Compromessi concordatari tra De Gasperi e Pio XII
Il gesuita Giovanni Sale ha colpito nel segno di nuovo. Esce in questi giorni nelle librerie l’ultima fatica storiografica del gesuita della Civiltà Cattolica. Si intitola De Gasperi, gli Usa e il Vaticano (Jaca Book), in cui si ricostruisce il biennio 1946-47 sulla base di una ricca documentazione inedita di parte ecclesiastica. Padre Sale, con stile divulgativo ma con metodo rigoroso, analizza l’esclusione dei comunisti dal governo e la nascita del primo gabinetto di centro a guida democristiana (successivamente allargato ai partiti moderati di centro sinistra, il cosiddetto quadripartito), il quale avrebbe rappresentato per anni la base dei successivi governi nazionali. Artefice di questa operazione fu Alcide De Gasperi, che confidò nell’aiuto degli Stati Uniti per far uscire l’Italia dalla crisi gravissima del dopoguerra.
Abbiamo avuto un colloquio con l’autore. «In materia costituzionale Pio XII e De Gasperi non avevavo gli stessi punti di vista - afferma Sale - Si prenda, per esempio, la materia concordataria: De Gasperi, che era per una laicità più marcata, non voleva la costituzionalizzazione del Concordato del ’29; al contrario, Pio XII aveva fatto preparare dai gesuiti della Civiltà Cattolica progetti di costituzione in cui era previsto il Concordato». Ma le sorprese non finiscono qui. Sostiene il gesuita: «Ad appoggiare l’idea di Pio XII sul Concordato in Costituzione ci furono Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira». (




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