e “andare fuori” , senza lo Stato e la società in mezzo alle palle, devono anche affrontare le conseguenze. Si sono auto-esiliati dalla società per potersi drogare come dei citrulli? Bene: non chiedano l'aiuto della società se poi cadono come dei sacchi di patate. A nessuna ambulanza dovrebbe essere permesso di soccorrere chi si sente male ad un rave-party: si dia la precedenza a chi torna dal lavoro e ha un incidente stradale, o a chi cade dal ponteggio mentre costruisce una casa! Perché io, che magari ho avuto un disgraziato incidente stradale mentre tornavo dal lavoro, devo essere penalizzato rispetto ad un ragazzino viziato e drogato che non sapeva come impiegare in maniera più prolifica il proprio tempo?


    Si organizzino da soli l'assistenza medica e il servizio di vigilanza, senza esigerlo dallo Stato! Con tutti i soldi che si fanno dalla vendita delle droghe qualche cosa potranno pur permettersela!


    E basta con questo disagio dei giovani!! Non se ne può più di questa litania!! Se abbiamo un disagio noi cosa dovrebbero dire i nostri padri o i nostri nonni, che uscivano da un Italia logorata dalla guerra? Noi giovani abbiamo praticamente tutto, e non abbiamo neanche dovuto sudarcelo eccessivamente, e in molti casi non abbiamo dovuto sudarcelo affatto! Vuoi viaggiare? Con 30 euro vai nelle principali capitali europee! Vuoi conoscere gente? E' pieno di locali, di palestre, di discoteche, di internet points grazie ai quali con un click vai dall'altra parte del mondo, conosci persone che altrimenti non avresti mai conosciuto, ascolti musica...! Vuoi fare sport? Hai solo l'imbarazzo della scelta! Possiamo fare mille cose, che i nostri padri non hanno potuto fare, o hanno potuto fare solo a prezzo di grandi sacrifici! Ragion vorrebbe che ce le tenessimo care! E invece ne abusiamo, da buoni pidocchi arricchiti!


    Anzi, dirò di più: i sottosviluppati vogliono drogarsi e sballare? Bene, che lo facciano pure! In un mondo in cui il materiale umano è scadentissimo, possiamo quantomeno augurarci che questa gentaglia si avvi volontariamente all'autoestinzione a suon di canne, cocaina e LSD, dimmodo che ci sia più “spazio vitale” per noi.

    CAMERATESCA-MENTE: Degenerazione giovanile, o giovani degenerati

  2. #2
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    Predefinito Rif: Contro sballo, mondanità, rave ecc...

    Ma ammazzatevi
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Contro sballo, mondanità, rave ecc...

    Prima di fare sentenze basta informarsi. Il movimento in sé è istituzionalmente apolitico: spesso (soprattutto a party internazionali) si possono vedere gabber che indossano toppe con la bandiera della propria nazione sui loro bomber, per indicare la propria provenienza ed il senso di appartenenza, ma questo patriottismo non cela dietro di sé sentimenti razzisti, anzi non è infrequente che artisti gabber incitino apertamente all'antirazzismo durante i loro pezzi[3].

    Per precauzione, tuttavia, in alcuni paesi (ad esempio l'Olanda) all'entrata della maggior parte dei rave ufficiali, ogni partecipante viene perquisito e privato di qualsiasi indumento recante messaggi politici o etnici (spille o magliette con riferimenti politici, bandiere, magliette di squadre calcistiche etc.), per evitare risse fra esponenti di diverse fazioni politiche o calcistiche.

    Del tutto particolare si può definire da un punto di vista antropologico, l'interpretazione gabber al dilagante consumismo degli anni di massimo sviluppo. La scelta consapevole ai proprio bisogni, i quali nascono dalle necessità dovuto al ballo, di determinati prodotti, limitano di fatto il consumo e annullano il senso di status proprio del consumismo di fine anni 90. Attraverso i prodotti scelti dalla comunità, il gabber comunica la propria appartenenza, su un piano di totale uguaglianza rispetto al prossimo. I simboli delle marche scelte, fino anche e soprattutto ai modelli, esulano dal loro valore di mercato per essere all'interno del gruppo simboli di appartenenza gregale paritaria. Un esempio su tutti è la scelta del modello di scarpa Nike Air Max IV, meglio conosciute come Classic, che nonostante le notevoli influenze, e i sempre nuovi modelli proposti dell'industria americana, fu sempre il modello prescelto dalla comunità gabber né gli influssi del consumismo riuscirono mai a soppiantarla.

    Gli oggetti di largo consumo, anche se ad una prima interpretazione possono appartenere a quella che viene normalmente definita una società consumistica, vengono completamente stravolti di significato dalla fruizione della cultura gabber. Gli oggetti vengono scelti, non subiti, e risemantizzati a logiche interne e non di mercato. La scelta di oggetti di riferimento base, fa si che non se ne creino altri più complessi, e che i bisogni da soddisfare siano minima per espletare l'appartenenza. Altro punto che definisce la transnazionalità del movimento è lo stile di ballo adottato uniformemente attraverso le varie nazionalità. Il doppio passo incrociato (hakken) è il passo base del ballerino gabber. Alle sue interpretazioni, alla pulizia di movimento, e alla tempistica di esecuzione si deve poi l'estro del singolo. Il ballo gabber è secco e pulito, machista e individualista, utilizza tutte le articolazioni per determinare in modo preciso il tempo utilizzando gli arti inferiori per le casse primarie, e le articolazioni superiori per i tempi secondari sovratraccia.Di qui l'odio dei puristi per il jump style.

    Il senso comune tende ancora oggi a confondere " rave illegali" o "i rave" in genere, come manifestazione della cultura gabber; forse l'errore più grossolano che un profano possa commettere, essendo questa come detto un movimento ben determinato con esponenti e modalità d'incontro ufficiali e ben definite.

    E' invece indubbio l'influsso della gabber, anche solo temporalmente, sull'influenza e il successivo sviluppo di una cultura della musica elettronica autarchica anche nei segmenti della sinistra giovanile.

    Allo stesso modo, non si può dire che l'appartenenza alla subcultura gabber implichi necessariamente l'assunzione di stupefacenti quali anfetamina, speed o ecstasy, anzi molti gabber puristi disprezzano dal profondo l'uso di droghe ed in particolar modo nelle occasioni di ballo.
    L'unico che può appogiare le tue tesi è il testo in neretto che però non condivido perchè la musica elettronica sulla sinistra giovanile influisce molto poco.
    Ultima modifica di Sognatore; 19-12-09 alle 20:57
    Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti.
    A.Gramsci

  4. #4
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    Predefinito Rif: Contro sballo, mondanità, rave ecc...

    Sono tutti, allo stesso modo, dei morti di fame.

  5. #5
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Rif: Contro sballo, mondanità, rave ecc...

    I fatti parlan chiaro: i rave portano spesso e volentieri a conseguenze di questo tipo! Non è una novità. Giovani sofferenti, emarginati ecc..?

    Può darsi!

    Ma anche io sono brutto e sfigato! Eppure non mi degrado in maniera simile.
    Ultima modifica di LupoSciolto°; 19-12-09 alle 21:10

  6. #6
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    Predefinito Rif: Contro sballo, mondanità, rave ecc...

    Io frequento solo locali chic e posti alla moda, quelli che vanno ai rave sono degli sfigati...puà...
    Ultima modifica di Strapaesano; 19-12-09 alle 22:30

 

 

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