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  1. #41
    Veneta sempre itagliana mai
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    In origine postato da furbo


    La devolution teste' approvata , azzoppata dall'INTERESSE NAZIONALE , e' molto meno incisiva del federalismo esistente ( riforma del CsX ) e quindi fara' meno danni.

    Penso che molti di CsX non siano tanto contrari alla devolution quanto al resto della riforma : cavalcano la devolution perche' e' elettoralmente piu' conveniente ( basta guardare i risultati delle regionali al SUD ) e perche' se il referendum boccera' la secessione boccera' anche il resto.
    Anzi ampi strati del centrosinistra sono favorevoli ad una maggiore autonomia delle Regioni perche' per loro e' una garanzia di potere gran parte del territorio nazionale , chiunque comandi a Roma.
    hai più che ragione...ho quotato solo questa parte, ma anche la parte iniziale è condivisibile...grazie che pur essendo di sinistra hai l'obiettività morale di dire come stanno le cose in realtà....

  2. #42
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    Predefinito Interessante analisi di Massimo Franco

    Il senatur sceglie il basso profilo Il leader e l'esigenza di rassicurare l'Italia in vista della consultazione

    La gioia leghista è gridata, ostentata, ma giustificata: la riforma costituzionale reca l'impronta del partito di Umberto Bossi. Eppure, il linguaggio del leader dei lumbard suona stranamente moderato, problematico, proiettato sul futuro: è già un linguaggio referendario. Così, mentre le sue truppe preparavano torte di ringraziamento per i 170 «sì» contro 132 «no» e 3 astensioni, ieri Bossi appariva solo cautamente felice.
    Circondato dalla famiglia nella tribuna degli ospiti, al Senato, ha rassicurato l'opposizione, sostenendo che non deve temere la devolution; che è «il primo a dire che la riforma va migliorata». So «che c'è chi non è d'accordo»; che occorrerà «lavorare molto». Ma Bossi ha tenuto a precisare anche che non ha paura del referendum. «Sono sicuro che Nord e Sud voteranno allo stesso modo: non ci sarà un Paese spaccato in due».
    Fatta da lui, la descrizione di un'Italia unita nell'avallare il federalismo in salsa padana può apparire sorprendente. La spiegazione, però, è che il capo della Lega sta già pensando al referendum di giugno. Le sue sono le parole di chi, dopo avere vinto, ha un bisogno disperato di consolidare nel Paese un successo parlamentare, imposto agli stessi alleati. Bossi parla a quell'Italia, probabilmente maggioritaria, che diffida della Costituzione approvata ieri sera; e che nel 2006 potrebbe bocciarla nelle urne.
    E' vero che nell'accenno ad un Paese non a rischio di lacerazioni, si potrebbe indovinare una minaccia velata: come se la bocciatura della riforma per via referendaria significasse, da parte della Lega, il ritorno ad una strategia apertamente secessionista; soprattutto se i «no» arrivassero dal Sud, e magari fosse di nuovo al governo il centrosinistra. Ma per il momento il tono è tranquillizzante, quasi suadente.
    Nel ricordare che «in tutto il mondo ci sono Paesi federalisti», Bossi tenta di banalizzare e dunque rendere accetta una svolta profonda. Vuole fare apparire esagerate e soprattutto conservatrici le reazioni di un'Unione schierata a difesa della Costituzione del 1948; ma incapace finora di strategie alternative. Non è azzardato prevedere che, di qui al referendum di giugno, si avrà a che fare con un Bossi morbido, ragionevole, incline a parlare dell'Italia come di uno Stato unito a difesa del federalismo. Per rivedere la Lega di lotta, bisognerà aspettare giugno, e un risultato negativo.

    Massimo Franco

    17 novembre 2005

  3. #43
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    In origine postato da Wened
    Allora, per riepilogare:

    Se il Lombardo-Veneto vota SI
    e il sudde vota SI
    ci teniamo questa riformetta e il futuro del federalismo sarà nelle mani del Mortadella, di Angius, ecc.
    Vero.

    In origine postato da Wened

    Se il Lombardo-Veneto vota NO
    e il sudde vota NO
    il federalismo, l’autonomia, la secessione…sono morte e sepolte per sempre .
    Vero.

    In origine postato da Wened

    Se il Lombardo-Veneto vota SI
    e il sudde vota NO…
    …in questo caso si ritorna al 1996?

    In caso di risposta affermativa: perché abbiamo aspettato 10 anni?
    In caso di risposta negativa…
    Oggi, rispetto al 1996, ci sono 2 importanti differenze:
    1 - I soldi pubblici per tenere buone e sottomesse le popolazioni stanno finendo. A questo ci aggiungi la feroce concorrenza asiatica;
    2 - Nel 1996 non c'era ancora stato nessun referendum in cui veniva detto in maniera chiara ed esplicita che il Lombardo-Veneto deve essere una vacca da mungere a vantaggio delle altre regioni.

    L'insulto della bocciatura della Devolution (e tutti gli insulti contro il Popolo della Padania che ci saranno nella campagna elettorale da qui a giugno) creeranno un clima di odio, rancore, contrapposizione. La crisi economica (punto 1) impedira' allo stato centrale di affievolire queste tensioni con i soldi pubblici (come ha sempre fatto nel 50ennio catto-comunista).

    Oggi ci sono le condizioni, di rabbia e di portafoglio, perhe' la Rivolta abbia il consenso ed il sostegno del Popolo Padano, nel 1996 queste non c'erano, o erano molto minori.

  4. #44
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    Si tratta di un gioco delle parti. E di che altro, visti i contenuti della riforma?

    Il centro-sinistra cavalca il fatto che la devoluzione, essendo proposta dalla Lega, è PER FORZA contraria agli interessi nazionali, e sventola fantasmi per captarsi la benevolenza di meridionali ancora tendenti alla CdL o di settentrionali legati al risorgimentalismo.

    Il centro-destra, soprattutto alleanza nazionale, forte dei contenuti, canta vittoria perchè ha stemperato fortemente il "radicalismo" padano, e può presentarsi alla piazza dicendo che 12 materie sono ritornate sotto l'egida dello Stato, che è stato varato l'interesse nazionale, che è stato istituito il premierato forte, che non è stato toccato il sistema fiscale, che...che... etc. Insomma, che A.N. ha salvato il paese dai guasti "anarchici" e forieri di disarmonia interna alla repubblica, causati dalla precedente riforma.

    L'UDC sta in mezzo, tentenna, concede libertà di coscienza... ma del resto quella è la sua collocazione naturale e non fa testo.

    La Lega, ovviamente, difende la riforma come la panacea, la propone come una vittoria sostanziale e morale, in primis di Bossi, così da suscitare risposta positiva ed emotiva da una piazza per cui, in gran parte, il federalismo è un flatus vocis con la funzione "magica" di invocare il carisma del segretario federale assunto a "mito", prima che una cultura e un progetto politico. Come, ad esempio, lo era per Miglio.
    Per chi non ne è convinto, invece, è UN primo passo. E per chi proprio non la manda giù, IL primo passo.

    L'importante, per Bellerio, era capitalizzare la permanenza presso un governo imbarazzante, dargli un senso che altrimenti, considerati questi quattro anni e mezzo, non avrebbe avuto alcun senso.

    Di certo, questa devoluzione non cambia nulla.

  5. #45
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    Predefinito Re: Re: Il senso della riforma...

    In origine postato da Wened
    Ohhhh..., finalmente un po' di chiarezza!
    Viene abbandonata l'idea della secessione, in cambio di una futuribile e assai improbabile istituzione del federalismo fiscale, in cambio della non sicura quanto caritatevole concessione del riconoscimento dell'identità culturale da parte dello stato centrale....
    Bravi, è importante essere chiari per non ingenerare false aspettative!
    Vi consiglio di non dire più nemmeno "Padania Libera" e di cambiare nome a RPL: anche questo può ingenerare confusione in merito alle vostre posizioni.
    perchè ci sono mai stai dubbi ?

    la questione della secessione è sempre stata nei nostri cuori , ma come avevo gia spiegato ( dal mio punto di vista ) anche dopo l'esito elettorale dello scorso Aprile, in virtù della percentuale di voti "padani nelle 2 regioni rimaste a destra...( non arriviamo al 20 %) non era di fatto percorribile ,almeno per ora .
    Quindi toccava , come poi è stato intelligentemente fatto, puntare sul federalismo ...ripeto per ora ! Spero sia chiaroil concetto !

  6. #46
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    E il Senato Federale?
    Ma quale Senato Federale? Come fa il Senato a essere federale se la repubblica non lo è?

    Ma stiamo scherzando?
    Qualcuno mi deve spiegare perchè mai, fra le centinaia di emendamenti che a suo tempo la LN presentò contro la riformicchia della sinistra, c'era anche quello volto a cancellare la parola "Federale" da quella riforma. Quello fu l'unico emendamento leghista che passò. La LN strombazzò che era doveroso togliere l'aggettivo "Federale", dato quella riforma non lo era affatto.

    Ora si ripresenta lo stesso problema, MA ORA E' LA LN AD AVER VOLUTO L'AGGETTIVO "FEDERALE" PER UN SENATO DI UNA RIFORMA CHE FEDERALE NON LO E' PER NULLA (non è nemmeno devolutiva, se è per questo).

    Il 3.9% riflette ESATTAMENTE quello che vale la LN, presumo...
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

  7. #47
    Ecogiustiziere Insubre
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    Predefinito Re: Re: Re: Il senso della riforma...

    In origine postato da bastet
    perchè ci sono mai stai dubbi ?

    la questione della secessione è sempre stata nei nostri cuori , ma come avevo gia spiegato ( dal mio punto di vista ) anche dopo l'esito elettorale dello scorso Aprile, in virtù della percentuale di voti "padani nelle 2 regioni rimaste a destra...( non arriviamo al 20 %) non era di fatto percorribile ,almeno per ora .
    Quindi toccava , come poi è stato intelligentemente fatto, puntare sul federalismo ...ripeto per ora ! Spero sia chiaroil concetto !
    Bastet, hai letto il post di Kornus, più sopra?
    Ha fatto una domanda molto precisa e circostanziata...Tu sai fornire una risposta? Ne ho bisogno anch'io.
    Grazie.
    Iunthanaka
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  8. #48
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    In origine postato da pensiero
    innanzitutto quella salvaguardia dell'interesse nazziunale non doveva esserci, perchè non è federalismo quel sistema dove una legge regionale possa essere cassata dal parlamento, altrimenti è lo stesso di adesso
    Adesso le Regioni NON hanno potere legislativo. Con questa riforma si.

    In nessun federalismo troverai che i membri della federazione possono legiferare in tutto e per tutto. Esistono la legislazione federale e la costituzione.

    Però hai ragione sul fatto che questo non è federalismo.

    altra cosa importantissima i danè...non può esserci federalismo o devoluzione come cacchio si vuol chiamare dando le competenze agli enti locali senza i relativi danè
    Ovvio, infatti i costi aumenteranno a dismisura per l'introduzione di nuove tasse. Colpendo dunque chi non può sottrarsi alla tassazione e i meno abbienti.

    Insomma, se volete il federalismo dovete pagare le tasse (forse non l'avevate vista così eh ).

    Non credo che Galan sarà tanto meglio di Roma.

    ...tanto per dire i due punti più importanti....ci sarebbe poi da discutere e non poco sia sulla sanità che sulla scuola dove prima di tutto c'è quella basilare e uguale per tutti e poi.....se le regioni lo vorranno potranno aggiungere qualcosa d'altro......
    Essendo sistemi abbastanza consolidati, non credo che cambierà molto a breve. Anche perchè le risorse sono limitate...

  9. #49
    legio_taurinensis
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    Eridano ma credo che hai dei seri problemi.

    Ricorda che tutti i terroni che lavorano al nord le cose che hanno se le sono guadagnate col sudore e tu non puoi immaginare le discriminazioni che hanno dovuto subire...altro ke gli immigrati di oggi che vengono e hanno tutti cio' che vogliono.

    questo detesto di voi, la pochezza mentale, il vostro stupido odio verso realtà ke non conoscete nemmeno....pagliacci! provate ad uscire dai vostri stupidi stereotipi e provate a mettere in moto il cervello, che nemmeno i vostri capi la pensano piu' cosi'...

  10. #50
    Hanno assassinato Calipari
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    In origine postato da LosVonRom
    Se i padioto non votano in massa per la devolution confermano di essere ancora una volta di più ciò che sono e sono stati negli ultimi 400 anni.Dei fessi.
    L'unica volta che possono votare per non avere più tasse, dai loro dei fessi?

 

 
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