| Martedì 15 Novembre 2005 - 13:43 | Guglielmo Maria Lolli-Ghetti |

La strategia politico-militare di Washington, Londra e Tel Aviv, benedetta dal divino F. Fukuyama, ormai è chiaramente delineata dal quadro d’insieme formato dal tragico pentalogo di sangue funzionale ad un solo obiettivo globale: dominare il mondo a qualunque costo! Che Parigi bruci! Questo è il primo bersaglio degli Atlantici, che adesso stanno tirando un sospiro di sollievo, riportando indietro l’orologio della storia. Ricordiamoci il ’68 francese che per poco non mise al tappeto il Gen. C. De Gaulle (1890-1970), reo di essere uscito nel 1966 dalla NATO, di avere creato la Force de Frappe atomica francese, di avere puntato sull’oro mettendo in ginocchio gli Stati Uniti e di avere creato la più grande industria agricola e zootecnica d’Europa. Ancora una volta i nostri “amici” d’oltre oceano avevano speso milioni di dollari per buttarlo giù, ma De Gaulle con due mosse fulminee, riuscì a sventare il “democratico” complotto americano, affidando il controllo della piazza al Gen. J. Massu e riconciliandosi con il Presidente russo L.I. Breznev (1906-1982) che richiamò immediatamente all’ordine il presidente del Partito Comunista Francese G. Marchais (1920-1997) e tutto finì in una bolla di sapone. Parigi e la Francia bruciano perché l’imperativo categorico dei Neocons repubblicani americani deve abbattere il presidente J. Chirac che non ha partecipato all’invasione dell’Iraq e porta avanti una politica di avvicinamento con il presidente della Federazione Russa V. Putin e sostiene l’avanzata inesorabile dell’€uro che sta soppiantando il dollaro come moneta di riserva mondiale: orrore degli orrori! Tutte le analisi “pelose” della stampa e delle televisioni statunitensi che imbrigliano quotidianamente anche tutti i nostri mass-media, non riescono a deformare la realtà dei fatti, grazie alle preziose informazioni della televisione araba Al Jazeera, propinandoci una rivolta “spontanea” di piazza che sta incendiando la Francia ed anche le vicine Belgio e Germania giustificandola con le analisi sociologiche del disagio civile, che di fatto esiste, come in Italia, tra gli immigrati residenti nelle periferie urbane. I ragazzi e gli studenti che non trovano lavoro non sono tecnicamente in grado di portare avanti una guerriglia urbana di tali dimensioni: è chiaro che tutto ciò è il prodotto di una regia occulta esterna che sta puntando all’indebolimento della roccaforte francese nell’ambito dell’Europa a 25. Abbattere Chirac è il secondo obiettivo tattico del disegno economico-militare dei Vermi di Wall-Street, dei Nani della City di Londra e non solo. In questa situazione francese c’è stato anche il tentativo fallito di raggiungere la terza tappa, rappresentata dall’incendio di alcune chiese cattoliche, per poter fomentare l’odio e quindi lo scontro nella terra di Giovanna d’Arco tra cristiano-cattolici e mussulmani come era avvenuto nella famosa strage di Madrid, ma gli Imam islamici sciiti-sunniti e salafiti l’hanno fatta fallire lanciando una poderosa fatwa che ha bloccato le intemperanze dei giovani mussulmani. In quest’ambito va ricondotta anche la recente strage di Amman in Giordania, “anticipata” dai servizi segreti israeliani all’indomani della strage di Sharm El Sheik in Egitto rivendicata, neanche a farlo apposta, da un farneticante comunicato, su cui nutriamo molte perplessità, che inneggia all’ “odio arabo” verso Ebrei ed i Crociati. Aggiungiamo peraltro che la scoperta recentissima dell’utilizzo di proiettili al fosforo bianco degli americani, si accompagna, per corollario, allo sterminio del popolo iracheno che si aggira ormai attorno ai 170 mila morti, all’inquinamento da uranio radioattivo anglo-americano dell’Afganistan e Iraq, per almeno cinquant’anni e che ci ricorda, guarda caso, l’impiego delle pallottole dum-dum usate dalle truppe abissine di Hailé Selassié, contro i soldati italiani, durante la guerra d’Etiopia (1935-1936), comprate da francesi, inglesi e svedesi. Gli islamici d’Oltralpe hanno realizzato e compreso la portata della trappola “occidentale” tesa alla Francia e all’Europa per destabilizzarla definitivamente come sta avvenendo nella direttrice Nord-Sud-Est: Riga, Warsavia, Tiblisi, Kiev, Odessa, Baku, Grozny che converge con l’altra direttrice bellica Tel-Aviv, Amman, Damasco, Baghdad, Teheran da Ovest ad Est. Sotteso a queste operazioni c’è lo scopo di creare la grande Albania per far esplodere i Balcani e la grande Israele, con conseguenze deflagranti per la rinascente grande alleanza tra i vecchi continenti sognata da Alessandro Magno, Giulio Cesare, Carlo Magno, Federico II fino a Napoleone, ecc. Impedire quindi il ricongiungimento dell’Europa occidentale con quella asiatica è il quarto bersaglio indispensabile al Nuovo Ordine anglo-americano, pianificato a suo tempo dal britannico A.J. Mackinder (1861-1947), per poter avere mano libera per il quinto e sferrare l’invasione alla Siria, alla Persia e al Venezuela, già sotto embargo: guarda caso paesi ricchi di petrolio. Dobbiamo precisare che per la Siria il vero casus belli è dovuto al progetto di affidare all’inglese Bechtel la costruzione dell’oleodotto da Mossul al Porto di Haifa, che era stato progettato fin dal 1947, per garantire l’afflusso di petrolio ad Israele. Dobbiamo anche aggiungere a questo teorema yankee, l’enorme manovra mediatico-finanziaria che ha fatto insediare la cosiddetta “grosse-koalition” Cdu-Spd della liberale Angela Merkel alla guida del governo tedesco. Questo progetto sostenuto da Washington per far invertire di rotta la politica estera tedesca per indurla a sostenere la guerra in Iraq, anche se molto fragile, ha ottenuto lo scopo di bloccare per un certo tempo la politica germanica che si sta avvitando su se stessa nel difficile intento di comporre i contrasti interni della Grosse-Koalition renana. In ordine a questa lettura del mosaico dell’attuale politica internazionale, dobbiamo inserire la fiaccolata tutta italiana, di attizzare lo scontro antipersiano, per le minacce del premier Mahmoud Ahmadinejad contro Israele, dimenticandoci che questo grandissimo stato orientale è il nostro primo partner commerciale, che dà lavoro a tutta l’industria nazionale, che è da anni sotto tiro dei piani di invasione della trilaterale atlantica, che non ha truppe d’occupazione né a Tel-Aviv né a Londra e né a Washington e che ha diritto come Israele e le altre Nazioni ad avere la sua industria nucleare per difendersi e sostenersi economicamente. Il quadro politico mondiale è decisamente sconsolante e pericolosissimo! Venti di battaglia soffiano rabbiosi sul pianeta e guerra, fame, malattie e odio imperversano, mentre potremmo vivere tutti in pace e impiegare le nostre scoperte scientifiche e le nostre ricchezze, che dissipiamo quotidianamente in una visione aneddoticamente egoistica ed aciclica per difenderci adeguatamente dalle catastrofi naturali, rispettando l’ambiente e non fare la fine degli avidi e malvagi Atlantidi tanto somiglianti agli odierni Atlantici, che annegarono nell’oceano, in tempi remoti, con il loro oro, come ci ha descritto ed ammonito Platone nel suo insuperabile "Krizia".

Guglielmo Maria Lolli-Ghetti