Penso di essere realista se dico che una certa accondiscendenza verso i palestinesi ci abbia risparmiato degli attentati, mentre l'amicizia con gli israeliani non avrebbe avuto nessun tipo di tornaconto.


Penso di essere realista se dico che una certa accondiscendenza verso i palestinesi ci abbia risparmiato degli attentati, mentre l'amicizia con gli israeliani non avrebbe avuto nessun tipo di tornaconto.


Ma che ragionamento schifoso. Scusa se te lo dico così duramente, ma sta proprio in questa logica la vittoria del terrorismo: non bisogna MAI cedere al terrore, MAI trattare con chi si macchia di simili crimini.
L'accondiscendenza è pari alla complicità e al tradimento.
I terroristi vanno perseguitati, non blanditi.
Altrimenti la blandizia si trasforma in incentivo.


L'accusa di deicidio è antica e rivangarla non fa altro che contribuire all'odio ingiustificato verso un popolo che oggi di certo non ha alcuna colpa.
I "diritti" (se poi è questa la questione) se li sono conquistati sul campo dopo aver trionfato contro gli invasori arabi del '48, e in due guerre successive. Con Israele si può certamente trattare, ma non richiederne la dissoluzione. Ciò non avverrà mai.
ergo i sionisti possono vantare ben pochi diritti sulla terrasanta...
Molti dei punti che elenchi sono opinabili; Israele ha un sistema giudiziario trasparente, ha un Parlamento che viene votato liberamente, ha un Governo che deve rispondere, sempre, ai suoi cittadini, che possono altrettanto liberamente votare. Nessuna democrazia è perfetta, e non è nemmeno detto che la democrazia sia il sistema migliore in assoluto e per sempre, ma una cosa è certa: rispetto ai governi arabi corrotti e talora complici del terrorismo, Israele prevale in ogni campo. Laddove gli arabi sono condannati di per se stessi alla barbarie ed alla miseria, gli israeliani hanno fatto produrre le loro terre, ne hanno raccolto i frutti, e ora vivono se non in pace e sicurezza, almeno in relativa prosperità.Falso , Israele è una semi-democrazia , per il fatto di non avere una Costituzione , per il fatto di avere avuto come Primi Ministri personaggi colpevoli di crimini di guerra , per non rispettare le risoluzioni ONU e per la politica di segregazione razziale (a volte soft altre hard) nei confronti dei palestinesi , per il fatto di essere uno stato etnico (si chiama infatti Stato Ebraico) per non parlare della Cisgiordania un territorio occupato fuori legge.
Israele è democratico come lo sono Libano Giordania Turchia e Iran altro che unica democrazia del Medio Oriente...
Ultima modifica di FalcoConservatore; 23-12-09 alle 19:21


E' un discorso altamente retorico perchè la solita menata di Israele 'baluardo dell'Occidente bianco contro la montante marea araba' è un cliché che serpeggia nella DR dai tempi di Michelini, Almirante e Caradonna ed ha anche un po' stufato. Comprensibile in anni in cui l'URSS sembrava essere la longa manus dei movimenti panarabisti, ma ormai siamo in un'altra epoca.
Lo Stato d'Israele venne riconosciuto per primo dall'Unione Sovietica per volere di Stalin, il quale durante la seconda guerra mondiale ebbe il sostegno del giudaismo cosmopolita e da esso ebbe cospicui finanziamenti.
Tramite fra URSS e America durante la WWII furono proprio parecchi esponenti ebraici della cultura, della finanza e della politica.
Questi sono dati di fatto storici.
Poi, ovviamente, possiamo anche tirare fuori i legami fra Banda Stern e Terzo Reich e mi stan bene. Però evitiamo di glorificare Israele.
Come ben sai, l'etnocentrismo impone di pensare innanzittutto, per quanto non esclusivamente, agli interessi italiani ed europei.
Il nostro rapporto con Israele dev'essere dettato esclusivamente dal criterio di utilità. A me perchè sta bene Lieberman? Perchè è un esponente filo-russo e filo-serbo della classe dirigente israeliana e favorevole ad un rapporto privilegiato con paesi come Italia, Serbia, Russia e Bielorussia.
Del resto, sionismo o anti-sionismo, Israele o Palestina, in questo preciso momento storico, in cui l'Europa si trova per l'ennesima volta fra l'incudine del giudaismo cosmopolita in versione liberal-progressista di Obama, Brzezinski, Soros e De Benedetti e il martello dell'Islam e dell'invasione migratoria da parte dei popoli del Terzo Mondo, mi interessa molto relativamente.
Ultima modifica di Giò; 23-12-09 alle 19:31


Le masse fondamentaliste non c'erano quando nacque Israele, e nemmeno vent'anni dopo. Nacquero in conseguenza della politica di Brezinsky del cosiddetto "arco di crisi", che mirava a contenere l'influenza sovietica dando potere ai fondamentalisti.Questo atteggiamento di fredda neutralità è errato: fra stati arabi oppressivi, masse fondamentaliste, organizzazioni terroristiche, ed una stabile democrazia, io scelgo quest'ultima.
Ringrazia gli USA, i principali alleati di Israele, per questo.
La massima continuava con:Ecco, diciamo che per l'Iran si doveva subito applicare la famosa massima kissingeriana:
Non capisco perché dovremmo starcene immobili e guardare una nazione diventare comunista a causa dell'irresponsabilità del proprio popolo
"La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli."
è una delle mie citazioni preferite, perché dimostra come la democrazia sia, per certi personaggi, un concetto molto vago e poco importante. Anche se chiedono a tutti gli altri di rispettarlo alla lettera.
E questo mi porta ad un'altra citazione che apprezzo molto:
"Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano."
Giolitti
Se non sbaglio pure Ben Gurion era convinto di questo.I veri ebrei sono probabilmente la minoranza sefarrdita (10% circa) oltre ai...Palestinesi!
si' infatti Palestinesi sono gli ebrei che col tempo abbandonarono la propria religione per convertirsi al cristianesimo e poi all'Islam senza mai abbandonare però la propria terra


Vero, ma non dimentichiamoci neppure che Stalin applicò politiche fortemente anti-ebraiche, e che l'URSS rappresentò per milioni di ebrei russi una sorta di prigione, con emigrazioni cenellinate e ristrette. Non mi pare il caso montare un filo diretto fra mondo ebraico-Israele e URSS-comunismo. Alcuni socialisti possono essere considerati fra i più feroci anti-semiti: la "congiura ebraica" non è un paradigma del solo Terzo Reich.




C'è una differenza fondamentale caro Falco che sfugge a molti.
Il trotzkismo è di fatto la corrente ebraica del comunismo. Lo era ai tempi del dopo-Lenin, lo è per certi versi ancora oggi, lo era anche durante il periodo della guerra fredda.
E' per questo che Stalin fece fuori - o politicamente o fisicamente - molti ebrei, in quanto erano legati a doppio filo col trotzkismo, considerato 'contro-rivoluzionario'.
Poi, è inutile ricordare che all'interno dell'apparato istituzione e burocratico del PCUS o dello Stato sovietico c'erano parecchi ebrei 'stalinisti'.
La stessa figlia di Stalin era sposata con un ebreo da cui poi ebbe un figlio.
La moglie di Molotov era di origine ebraica.
Kaganovic era ebreo.
Il capo della NKVD, Genrich Jagoda, era ebreo, poi estromesso e fucilato perchè sospettato di essere troppo 'clemente', ma fino ad allora preciso esecutore delle 'purghe staliniane'.
E l'elenco potrebbe continuare.
Non dimentichiamo poi che la prima entità politica ebraica venne costituita all'interno dell'Unione Sovietica, come membro della suddetta federazione delle repubbliche socialiste sovietiche.


E visto anche questo 3d http://forum.politicainrete.net/cons...luzionari.html sarebbe interessante vedere cosa ne pensavano i 'cattolici controrivoluzionari' degli ebrei.


Ho l'impressione che stiamo confondendo gli ebrei con Israele quindi fuori tema
Ultima modifica di FrancoAntonio; 23-12-09 alle 19:55