Pubblico così come l'ho ricevuta:


Risposta all'infamante articolo de "La Repubblica"
con preghiera di massima diffusione...

Premesso che:
- in data 16 giugno 2005 La Repubblica accusava implicitamente Progetto Torino di essere un gruppo neonazista che progetta accoltellamenti di anarchici;
- in data 3 dicembre 2005 La Repubblica accusava implicitamente Progetto Torino di essere un gruppo di potenziali terroristi in grado di progettare attentati insieme agli anarchici;
poichè antrambe le notizie non corrispondono alla realtà,
BASE MILITANTE PROGETTOTORINO
RIBADISCE
di avere aderito alla battaglia di protesta contro la costruzione del TAV in Val di Susa;
SMENTISCE
qualunque alleanza, contatto o sinergia con gli altri movimenti antagonisti torinesi;
DICHIARA
di non avere nulla a che vedere con la sinistra nè la destra;
ESORTA
i propri militanti e i propri simpatizzanti a non acquistare più il quotidiano La Repubblica, a causa dell'alto numero di menzogne non documentate diffuse sul proprio conto, tendenti a fomentare, anzichè placare, il clima di violenza sviluppatosi in città.
NON SIAMO TERRORISTI, SIAMO TERRORIZZATI DAL FATTO CHE UN QUOTIDIANO DI MASSIMA DIFFUSIONE ABBIA GIORNALISTI CHE APRONO BOCCA E GLI DANNO FIATO.
www.progettotorino.org

per correttezza, inoltriamo anche l'articolo in questione:

Il retroscena
L'antiterrorismo: alleanza tra anarchici ed estrema destra


Trovata già una mappa con i possibili obiettivi


ROMA- Chi toglie il sonno al ministro Pisanu e mette a dura prova il sistema di sicurezza di Torino e della Val Susa sono nomi come “El Paso”, “Askatasuna” e “Fenix osservatorio contro la repressione”, tutti centri sociali con lungo pedegree di attività anarcoide ed autonoma. Sono documenti come Action Map, elenco di obiettivi possibili in quanto luoghi aziende e strutture coinvolte nell'organizzazione dei Giochi. O iniziative come “Progetto Torino”.
Ci sono una cinquantina di nomi di attivisti seri, gente che si riconosce nell'A cerchiata dell'anarchia e che, spiegano all'antiterrorismo, “sta dialogando con frange vecchie e nuove dell'autonomia e del marxismo-leninismo” e condividono questa battaglia anche con “elementi dell'estrema destra torinese riconducibili al circolo Asso di Bastoni in nome di comuni ideali come antiamericanismo e l'antimondialismo”.
C'è tutto questo nella miscela esplosiva e sovversiva che potrebbe esplodere un momento all'altro in Val Susa” denuncia ieri il ministro Pisanu.
E' la fine di settembre quando al Viminale, nelle riunioni del Casa (comitato di analisi strategico antiterrorismo), polizia, carabinieri, finanza, Sismi e Sisde capiscono che il “contesto torinese” diventa caldo molto prima del previsto e contiene una doppia emergenza. La prima: il rischio di cellule qaediste pronte a sfruttare l'alto impatto mediatico e politico del doppio evento Olimpiadi ed elezioni che a tutt'oggi, però, resta solo a livello di analisi.
La seconda: la mobilitazione già a settembre molto intensa di matrice no-global, autonoma e d anarchica contro le Olimpiadi e contro il progetto ferroviario Torino Lione, pezzo strategico del cosiddetto corridoio 5 da Lisbona a Kiev.
Finora i momenti di crisi sono stati a fine ottobre -due ordigni incendiari e e un volantino con falce martello e una stella a cinque punte – e i blocchi di questi giorni. Gli uomini dell'antiterrorismo stanno monitorando le riunioni dei comitati No-Tav a cui partecipano anche nuovi e vecchi leader della lotta anarchica di classe. Ma il timore più grande è che, proprio a ridosso dei giochi olimpici, la protesta coinvolga insieme il cantiere Tav che i luoghi delle olimpiadi, simbolo non più dello sport “ma dell'imperialismo e della globalizzazione”. A fine ottobre è stato trovato un documento “Action map” dove sono stati elencati tutti i possibili obiettivi dei Giochi. L'Antiterrorismo non esclude , nelle prossime settimane “il coinvolgimento di altre formazioni anarcoinsurrezionaliste nazionali, ome il Silvestre di Pisa e il gruppo di Rovereto, e straniere.”. Sotto il cartello “Coordinamento intermeditterraneo contro la repressione”, potrebbero agire “contemporaneamente ed in località diverse oltre a quelle dell'evento sportivo”.