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Discussione: La direttiva Bolkstein

  1. #1
    Super Troll
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    Predefinito La direttiva Bolkstein

    Qualche giorno fa mi è capitato di leggere, seppur brevemente la direttiva Bolkstein dell'Unione europea e ne ho ricavato l'impressione fortemente negativa che dietro la direttiva si nasconda la deregolamentazione del mercato del lavoro e la privatizzazione più selvaggia dei servizi.
    Il progetto di Direttiva stabilisce "un quadro giuridico generale per eliminare gli ostacoli alla libertà di insediamento dei fornitori di servizi e alla libera circolazione dei servizi in seno agli Stati membri". Un promemoria della Commissione (Memo/04/03, 13 gennaio 2004) presenta una lista incompleta dei servizi presi in considerazione dalla Direttiva, che vanno dai servizi giuridici alle professioni artigianali, l'edilizia, la distribuzione, il turismo, i trasporti, i servizi sanitari e di copertura delle cure sanitarie, i servizi ambientali. Gli "ostacoli" sono rappresentati dalle legislazioni e regolamenti nazionali, considerati dalla Commissione europea "arcaici, obsoleti e in contraddizione con la legislazione europea". Occorre "riformare" per "modernizzare". Ma questi "ostacoli" sono spesso disposizioni prese dai poteri pubblici per la migliore prestazione del servizio dal punto di vista dell'utilizzo dei fondi pubblici, dell'accesso di tutti, delle garanzie fornite per la sua qualità, del diritto al lavoro, delle tariffe, della trasparenza. Gli "ostacoli" presi di mira dalla Commissione europea sono dunque decisioni che i poteri pubblici hanno preso per evitare che il settore dei servizi diventi una giungla. Ecco perché la Commissione europea intende rimettere in causa "il potere discrezionale delle autorità locali" (IP/02/1180 del 13 luglio 2002), ossia delle istituzioni elette e controllate democraticamente. L'armonizzazione non risponde più necessariamente all'interesse delle imprese private e, dal momento che ciò ora serve, viene sostituita dal "principio del Paese d'origine". Secondo questo principio, un fornitore di servizi è sottoposto alla legge del Paese in cui ha sede l'impresa, e non a quella del Paese dove fornisce il servizio. Ci si trova di fronte a un vero e proprio incitamento legale a spostarsi verso i Paesi dove le normative fiscali, sociali e ambientali sono più permissive, con il risultato che il nuovo principio, una volta diventato norma europea, eserciterà una forte pressione sui Paesi i cui standard fiscali, sociali e ambientali proteggono di più l'interesse generale. La regola del "Paese d'origine" diventerà pertanto una facile scappatoia per le imprese erogatrici di servizi.Sarà la Commissione europea, di cui si conosce la "devozione" verso le imprese private, a verificare che la legislazione degli Stati membri si adegui alle nuove disposizioni. Questo progetto sottrae ai poteri pubblici qualsiasi diritto di indirizzare l'organizzazione dell'attività economica del proprio Paese. Le conseguenze di questa Direttiva, se adottata, sarebbero considerevoli.Un'impresa polacca che distacchi dei lavoratori polacchi in Francia o in Belgio, ad esempio, non dovrà più chiedere l'autorizzazione alle autorità francesi o belghe se ha già ottenuto l'autorizzazione dalle autorità polacche e a quei lavoratori si applicherà solo la legislazione polacca.
    Inoltre se l'impresa polacca utilizza personale che proviene, ad esempio, dalla Ucraina (Paese che non fa parte dell'Unione), solo la legislazione polacca verrà applicata a questi dipendenti. Infine il principio consentirà alle imprese ad interim di distaccare lavoratori interinali negli altri Stati membri senza la minima restrizione, alle condizioni salariali del Paese d'origine.
    La scomparsa delle restrizioni nazionali all'insediamento apre la strada allo "Stato minimo", e cioè a uno Stato che ha perso il diritto di fare le scelte fondamentali nella politica dell'istruzione, della sanità, della cultura e dell'accesso di tutti ai servizi essenziali.
    Con questa Direttiva, viene legalizzato il dumping fiscale, sociale e ambientale.

  2. #2
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    Direzione di marcia inarrestabile, SE non se ne mettono in discussione le premesse. " Contestatori INTEGRALI " come suggerito da Evola ( GlI Uomini e le rovine p.121 , V ediz )

  3. #3
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    Testo originale scritto da LEONIDA
    Direzione di marcia inarrestabile, SE non se ne mettono in discussione le premesse. " Contestatori INTEGRALI " come suggerito da Evola ( GlI Uomini e le rovine p.121 , V ediz )
    Avevo aperto un 3d tempo fa...
    Peccato constatare che i "neofascisti" se ne siano fregati...
    Caro Leonida, sarà difficile abbattere il sistema con i "camerati" impegnati in futili battaglie...

  4. #4
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    Il nome dell'autore della direttiva è già tutto un programma.

  5. #5
    Arthur I
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    La direttiva Bolkenstein non è passata inosservata. Quello che passa inosservato è che essa è possibile in un mondo di confini inesistenti (e a me pare fin troppo evidente).
    Quindi bisogna decidersi: si è contro il sistema capitalistico (semplicemente) o si contro ciò che ha dato vita al sistema capitalistico (molto meno semplicemente)?

  6. #6
    Massimiliano71
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    Testo originale scritto da Outis
    Avevo aperto un 3d tempo fa...
    Peccato constatare che i "neofascisti" se ne siano fregati...
    Caro Leonida, sarà difficile abbattere il sistema con i "camerati" impegnati in futili battaglie...
    Non tutti se ne sono fregati. Me la sto studiando sul testo originale, è lunga e soprattutto non è semplice in quanto ogni frase può nascondere un'insidia.
    Ho scaricato da internet anche molti articoli su di essa, naturalmente tutti di sinistra perchè a destra questi argomenti economicistici vengono considerati di serie B o comunque roba da giudei. Il problema è che questi articoli non sono altro che declamazioni di principio senza alcuna critica analitica del testo. Spero di postare presto qualcosa sull'argomento, ma tra il lavoro, la famiglia ed altri impegni presi per appuntamenti del nostro ambiente è difficile portare avanti un lavoro del genere.

  7. #7
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    Testo originale scritto da Massimiliano71
    Non tutti se ne sono fregati. Me la sto studiando sul testo originale, è lunga e soprattutto non è semplice in quanto ogni frase può nascondere un'insidia.
    Ho scaricato da internet anche molti articoli su di essa, naturalmente tutti di sinistra perchè a destra questi argomenti economicistici vengono considerati di serie B o comunque roba da giudei. Il problema è che questi articoli non sono altro che declamazioni di principio senza alcuna critica analitica del testo. Spero di postare presto qualcosa sull'argomento, ma tra il lavoro, la famiglia ed altri impegni presi per appuntamenti del nostro ambiente è difficile portare avanti un lavoro del genere.
    Sono contento che sia servito a qualcosa...
    ANTICAPITALISMO MILITANTE!

  8. #8
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    [QUOTE]Testo originale scritto da Massimiliano71
    [B]Non tutti se ne sono fregati. Me la sto studiando sul testo originale, è lunga e soprattutto non è semplice in quanto ogni frase può nascondere un'insidia.
    Ho scaricato da internet anche molti articoli su di essa, naturalmente tutti di sinistra perchè a destra questi argomenti economicistici vengono considerati di serie B o comunque roba da giudei.
    $$$$$$$$$
    Casualmente ho trovato un'intervento di Romagnoli nell'europarlamento sulla direttiva Bolkstein:



    Cosa accadrebbe se un lavoratore polacco o prossimamente bulgaro o romeno o, purtroppo nell'attuale sconsiderata prospettiva, turco venisse in Italia a lavorare per conto di ditte del suo Paese, alle condizioni salariali previste in patria (salari in euro da fame - comparati con quelli delle "vecchie Nazioni" dell'Unione Europea) come del resto quanto riguarda normative sociali ed ambientali (pressoché nulle sempre comparandole con quelle vigenti in Italia).
    Semplice: la concorrenza per le imprese e i lavoratori nazionali sarebbe assolutamente insostenibile.
    Eppure una direttiva europea assolutamente folle rischia che ciò si concreti legalizzando tale mostruosità altamente antisociale e distruttiva per i lavoratori dei Paesi dei 15 dell'UE (prima cioè del recente ampliamento agli altri 10). Ovviamente il problema è per loro e solo per loro, visto che il "travaso" dei lavoratori e delle imprese a "costo minore" avverrebbe a senso unico verso gli Stati dell'Unione con economie più forti e costo del lavoro maggiore.
    L’iniziativa "pensata" dal Commissario europeo per la Concorrenza e il Mercato Interno, l'olandese Fritz Bolkestein (approvata all’unanimità il 13 gennaio 2004 dalla "Commissione prodiana"), andrà prossimamente al voto del Parlamento Europeo in plenaria a Strasburgo.
    Assolutamente decisa sarà l'opposizione a quest'ennesima assurdità antinazionale e antisociale.
    Cercherò di sollecitare su questo in modo più trasversale possibile i colleghi italiani e non solo.
    Insomma un "capolavoro" dell'ex presidente della Commissione che chiede agli italiani (anche ai lavoratori, evidentemente) di sostenerlo per la guida del governo alle elezioni politiche del 2006. Sono sempre "loro", gli "inventori" della precarietà dell'esistenza attraverso il lavoro a tempo determinato, interinale e in affitto; loro che hanno spianato la strada al trionfo delle politiche più liberiste che la storia del Vecchio Continente abbia mai veduto.
    Con l'eventuale approvazione della direttiva Bolkestein, un'impresa polacca, ungherese o slovena che distacca lavoratori in Italia potrà godere dell'applicazione della legislazione del proprio Paese ivi compresa la parte contrattuale. Questo produrrebbe una concorrenza spietata a livello di salari e comporterebbe l'innalzamento dei tassi di disoccupazione nei Paesi "più ricchi": per i lavoratori a basso salario, la vita nei Paesi economicamente più evoluti diverrebbe ulteriormente problematica con effetti sociali devastanti.
    Questa incomprensibile direttiva, che aprirebbe le porte al cosiddetto dumping sociale è nata proprio, mentre in Europa si è aperto un dibattito serrato su un altro pericolo gravissimo: il dumping dei prodotti cinesi che rischiano di paralizzare l’economia continentale e di produrre milioni d'altri disoccupati.
    Insomma questa direttiva è da un lato una vera e propria turbativa di mercato (concorrenza sleale facilitata) dall'altro favorisce una sorta di regime extraterritoriale dei diritti e dei doveri delle imprese nei confronti del lavoratore: si vuole equilibrare ed omogeneizzare tutto in Europa, dalle cinture di sicurezza alle indennità dei parlamentari, tutto meno i diritti sociali (perché non si omologano le indennità di disoccupazione?), le garanzie sociali (orario e retribuzione e condizioni di lavoro).
    Valerio Cignetti in proposito mi suggeriva un esempio già attuale, quello delle imprese di trasporto che operano all'estero; gli autisti dei Paesi di nuova adesione già rappresentano (come del resto le imprese di loro appartenenza) un concorrente inarrivabile.
    Infine, anche per gli introiti fiscali come per la "potenzialità di spesa dei lavoratori ospiti (ovviamente pressoché nulla) gli Stati ospitanti rischiano ulteriore danno.

    L'opportunità di concorrenza non può a mio avviso essere misurata sul costo del lavoro, ma sulla qualità della prestazione.
    Il fatto che un provvedimento del genere sia nato sotto la presidenza di Romano Prodi, pone ulteriori inquietanti interrogativi sull’azione politica del leader dell’Unione, che lascia presagire inquietanti prospettive sociali ed occupazionali per i lavoratori quanto per la piccola e media impresa, del nostro Paese.

    Luca Romagnoli

  9. #9
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    Per maggiori informazioni sulla direttiva Bolkstein (e sarebbe bene che i camerati dell'Area si interessassero di questo argomento invece di limitarsi a intervenire sempre sui soliti argomenti, pur importanti)consultare:

    http://www.ugl.it/ugl/Page.asp?Cat=D...Cat=1&Srcsez=0

 

 

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