1993 - Craxi decide di rimanere in Italia e affrontare i suoi procedimenti giudiziari per contrastare "il regime autoritario dei giudici". Convince Berlusconi a non presentarsi alle elezioni e ad appoggiare il nascituro patto dei moderati guidato da Martinazzoli, Segni, Pannella e dal neosegretario socialista Valdo Spini. Il CCD non esce dal PPI, parte dei suoi voti vengono ereditati dall'Unione di Centro di Costa.
1994: ai blocchi di partenza si presentano i seguenti blocchi:
-I Progressisti, coalizione tra PDS, Cristiano Sociali, La Rete, Verdi, Alleanza Democratica, PRI, Rinascista Socialista; Rifondazione Comunista desiste coi progressisti in cambio di alcuni deputati garantiti.
-Patto per l'Italia, PPI, Patto Segni, PSI, Radicali
-Lega Nord
-Alleanza Nazional,e, composta da MSI-DN, Unione di Centro.
La campagna elettorale è fiacca, nonostante le attese di palingenesi. Mariotto Segni si rivela un leader abbastanza bollito, i Progressisti un leader non ce l'hanno e la scena è dominata daFini e Bossi. Il risultato, comprensibile, è il seguente, quando chiudono le urne:
PDS 18,6 %
MSI 16,9%
PPI 13,8%
Lega Nord 13,5%
Patto Segni 9,8%
Partito della Rifondazione Comunista6,5%
PSI-Lista Pannella 4,8
Federazione dei Verdi 4,5%
Unione di Centro 4,2%
Alleanza Democratica -PRI - Rinascita Socialista - Cristiano Sociali 2,7%
La Rete 1,9%
Altri 2%
Il risultato fa scalpore, il centro è al 28,4%, contro il 35% della sinistra e una percentuale equivalente per Lega Nord e i gruppi di destra. A colpire non è solo la frammentazione elettorale, rispetto alle speranze di semplificazione, ma anche la localizzazione geografica. Infatti, solo il Centro mantiene un insediamento elettorale variegato, e comunque con una netta prevalenza del Nord Est, del Sud e delle Isole: i Progressisti sono inchiodati nelle Regioni Rosse, sopra il Lazio e con l'eccezione di Trentino, Friuli e alcune aree del Piemonte la destra prende consensi ridicoli salvo sfiorare o raggiungere la maggioranza al Sud e nelle Isole, mentre al Nord la Lega è uniformemente sopra il 30%.
Il Parlamento, quasi ingovernabile, alla fine partorisce un prosieguo del governo Ciampi, sostenuto dai Progressisti senza Rifondazione e dal Patto per l'Italia, che nella quota proporzionale aggrega quindi circa il 56% dei voti, mentre la vicina Jugoslavia si disintegra defnitivamente nella guerra civile più sanguinosa di sempre.
A questo punto, che ne è dell'Italia ?hefico: Sbizzarritevi !!




hefico: Sbizzarritevi !!
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ncav:
