Forza Nuova ad Ancona: continua la battaglia contro l'invasione dei prodotti
cinesi
Sabato 5 novembre all'Hotel City di Ancona, Forza Nuova ha tenuto una
conferenza sul problema della concorrenza cinese per l'economia italiana, i
relatori erano Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova e la
consigliera provinciale di Alternativa Sociale, Federica Buscarini. La
Buscarini ha esposto il problema locale della concorrenza cinese soprattutto
in campo tessile e agricolo; con l'entrata della Cina nel Wto del 2001, con
la liberalizzazione degli scambi internazionali iniziata il primo gennaio
scorso e che ha determinato la caduta delle ultime quote sull'importazione,
l'invasione dei prodotti "made in china" non si è fatta attendere. Le
aziende italiane continuano a chiudere non potendo competere per dimensioni
e per costi della mano d'opera e delle materie prime; basti pensare che un
paio di scarpe viene esportato dalla Cina mediamente a un prezzo di 2.36
euro, un prezzo dieci volte inferiore alla media dell'export delle calzature
italiane (certamente di qualità superiore). Le importazioni italiane dalla
Cina nel 2003 sono aumentate dell'81%, nei primi mesi del 2005 nell'UE il
numero delle licenze richieste da commercianti cinesi è aumentato del 1530%.
Sono i numeri in questi casi a parlare.
Sono necessarie misure di tutela, quali maggiori controlli doganali, lotta
alla contraffazione, smantellamento delle quote per l'import dalla Cina,
dazi antidumping imposti in caso che i prodotti vengano venduti sottocosto e
misure di salvaguardia speciale visto che tali importazioni abnormi arrecano
gravi danni alle imprese dell'UE. E' soprattutto necessario coinvolgere i
consumatori per far capire loro l'importanza dell'acquisto di prodotti "made
in Italy", merce con un marchio d'origine che ne garantisce la provenienza e
la produzione nel pieno rispetto della dignità e della sicurezza dei
lavoratori e dell'ambiente.
Roberto Fiore ha esposto un problema ben più grave e più nascosto, il
problema del LAOGAI, i gulag cinesi. Questi campi di concentramento per
detenuti sono delle vere e proprie fabbriche con una "popolazione" stimabile
attorno ai 20 milioni di operai, prigionieri politici e non, bambini che
lavorano in condizioni penose, almeno 16 ore al giorno, senza percepire uno
stipendio, in condizioni igieniche vergognose e a contatto con sostanze
tossiche; molti muoiono o si ammalano.
Queste "fabbriche" permettono produzioni in enormi quantità e a costi
praticamente nulli, sfruttando il lavoro dei detenuti, privandoli di dignità
e salute; molti paesi importano il frutto di questo sfruttamento, molti
paesi "civili" sfruttano senza riguardo questi detenuti. Ecco come sbaraglia
la concorrenza degli altri paesi la Cina.
Ora il problema di sensibilizzazione dei consumatori è anche e soprattutto
morale. Non si può permettere che avvengano queste torture. Nel campo di
lavoro femminile di Xi'an presso Pechino, per completare un ordine di una
ditta straniera, le donne detenute hanno dovuto lavorare dalle 5 del mattino
alle 3 della notte seguente per fabbricare coniglietti di pezza. Al centro
di detenzione di Lanzhou diecimila detenuti sono stati costretti a pelare i
semi di zucca e melone con le unghie e con i denti per oltre 10 ore al
giorno e all'aperto, quasi tutti avevano perso le unghie e i denti e molti
di loro erano congelati. Ma questa è solo una parte di quello che succede in
questi gulag cinesi, un orrore incredibile agli occhi dell'umanità.
Questa conferenza non ha la presunzione di cambiare l'andamento delle cose,
ma almeno di portare a conoscenza i consumatori ignari, di quello che
accade, da dove viene il risparmio. Forza Nuova si batte per informare i
consumatori tenendo conferenze sui prodotti cinesi in quasi tutte le regioni
d'Italia, affinché tutti sappiano la verità e scelgano poi di sostenere o
meno l'economia italiana coscienti di ciò che accade realmente.
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