La mozione del segretario Peretz passata a maggioranza assoluta
Likud e laburisti vicini all'intesa per la data del voto al 28 marzo
Israele, il Labour esce dal governo
elezioni anticipate in primavera
L'anziano leader Peres in disaccordo potrebbe lasciare il partito
Riaperto oggi il valico di Erez, forse venerdì quello di Rafah
TEL AVIV - Addio al governo di unità nazionale. Il comitato centrale del Partito laburista israeliano si è espresso oggi a favore dell'uscita dal governo di coalizione guidato dal premier conservatore Ariel Sharon. Un voto che apre la strada a elezioni anticipate in primavera.
La decisione. Il comitato centrale ha approvato per alzata di mano la mozione presentata dal nuovo segretario Amir Peretz, eletto nelle primarie laburiste del 9 novembre. "La mozione è passata a maggioranza assoluta", ha precisato il segretario generale Eitan Cabel, ripreso dal quotidiano Haaretz. Peretz ha già ricevuto le lettere di dimissioni dei ministri laburisti, che dovrebbe presentare domani.
Peres. Il Comitato centrale laburista ha poi fissato per il 17 gennaio la data delle elezioni primarie con cui sarà definita la graduatoria dei candidati del partito in vista della prossime elezioni politiche. Ancora non è noto se il numero 2 della lista sarà riservato o meno all'anziano leader Shimon Peres che ha boicottato la seduta odierna.
Dissidi interni. Alcuni osservatori sottolineano i forti dissidi già maturati fra Peres e il nuovo leader laburista. Alcuni arrivano ad ipotizzare una uscita di Peres dal partito qualora Sharon varasse una nuova lista di centro. Dal podio, comunque, Peretz ha pubblicamente reso omaggio a Peres e lo ha esortato a restare nel partito per molti anni ancora.
Manifesto elettorale. Peretz davanti al Comitato centrale laburista ha, di fatto, parlato del suo programma politico: "La costituzione di uno stato di Palestina non è solo un interesse palestinese ma prima di tutto di Israele", ha detto, parlando di un "accordo di pace basato sul reciproco rispetto" e di una decisa lotta al terrorismo e di essere.
Gerusalemme e profughi. Poi il riferimento a due spinose, e fondamentali, questioni: Gerusalemme e i profughi palestinesi. Peretz ha parlato di "Gerusalemme unita eterna capitale di Israele" e ha pronunciato un netto no al diritto al ritorno nello Stato ebraico dei profughi. Allo stesso tempo ha attaccato la destra nazionalista-religiosa accusandola di aver distorto a fini nazionalisti il messaggio umanitario della religione ebraica: "Israele non è solo uno Stato ebraico e democratico è anche lo Stato di tutte le religioni e delle religioni che si trovano nel suo seno accanto a quella ebraica: la religione musulmana in tutte le sue diversità e quella cristiana in tutte le sue diversità".
Maggioranza e minoranza. "La maggioranza - ha detto ancora il leader laburista - si giudica da come si comporta con la minoranza e se noi vogliamo una maggioranza ebraica dobbiamo dimostrare di essere capaci di avere cura della minoranza che abita con noi perchè se non saremo capaci di farlo perderemo la giustificazione etica di essere la maggioranza nel paese".
La data delle elezioni. Intanto Likud e laburisti sarebbero ad un passo dall'accordo per fissare al 28 marzo la data delle elezioni anticipate in Israele, sei mesi prima della conclusione della legislatura. Il premier Ariel Sharon ha incontrato oggi i leader dell'opposizione proprio per raggiungere un accordo sulla data delle elezioni. Oltre a Peretz, il premier ne ha discusso con il leader dello Shinui, Yosef Lapid.
Riaprono i valichi. Oggi intanto è stato riaperto il valico di Erez, fra Gaza e il territorio israeliano: era stato chiuso venerdì dopo che Israele aveva ricevuto informazioni di intelligence che segnalavano la possibile imminenza di un attentato terroristico palestinese. Per quanto riguarda il valico di Rafah, fra la striscia di Gaza e l'Egitto, il ministro israeliano della difesa Shaul Mofaz prevede che sarà riaperto venerdì. Gli ultimi dettagli tecnici vengono discussi stasera a Tel Aviv. Al valico saranno dislocati osservatori dell'Unione europeo, sotto il comando di un generale italiano.
(20 novembre 2005)
http://www.repubblica.it/2005/k/sezi...ur/labour.html




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