Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Alvise
    Ospite

    Exclamation Destra ed America (cosa non si leggeva nel 2001...)

    TRA LA GUERRA, L'AMERICA E ISRAELE NON SI SCALDA IL CUORE DELLA DESTRA (di Alessandra LONGO)


    ROMA - «L'umanità si divide in tre generi: uomini, donne e americani». Così scriveva, sedici anni fa, Marcello Veneziani, iscritto dalla destra nell'albo d'oro dei suoi pensatori. Nel "dizionario dell'americanizzazione", il bersaglio era l'«androide» yankee, bevitore di CocaCola , divoratore di hot dog e televisione, adoratore del market e del target, figlio di un continente «obeso, smemorato, caricatura dell'Europa». Americani, altra gente, alieni...
    Che Veneziani sia cambiato? Che abbia avuto un ripensamento, sia pronto a sfilare con la bandierina stelle e strisce alla manifestazione pro Usa adottata dal governo Berlusconi? Assolutamente no, visto che ieri, su "Il Giornale", l'autore di "Usa&Costumi" torna alla carica in nome e per conto di tanta destra perplessa: «Mi chiedo quando ci sarà l'obbligo di esporre la bandiera americana negli uffici e nelle scuole italiane», ironizza il Veneziani 2001. Condannare l'attacco nel cuore di New York va bene, sfilare con i vessilli altrui, molto meno. «Né Usa né Urss, terza posizione», scandivano nei cortei i giovani missini antiamericani all'epoca della Guerra Fredda, invocando un'alternativa politica e sociale ai blocchi, la loro terza via.
    Dentro la destra tutta fiamma e tricolore, diventata sponsor delle piccole patrie europee, e attraversata da una solida componente filopalestinese, l'americanismo appassionato non trova gradimento di massa . Per un Mirko Tremaglia, di casa a Washington, c'è un Giano Accame, giornalista e scrittore, che liquida così la kermesse di solidarietà inventata da Giuliano Ferrara: «Mi sembra un'idea postcoloniale di cattivo gusto. Vedo già gli ascari che fanno fantasia con la bandiera del padrone. Per fortuna anche personaggi come Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa sentono il disagio dei loro elettori».
    Disagio: parola chiave. La destra e l'America. Per la generazione di Pino Rauti , gli yankees di Anzio erano i nemici: «Contro gli americani sparammo fino in fondo ricorda fiero il padre di Ordine Nuovo ma questo è il passato. Oggi un nemico nuovo ci fa rivedere schemi e alleanze geopolitiche mondiali. La definirei una fase rivoluzionaria. La storia ha preso alla gola l'America e stanno succedendo cose impensabili. Nel Paese del libero mercato, lo Stato interviene per salvare le compagnie aeree e le assicurazioni e uno come Bush annuncia misure sociali a favore dei disoccupati». Rauti è sorpassato da sua figlia Isabella che, sul quotidiano della Fiamma , si chiede di chi sia la guerra in corso e denuncia la politica estera degli Stati Uniti in questi ultimi 15 anni: «No, questa non mi sembra la nostra guerra , la nostra civiltà è Pienza o Assisi, non Los Angeles e Miami». Una posizione estrema come estrema è la destra di Rauti ma che combacia culturalmente con le riflessioni di Gianfranco Fini, ora numero due del governo, sullo sbarco degli americani ad Anzio. «Mi chiedo se il DDay non sia anche il giorno in cui l'Europa ha perso la sua identità culturale», diceva il presidente di An nel '94 a Pierluigi Battista. Con l'aggiunta di un Veneziani d'epoca: «Quello sbarco non va ricordato da noi europei e italiani come un lutto ma nemmeno come una festa. Ci dettero la libertà , ci tolsero la sovranità nazionale. Quell'evento segna la nascita di un'Italia femmina ed esterofila ».
    Retaggi di un «atlantismo debole» perlomeno fino al 1951, come lo definisce il politologo Piero Ignazi, rievocando le posizioni del Msi. Prima la rabbia dei vinti, reduci della Rsi, poi l'antipatia per il modello culturale. Non di tutti, naturalmente. Adolfo Urso , viceministro per il Commercio Estero, se lo ricordano da sempre filoUsa. E anche Fini può essere comunque annoverato fra gli estimatori di antica data . Si innamorò di Berretti Verdi con John Wayne e solo in seguito del Msi, raccontano le biografie. E senza aspettare Fiuggi, in anni più vicini, è diventato fan di Woody Allen.
    La manifestazione «stars and stripes», inventata da Giuliano Ferrara, non può tuttavia raccogliere applausi scroscianti. Tanto che il direttore del «Foglio» sospetta con gioiosa perfidia che «un pezzo della destra abbia ancora in testa il baco della Seconda guerra perduta». Non sarà un baco così antico a tormentare Maurizio Gasparri, ma il ministro delle Comunicazioni ci tiene a precisare che la riunione di piazza non è «un'idea del governo», meno che meno sua.
    Rauti, dal suo angolo, è naturalmente il più esplicito: «La bandiera americana dice non è che una bandierina rispetto a quella europea, vessillo di venti secoli di storia e civiltà giuridica». Concorda il Veneziani 2001: «Tra il bruciare le bandiere americane e sventolarle , c'è una terza via più dignitosa: sventolare la bandiera della propria patria, nazionale ed europea». Orgoglio nazionalpopolare contro il rischio di contaminazioni culturali.
    Un anno fa, prima che le torri crollassero, il quotidiano di An si poteva permettere di esprimere fastidio persino per lo sbarco della festa di Halloween in Italia, per quelle zucche pagane vissute come un pericolo per «il fragile tessuto identitario dell'Italia». Adesso il dibattito si è fatto serio, drammatico, e la scelta di campo non è certo messa in discussione. O di qua o di là. O Bush o Bin Laden. O l'America o i terroristi. Giano Accame segnala tuttavia la «mostruosa ipocrisia» che avvolge questa vicenda di guerra: «Tra le dichiarazioni pubbliche e le conversazioni private c'è un' enorme divaricazione».
    Solo il nipotino di Rauti può continuare a giocare con levità. Dopo aver visto la televisione, le immagini della miseria, delle bombe e della morte, si è travestito da guerriero afghano.

    da "la Repubblica" del 20 ottobre 2001

  2. #2
    Alvise
    Ospite

    Predefinito Re: Destra ed America (cosa non si leggeva nel 2001...)

    Testo originale scritto da Alvise Nutti

    Un anno fa, prima che le torri crollassero, il quotidiano di An si poteva permettere di esprimere fastidio persino per lo sbarco della festa di Halloween in Italia, per quelle zucche pagane vissute come un pericolo per «il fragile tessuto identitario dell'Italia». Adesso il dibattito si è fatto serio, drammatico, e la scelta di campo non è certo messa in discussione. O di qua o di là. O Bush o Bin Laden. O l'America o i terroristi. Giano Accame segnala tuttavia la «mostruosa ipocrisia» che avvolge questa vicenda di guerra: «Tra le dichiarazioni pubbliche e le conversazioni private c'è un' enorme divaricazione».
    Solo il nipotino di Rauti può continuare a giocare con levità. Dopo aver visto la televisione, le immagini della miseria, delle bombe e della morte, si è travestito da guerriero afghano.

    da "la Repubblica" del 20 ottobre 2001
    Questo ultimo passaggio è molto interessante... soprattutto alla luce degli orientamenti oggi dominanti. Sono passati quattro anni, ed in effetti c'era una certa preveggenza nell'articolo (non saprei dire quanto cosciente).

    Non sto dicendo che determinate tendenze non esistessero già da prima e da lungo tempo, ma mi sento di affermare che un tempo non avevano la netta prevalenza che sembrano dimostrare oggi. Difficilmente i personaggi citati nell'articolo, anche i più cauti, ripeterebbero oggi quelle parole.

  3. #3
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Destra ed America (cosa non si leggeva nel 2001...)

    Testo originale scritto da Alvise Nutti
    Questo ultimo passaggio è molto interessante... soprattutto alla luce degli orientamenti oggi dominanti. Sono passati quattro anni, ed in effetti c'era una certa preveggenza nell'articolo (non saprei dire quanto cosciente).

    Non sto dicendo che determinate tendenze non esistessero già da prima e da lungo tempo, ma mi sento di affermare che un tempo non avevano la netta prevalenza che sembrano dimostrare oggi. Difficilmente i personaggi citati nell'articolo, anche i più cauti, ripeterebbero oggi quelle parole.


    è vero che nel MSI visto l'elettorato di riferimento quelli che erano gia filoamericani evitavano di rimarcarlo come lo fanno oggi.
    Insomma, nel MSI c'era gia il germe filoatlantista ma era tenuto più nascosto perchè i militanti e la maggioranza dell'elettorato erano antiamericani, comunque non era un partito da buttar via totalmente come qualcuno pensa qui, il MSI volenti o nolenti è stato l'unico partito a portare avanti le idee di nazionalismo, socialità e identità in un epoca in cui erano ghettizzate, bistrattate e etichettate come il male e sopratutto in un periodo in cui c'erano due blocchi che si combattevano non era molto facile starsene politicamente nel mezzo senza fare nulla.

 

 

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