Roma, 17 nov. (Apcom) - "Ringrazio il Signor Silvio Berlusconi per l'interesse mostrato verso il libro, spero che lo compri": così il magistrato spagnolo Baltasar Garzon, autore di "Un mondo senza paura", la cui traduzione italiana è stata presentata oggi a Roma, ha commentato la denuncia presentata contro di lui dai legali del Presidente del Consiglio presso il Consiglio Supremo della magistratura spagnola.
Garzon ha raccontato che all'uscita in Spagna il volume - che racconta i 17 anni di carriera nella magistratura - ricevette una analoga denuncia dal procuratore antiterrorismo, poi archiviata per intervento del Procuratore generale che ha ritenuto invece i contenuti del libro degni di pubblicazione. Libro che riporta dunque anche le indagini - attualmente sospese - condotte da Garzon sul caso Telecinco, nel quale è coinvolto anche il presidente del Consiglio.
Io non sono contrario alle immunità, sono contrario all'impunità", ha proseguito Garzon, spiegando che la Corte Costituzionale spagnola ha sospeso temporaneamente la denuncia dell'Audiencia Nacional con la quale si chiedeva alla magistratura italiana di indagare sulla questione: "Durante questo tempo potrebbe succedere che l'immunità si trasformi in impunità grazie alla prescrizione".
Il giudice ha proseguito ricordando un'altra causa celebre, quella contro l'ex dittatore cileno generale Augusto Pinochet Ugarte: "Si è trattato dell'unica applicazione positiva del Patriot Act statunitense, che ha permesso al Senato degli Stati Uniit di indagare sui conti esteri di vari dittatori, tra cui lo stesso Pinochet", che per questo verrà processato in Cile.
Garzon ha poi reso omaggio ai colleghi italiani "per aver retto agli attacchi continui di chi ostenta il potere": "Ci hanno accusato di formar parte della Repubblica dei Giudici, ma quel che è più grave voler far credere che il garantire la sicurezza dei cittadini e dei loro governanti non sia il primo dovere di un magistrato".
"La strumentalizzazione della giustizia deve finire, la giustizia deve poter funzionare in modo indipendente", conclude Garzon, secondo il quale "il giudice deve far parte della società nella quale presta servizio, e non considerarsi come un extraterrestre".




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