PER QUESTI SELVAGGI.....PENA DI MORTE
Enna, uccide figlia neonata con l'aiuto dei datori di lavoro
È sempre angosciante sentire la storia di una madre che non vuol tenere un figlio appena partorito. E se appare terribile apprendere di un neonato abbandonato in un cassonetto della spazzatura. Ancor più agghiacciante raccontare di una mamma che pur di liberarsi della bimba appena data alla luce, la uccide. E la uccide facendosi aiutare dai suoi datori di lavoro. La uccide in modo spaventoso: immergendola nell'acqua bollente. E poi il piccolo corpo chiuso in un sacchetto e gettato tra i rifiuti. È una storia raccapricciante quella che arriva da Enna. La storia di una donna romena di 41 anni che lascia il suo paese, un marito e due figli, per venire a fare la badante in casa di una coppia di anziani italiani. Ma arriva incinta e per evitare complicazioni perché è clandestina, d'accordo con la famiglia dove vive e lavora, se ne disfa così. Pensando di farla franca. Ma quando ieri s'è presentata in ospedale con forti dolori di pancia, i medici hanno capito subito e hanno chiamato la polizia. È stato il datore di lavoro della donna a raccontare di aver buttato un sacchetto senza sapere cosa ci fosse dentro. I poliziotti l'hanno trovato qui, alla periferia della città. Dentro c'era il corpo senza vita della neonata, con ustioni di terzo e quarto grado. Poi le prime ammissioni, e gli arresti. Tutti e tre in carcere: la madre, e i due datori di lavoro, marito e moglie di 63 e 54 anni, accusati di infanticidio e occultamento di cadavere. Li ha traditi l'ignoranza. Non sapevano che in italia anche le donne clandestine possono partorire in sicurezza in ospedale. Anzi, poi possono ottenere il permesso di soggiorno e anche abbandonare il figlio in ospedale senza alcuna conseguenza e in perfetto anonimato.
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