Comincino a chiedere scusa.
Dal blog di Daniele Luttazzi:
La settimana scorsa ho scritto un riassunto del caso CIA-gate. I blogger neo-con si sono attivati. Uno di loro ha cercato di contestarmi mettendo in dubbio la precisione fattuale del mio post. Ho replicato punto su punto per evidenziare i suoi errori e la sua confusione.
Altri ne hanno approfittato per fare pubblicità a siti e pubblicazioni della destra americana: la redazione ha applicato le regole di questo blog e li ha cassati. ( E così, a cascata, in automatico sono spariti tutti, compreso un mio post di replica!) Quelli non l'hanno presa bene e in nome di una libertà di contraddittorio ( di cui avevano abusato ) si sono lamentati con un giornalista della Stampa. Il giornalista, già figlio di Vittorio Feltri, mi chiama per chiedere la mia versione della cosa. Gliela espongo ( è quella che avete appena letto ). In pratica non c'è notizia: non ho censurato nessuno e il mio post sul CIA-gate è esatto.
Ieri esce il suo articolo e il titolo è: “Luttazzi, se il censurato diventa censore“. Occhiello: “Sul suo blog il comico ha cassato i messaggi che criticano la sua ricostruzione del caso Miller-Plane”. ( ! )
Due accuse gravi che il giornalista, amico del blogger neo-con, riporta senza verificare. In pratica mi mette in mezzo in modo maldestro, per la gioia dei neo-con. Fa il megafono.
Telefono al direttore della Stampa che s'accorge del guaio e mi concede la rettifica pubblicata oggi a pag.26: “Luttazzi e la censura. In merito all'articolo di Mattia Feltri pubblicato sulla Stampa di ieri col titolo “Luttazzi, se il censurato diventa censore” contesto in toto le due accuse gravi che mi vengono rivolte. Uno, di essere un censore: non ho mai censurato nessuno; due, che il mio articolo sul caso Plame sia pieno di errori fattuali: non c'è un solo errore nella mia ricostruzione.”
m.f. replica: “L'accusa di aver infarcito di errori la ricostruzione del caso Plame viene dai blogger e non da noi della Stampa. Così l'accusa di essere un censore, che è stata ribadita ieri nei blog.”
Qui m.f., dopo aver gettato il sasso, ritira la mano. E' un giornalista così. Non gli interessa se una cosa è vera o meno. E' più divertente sputtanare. Col fango altrui.
Purtroppo per tutta la cricca, da due giorni Repubblica e il manifesto stanno scrivendo del caso CIA-gate. La loro ricostruzione è identica alla mia di una settimana fa, specie sul punto più contestato dai blogger neo-con italioti: il documento fasullo sullo scambio di uranio Iraq-Niger che da Panorama arriva all'ambasciata USA a Roma. ( Uuh, quanto era sicuro del fatto suo, il blogger neo-con, nel negare che questo c'entrasse qualcosa con la vicenda! )
Così giovani e già così complici dei crimini di Bush!
Devono a tutti voi ( e a me ) delle scuse. Inutile aspettarsele: non arriveranno.




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