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Ma veramente, la "società Mesomorficamente Latina"... è troppo.
Secondo me la società latina è prima ectomorfo (influsso mediterraneo), poi endomorfo (influsso alpino) e solo in ultimo mesomorfo. Infatti è il tipo nordico, più che quello mediterraneo, che presenta quel che sarebbe in fondo un tipo ectomorfo robusto. La cosa si vede bene con la mascella, specie nelle donne. In Italia sono sfilate, mentre in Scandinavia sono molto forti. Stesso per la fronte.
Tommaso in realtà è Mengele, Marx è tutta una copertura
:sofico:
COSTITUZIONE. - Fisiologia (XI, p. 653). - La nomenclatura differente seguita dagli studiosi di costituzione individuale (numerosi negli ultimi 30 anni) rende difficile l'orientarsi per chi non è aggiornato sull'argomento. In linea generale si può dire che il tipo longilineo o microsplancnico di A. De Giovanni e G. Viola corrisponda all'abito tisico degli antichi, al tipo respiratorio di Cl. Sigaud, al tipo piatto di L. Mac Auliffe, al leptosomo di E. Kretschmer, e di F. Weidenreich, al lineare di Ch. Stockard, mentre il tipo brevilineo di A. De Giovanni corrisponde all'abito apoplettico degli antichi, al tipo digestivo di Sigaud, al picnico di Kretschmer, all'eurisomo di Weidenreich, al laterale di Stockard.
Il tipo cerebrale di Mac Auliffe (propugnatore delle idee di Sigaud, il quale fu con De Giovanni, uno dei precursori della moderna dottrina delle costituzioni) non è generalmente riconosciuto come un tipo ben definito, ma è considerato come un tipo impuro. Il tipo muscolare di Mac Auliffe si avvicina al tipo atletico di Kretschmer. L'orientamento degli studî moderni sulla costituzione è diverso da quello originario. Mentre De Giovanni e Viola fondarono il principio di costituzione in prevalenza sul criterio delle proporzioni tra le varie parti del corpo, i ricercatori più moderni prospettarono le condizioni che determinano le differenze di costituzione (Stockard) e soprattutto i rapporti esistenti tra costituzione somatica ed umorale, vale a dire le differenze individuali d'iperfunzione o ipofunzione delle varie ghiandole endocrine.
N. Pende, fondandosi sovra quest'ultimo criterio, ha suddiviso i due tipi fondamentali di De Giovanni in varietà. Tra i longilinei si distinguono: a) gli ipertiroidei, b) gli iperipofisarî, c) gli iposurrenali, d) gli eunucoidi; tra i brevilinei: a) gli ipergenitali, b) gli ipersurrenali,c) gli ipotiroidei, d) gli iposurrenali. Si volle inoltre unire all'analisi endocrina della personalità l'analisi dell'apparato neurovegetativo (vagotonici e simpaticotonici, secondo Eppinger e Hess); si riconobbe però che questa distinzione non è netta. Si ritiene oggi che le relazioni tra le varie ghiandole endocrine e il simpatico e parasimpatico si sovrappongano ai tipi morfologici fondamentali contribuendo a costituire il biotipico (Pende). Ebbero larga eco, negli ambienti medici le idee di Kretschmer sulle relazioni tra costituzione e carattere (e rispettivamente psicosi). Alle psicopatie schizoidi sono predisposti in prima linea i leptosomi (longilinei), in seconda linea gli atletici. Le malattie maniaco-depressive, come pure le forme ciclotimiche, si reclutano a preferenza tra i picnici (megalosplancnici) (v. psicosi, XXVIII, p. 466).
In contrasto con le vedute testé esposte, secondo le quali la costituzione individuale somatica e psichica sarebbe connessa eminentemente all'apparato endocrino, altri autori invocano il sistema extrapiramidale, quale condizione principale determinante le variazioni individuali nell'atteggiamento, nella mimica, nella destrezza, caratteri che contribuiscono a foggiare il biotipo.
Nella determinazione del complesso di caratteri morfologici, fisiologici e psichici che rientrano nel concetto di costituzione individuale, quale parte ha il patrimonio ereditario e quale le influenze esteriori? Molteplici argomenti dimostrarono che essa dipende in grande prevalenza dalla combinazione di geni, che è trasmessa all'uovo all'atto della fecondazione: è adunque essenzialmente genotipica (v. genetica, XVI, p. 509). Ne fu data la dimostrazione sicura dall'identità morfologica e fisiologica esistente nei gemelli derivati da un unico uovo.
Fu infatti in ciascuna coppia dimostrata una perfetta corrispondenza, sia nei caratteri anatomici più vistosi (statura, proporzioni delle varie parti del corpo), sia in quei caratteri che possono sembrare accessorî: per es. delle rosette tattili, le quali costantemente differiscono nei singoli individui al punto da poter essere utilizzate come criterio sicuro per l'identificazione individuale, del tipo di ramificazione dei vasi retinici ecc. Vi è pure identità nei caratteri fisiologici e nella morbilità; si conoscono casi di gemelli monocori i quali, pur vivendo in paesi differenti, e quindi in condizioni ambientali diverse, ammalarono contemporaneamente della stessa malattia. Invece i gemelli bicori i quali, provenendo da due uova, sono dotati di una diversa combinazione di geni, differiscono per caratteri anatomici e fisiologici.
Ma come si spiega che tali caratteri, così poco manifesti alla nascita, si accentuino durante l'accrescimento postnatale e soprattutto nel periodo puberale? Ciò potrebbe far pensare che questi mutamenti tardivi dipendano in modo esclusivo dall'influenza dell'ambiente esteriore. Ma in realtà oggi sembra certo che i mutamenti che si producono tardivamente nei caratteri dell'individuo dipendono dalle variazioni nell'equilibrio tra le singole ghiandolc endocrine, d'ordine quantitativo e forse qualitativo; variazioni individuali che sono indubbiamente predeterminate nel germe, ma che incominciano a manifestarsi tardivamente, cioè soltanto quando le ghiandole endocrine si sono differenziate. Pertanto riteniamo che sopra i caratteri costituzionali individuali abbia una certa influenza l'ambiente esteriore, ma che questa influenza debba essere di scarsa entità; altrimenti non si spiegherebbe il mantenersi di una perfetta identità nei caratteri somatici e fisiologici nelle coppie di gemelli monocori durante il periodo postnatale sino a tarda età.
La veduta che ciascuna razza abbia una costituzione sua propria, fu dimostrata infondata da F. Weidenreich; i tipi costituzionali studiati a preferenza nella razza bianca esistono in tutte le razze umane antiche e recenti, indipendentemente dai caratteri etnici; si può dire soltanto che in ciascuna razza prevalgono numericamente i tipi di una determinata costituzione su quelli di un'altra. La costituzione individuale non è una peculiarità dell'uomo; anche nei cani e probabilmente in altri mammiferi esistono tipi costituzionali analoghi a quelli umani (Ch. Stockard).
BIBLIOGRAFIA:
H. Brown Wade, Constitutional Variation and Susceptibility to Disease, New York 1928-29; Th. Brugsch e F. H. Lewy, Die Biologie der Person, Berlino-Vienna 1925; L. Castaldi, Accrescimento corporeo e costituzione dell'uomo, Firenze 1928; W. Jaensch, Körperform, Wesensart und Rasse, Lipsia 1934; E. Kretschmer, Körperbau und Charakter, Berlino 1931; O. Naegeli, Allgemeine Konstitutionslehre, Berlino 1927; N. Pende, Trattato di biotipologia, Milano 1929; Ch. R. Stockard, Physical Basis of the Personality, Londra 1931; F. Weidenreich, Rasse und Körperbau, Berlino 1927. Periodici Endocrinologia e patologia costituzionale e Zeitschr. f. Konstitutionslehre.
Treccani
la costituzione italiana non si tocca
Costituzione fosforica e miste.
Costituzione fosforica e miste : (Roma)
L'Omeopatia studia i biotipi e le costituzioni.
Esempio:
III . Biotipo fosforico Si tratta di un soggetto longilineo, solitamente magro o comunque incline al dimagrimento: il viso è allungato, con predominanza del piano frontale; i denti triangolari, di un bianco-fulgido tendente al bluastro; sempre a livello del cavo orale, inoltre, si nota un’iniziale malocclusione delle ossa mascellari, ed è frequente il riscontro di palato ogivale. Il torace dei soggetti fosforici è spesso di circonferenza ridotta rispetto al normale (frequentemente i soggetti di questa costituzione sono stati scartati, per insufficienza toracica, alla visita di leva), gli arti appaiono lunghi e sottili, così come le mani, caratterizzate da dita a forma troncoconica, che si assottigliano progressivamente dalla prima all’ultima falange. I muscoli che sostengono gli arti sono lunghi ed ipotonici, ed un’ iniziale lassità dei legamenti consente la piena estensione dell’avambraccio sul braccio. La statica vertebrale, infine, si caratterizza spesse volte per uno sbilanciamento in avanti del bacino con conseguente accentuazione della lordosi lombare. L’assetto metabolico-funzionale ereditato, che sostiene i soggetti di questa costituzione, è dominato da un’ evidente neurodistonia, che condiziona fasi di simpaticotonia, con atteggiamento ipertiroideo ed ipergenitale, alternantisi a fasi di prevalenza vagotonica, con depressione della funzionalità tiroidea e genitale, e iposurrenalismo. Dal punto di vista patologico, gli aspetti più ricorrenti di questa costituzione sono la tendenza al dimagrimento e alla demineralizzazione, le affezioni a carico delle vie respiratorie (eredità miasmatica tubercolinica), e una certa vulnerabilità della funzione tiroidea. Le affezioni che colpiscono i fosforici in realtà non sono mai estremamente violente nella loro insorgenza e nelle loro manifestazioni, comparate almeno con quelle del sulfurico, ma presentano andamento torpido e prolungato, che fa considerare tali soggetti perennemente malaticci . Il carattere metabolico-funzionale precedentemente descritto rende conto di altri aspetti propri di questa costituzione, come l’ipotensione ortostatica che, associata ad un certo grado di anemia da carenza di ferro - condizionata proprio dalla demineralizzazione - dà conto della ricorrente sensazione di astenia. Oltre alla predisposizione nei confronti di ogni tipo di affezione respiratoria, compresa logicamente la Tubercolosi , non sono infrequenti, nei soggetti fosforici, affezioni funzionali del tubo gastroenterico, condizionate dalla neurodistonia e dalla tipica emotività di questi soggetti, e comprendenti fondamentalmente forme di dispepsia non ulcerosa e sindrome dell’intestino irritabile . Infine, l’iniziale lassità legamentosa è responsabile di una serie di alterazioni della statica vertebrale e dei tessuti connettivi, comprendenti una certa predisposizione alla cifosi e alla scoliosi, e la tendenza alla malattia varicosa generalizzata. Sul piano della termoregolazione si tratta di soggetti decisamente sensibili alle basse temperature ma che, in ambienti surriscaldati, soffrono di congestioni della circolazione venosa, che li spingono a ricercare l’aria aperta, per compensare, così, la l’eccessiva estrazione di ossigeno a livello periferico. Da un punto di vista temperamentale si tratta di individui caratterizzati da un’ evidente ciclotimia dell’umore, in cui fasi di entusiasmo e di esaltazione si alternano a stati di profondo sconforto e introversione, cosa che condiziona un rendimento generale alternante che, nelle fasi più avanzate dello squilibrio umorale, dove predominano, per intenderci, depressione e isolamento, porta tali soggetti alla fuga dalla realtà e alla ricerca di qualsiasi strumento di evasione dalla stessa. Proprio queste loro particolari inclinazioni temperamentali, decisamente poco consone all’ atteggiamento pratico e concreto richiesto dalla nostra società, rendono i soggetti fosforici emotivamente fragili e ipersensibili, frequentemente bisognosi di manifestazioni di affetto e conforto ma, d’altro canto, anche orientati a quell’idealismo estremo, che può trovare massima realizzazione nelle diverse manifestazioni artistiche e in campo filo-teosofico. Le misure dietetiche di profilassi saranno destinate soprattutto a ripristinare, o conservare, un livello ottimale dei sali minerali - principalmente ferro e magnesio - attraverso una dieta dove predominino i cibi carnei e il pesce (per la maggiore biodisponibilità dell’elemento ferroso) tutti gli ortaggi e la frutta, particolarmente ricchi di oligoelementi, latte e latticini, che assicurano comunque il maggior introito organico dell’elemento fosforico. L’attività fisica consigliata deve tener conto da un lato dell’impalcatura ossea, legamentosa e muscolare costituzionalmente deficitarie e, d’altro canto, della facilità allo scoraggiamento e all’introversione tipici dei fosforici: troveranno quindi indicazione, almeno inizialmente, attività moderate o che esaltino, comunque, la naturale eleganza nel portamento (danza e ginnastica ritmica in particolare), sostenute da un atteggiamento pedagogico che miri ad incoraggiare il soggetto e non a pungolarlo brutalmente. I rimedi omeopatici che interverranno nel corso dei diversi stadi patologici, vanno da quelli tipicamente costituzionali o psorici, comprendenti Calcarea Phosphorica – rimedio costituzionale per eccellenza – Magnesia e Kali phosporicum, indicati nelle fasi esonerative della psora, al duo Phosphorus/Pulsatilla, rimedi di fase tubercolinica avanzata, fino a Natrum Phosphoricum o Phosphoric acidum a seconda che, insieme alla depressione, tipica del primo stadio della sicosi, prevalga l’ideazione immaginativa o il ripiegamento del soggetto su stesso; seguiranno quindi rimedi di altri miasmi, tra cui Sepia, Silicea e Causticum per la sicosi conclamata, Psorinum, Tubercolinum e Arsenicum in caso di ulteriore evoluzione verso il luesinismo. IV. Biotipologie miste In quest’ultima parte ci occuperemo delle costituzioni miste: esse comprendono, in realtà, da una parte l’incidenza di elementi della costituzione fluorica (ereditarietà luesinica dominante) su una delle tre costituzioni di base precedentemente descritte, e dall’altra la descrizione dei caratteri differenziali, e patologicamente evolutivi, dei biotipi grasso e magro della costituzione sulfurica. Elementi costitutivi della costituzione fluorica, che possono a vario grado sovrapporsi a quelli di una delle precedenti tre costituzioni, sono quelli in grado di condizionare una certa irregolarità dei tratti somatici del volto, e in particolare del cavo orale, che può essere caratterizzato da malposizionamenti dentari, facilità ai processi cariosi e malocclusione delle ossa mascellari, e quelli a carico degli arti, dove può osservarsi accentuazione della lassità legamentosa, peraltro già appannaggio dei soggetti fosforici, tale da determinare un’ angolatura dell’ estensione braccio-avambraccio superiore ai 180 gradi, una maggiore predisposizione alle alterazioni della statica vertebrale, comprendenti anche diverse forme di discopatie, una più evidente predisposizione ai traumi distorsivi, in particolare a carico dell’articolazione tibiotarsica, e ai cedimenti parietali dei vasi sanguigni (aneurismi e varicosità). Nei casi più eclatanti, poi, l’evidente ereditarietà luesinica dei soggetti a predominanza fluorica, può comportare il riscontro di malformazioni viscerali o di difetti cromosomici ereditari, che ne ridurranno sensibilmente l’aspettativa di vita, e la qualità della stessa. Sul piano temperamentale il carattere predominante sarà quello della personalità divergente, ossia anticonformista per eccellenza, dotata di una notevole intelligenza intuitiva, che porta, però, questi soggetti ad approfondire poco argomenti e nozioni e che, ad un livello più estremo, può condizionarne tutti i diversi gradi di perversione mentale e comportamentale. Tali aspetti temperamentali possono influenzare quelli propri delle tre costituzioni di base, esaltando l’aspetto collerico-aggressivo dei soggetti sulfurici, oppure influenzando ancor più negativamente la lentezza d’ideazione e di comprensione propria dei carbonici, o ancora la ciclotimia dei fosforici, che si caratterizzerà così per lo sconfinamento verso manifestazioni maniaco-depressive (disturbo bipolare di personalità). Per quanto riguarda i due biotipi che completano la costituzione sulfurica, vale a dire il biotipo grasso e quello magro, è interessante osservare per quali aspetti differiscano dalla costituzione sulfurica più equilibrata, e quale evolutività patologica mostrino rispetto anche ai possibili rimedi omeopatici capaci comunque di ostacolarne la progressione. Il sulfurico grasso presenta, rispetto al biotipo neutro, una maggiore tendenza agli eccessi della tavola, non ottimamente compensata, però, da un’altrettanta adeguata quota di attività fisica, e tale da ricordare, nell’inclinazione comportamentale, i soggetti di costituzione carbonica. Andrà pertanto più rapidamente incontro a squilibri metabolici, compensati, almeno in fase sicotica iniziale, da un’espansione del comparto extracellure (Natrum Sulfuricum) e successivamente dalla comparsa di patologie prevalentemente di accumulo e concrezione (litiasi biliare e renale), mentre una tendenza congestiva del circolo arterioso lo porterà evolutivamente verso il rimedio per eccellenza dello scompenso cardiovascolare, ossia Aurum Metallicum (passando per Lycopodium e Nux Vomica), del quale è presente, anche inizialmente, la tipica propensione agli accessi violenti di collera (rimedio costituzionale: Hepar sulfur); evoluzione più simile a quella dei soggetti carbonici, invece, mostreranno coloro che, negli stadi avanzati dello squilibrio organico, e partendo sempre, come rimedio intermedio, da Natrum sulfuricum, richiederanno via via Graphites, Sepia, Conium e Baryta Carbonica. Il biotipo magro, all’opposto, sarà condizionato da un’iniziale distonia neuroendocrina, che lo avvicinerà per alcune caratteristiche fisiche e temperamenti ai soggetti della costituzione fosforica, almeno per quanto riguarda l’ alternanza dell’umore, lo stato ricorrente di astenia psicofisica e le turbe della termoregolazione. A partire dal rimedio costituzionale, Sulfur Iodatum, i soggetti di questa costituzione potranno evolvere verso rimedi iniziali a radicale sulfurico (Kali sulfuricum e Sulfuric acidum) oppure, laddove prevalessero la demineralizzazione e l’introversione, a radicale muriatico (Magnesia muriatica e Natrum muriaticum), per seguire rispettivamente o un’evoluzione più consona ai soggetti propriamente sulfurici (Argentum nitricum, Medhorrinum, Mercurius e Luesinum) oppure un’evoluzione più simile a quella dei fosforici (Sepia, Causticum, Tubercolinum, Arsenicum).