Stamane sulla / c'era una interessantissima discussione sulle periferie e, tra gli ospiti, l'assessore alle periferie di Roma e Franco ferrarotti.
beh Ferrarotti è sempre unico. Ha detto due cose condivisibilissime ma su una è stato esplicito sull'altra no. E cioè ha ricordato quando, negli anni settanta questionava con Pasolini dicendogli: Hai fatto dei bellissimi romanzi sulla pelle dei poveri disgraziati. Come non essere d'accordo?
Sull'altra è stato reticente.
Facendo la differenza tra Italia e Francia e sul perché qui sia più difficile scoppino i disordini francesi nati, appunto, nel disagio delle periferie. ha ricordato la nostra cultura dell'accoglienza, la scarsa arroganza facendo alcuni nomi (o li ha fatti lui o sono ricorsi spesso): Prodi, sorridendo, lo stesso Pasolini, e San Francesco che baciava i lebbrosi. Ha citato anche Veltroni, peraltro. Ebbene a parte Veltroni che pencola un pò ovunque, mi sono chiesta cos'è che accomuna i nomi che ha citato se non il cristianesimo? Non parlo di chiesa cattolica e di gerarchie, ci mancherebbe (eppure il fatto che ci sia il Papa per una volta può deporre a favore visto che le chiese sono da sempre luoghi aperti e di accoglienza?) ma di cristianesimo e della nostra tradizione cristiana si. Però Ferrarotti la parola cristianesimo non ha avuto il coraggio di dirla. Eppure quanto cristianesimo e socialismo sono stati spesso associati!
Zapatero ha apreso un altra decisione delle sue: laicizzare lo stato e ciò ha comportato un milione di cattolici in piazza per protestare contro la decisione di rendere l'insegnamento della religione facoltativo. Grande Zapatero ha colpito ancora!
Ma sono davvero incompatibili la laicità dello stato ed un senso "cristiano" della vita e delle relazioni fra uomini e donne?