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Re
Vi è anche il testo della riforma presente sul sito istituzionale del governo italiano, prendendo quindi per buona la fonte ufficiale:
NON si può affermare per ora che un'eventuale programmazione scolastica da noi che tenga conto delle ns radici storiche in chiave di integrazione a quella italiana, si possa configurare come un dolo all'unità d'Italia.
Sono convinto che diverrà un tema interessante.
Anche perchè alcune regioni premeranno su tale strada e non sarà possibile per il governo centrale motivare paletti in tal senso su una regione piuttosto che un'altra.
Il federalismo fiscale è un'altra riforma, non c'entra nulla con questa e non è ancora stata dibattuta.
Repubricanu
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La devoluzione contiene alcune cose negative ed alcune positive ma non credo proprio che indebolisca lo stato centrale.
L'unica cosa che personalmente mi interessa capire è se veramente ci sarà una possibilità per quanto limitata di intervento sui programmi scolastici.
Per il resto è aria fritta.
Ma dal punto delle specialità si Sardegna friuli e soci, al di là dei principi sull'interesse nazionale, cambia qualcosa in negativo?
Lo chiedo perchè personalmente credo che valuterò il fatto di cosa andare a votare in base a questo dato, cioè all'effetto che avrà sulle regioni e provincie a statuto speciale. Se ridurrà la loro capacità di manovra il mio naturalmente sarà un voto contrario.
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Citazione:
c'è poi un articolo esplicito che parla di interessi nazionali: se tu sei una regione sfigata e violi i sacri interessi nazionali allora ti coddano (scusate l'espressione) a friscu (la metafora è un pò forte ma rende l'idea).
quoto in pieno, penso che quello sia il problema fondamentale, perchè di fatto con quel cavillo loro parlano di federalismo, ma la realtà è che possono bloccare qualsiasi cosa, quella frase gli permette di impuganare alla corte costituzionale anche un paino urbanistico
al referendum andrò a votare no, perchè se prima stavo male, cn questo starò molto peggio
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Quella parte è il pegno che Bossi ha pagato a Berlusconi, con la promessa di non parlare piu' di secessione, ma noi non abbiamo promesso nulla..........:cool:
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hai ragione,de mabi in peusu!d'altronde da questo governo cosa pretendiamo,vi rendete conto da chi è composta questa marmaglia?!
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Re
Beh adesso non esageriamo.
Per l'istruzione regionale si troveranno i termini di un programma che includa aspetti fondamentali della ns storia.
Non credo che ci saranno veti su veti alle richieste che anche molte regioni avanzeranno, si creerebbe anche un pantano istituzionale.
Bisogna anche tenere conto che tale riforma sarà accompagnata da una legislazione che andrà ad integrare e specificare punto per punto le modifiche in essere.
Credo che proprio la competenza scolastica sarà uno spazio interessante di manovra.
Diamo tempo al tempo senza fasciarci la testa anzitempo.
Repubricanu
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Deu pentzu ca is programmas de s'iscola dus podeus arranjai cumenti 'oleus fintzas immoi. E' sceti una kistioni de voluntadi politiga de sa classi dirigenti sarda (ki no teneus), ...du y hat jai una lei ki si permittit de valorizzai sa storia e sa cultura nosta, no deppeus mica abettai a su guvernu e a sa lega ki si permittant de podi imparai a is pipius nostrus sa cultura e sa storia nostra!!
Po nosu custa est una kistioni fondamentali, est cun s'iscola ca si format sa cuscentzia de essi una natzioni. Su ki depeus fai est a ponni immediatamenti in essi s'imparu de su sardu e sa cultura sarda in s'iscola, cumenti jai podeus fai e bakkagai sa lega su federalismu e totu cantu, funt cosas ki no s'interessant, ki sa Lombardia bengat a essi indipendenti o federale, nos depeus pentzai a nosu! :mad: :mad:
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Re: Re
Citazione:
In Origine Postato da repubricanu
Beh adesso non esageriamo.
Per l'istruzione regionale si troveranno i termini di un programma che includa aspetti fondamentali della ns storia.
Non credo che ci saranno veti su veti alle richieste che anche molte regioni avanzeranno, si creerebbe anche un pantano istituzionale.
Bisogna anche tenere conto che tale riforma sarà accompagnata da una legislazione che andrà ad integrare e specificare punto per punto le modifiche in essere.
Credo che proprio la competenza scolastica sarà uno spazio interessante di manovra.
Diamo tempo al tempo senza fasciarci la testa anzitempo.
Repubricanu
Aispetta unu paghizzeddu...... Tue ses faeddende de integrare, ma mie de integrare no mi nd'affutti nudda...... Sa cultura Sarda tenet de SOSTITUIRE cussa italiana in sas iscolas Natzionales! Amsicora a palte de Cangrande della Scala, Lyionore de Arvaree a palte de Masaniello, Zommaria Anzoe a palte de Garibaldi...... S'istoria italiana tenet de isparire dae s'iscola Sarda!
Sos programmas tenen de esse Sardos e Europeos, cun calki paragrafeddu a subra s'Italia, ma solu po cosas in sas cales b'aiat Sardos direttamente impegnados, o cosas ki fini de rilevanza Europea!
Praticamente de Italia bastat ki sos fizzos nostros imparene su ki imparana sos Ispagnolos, sos Isvizzeros, sos Tedescos, ecc.....
Nois no semus italianos, e sos fizzos nostros tenen de esse pesados dae Sardos, custu mancari babbos meda no ana a esse de accordu......
Solu goi si podet pesare una generatzione de Sardos Natzionalistas ki gherrat po s'Indipendentzia!
S'iscola est un'arma in sa cale sos italianos no deven pius tenne perunu potere!
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Re: Re: Re
[Sa cultura Sarda tenet de SOSTITUIRE cussa italiana in sas iscolas Natzionales! Amsicora a palte de Cangrande della Scala, Lyionore de Arvaree a palte de Masaniello, Zommaria Anzoe a palte de Garibaldi...... S'istoria italiana tenet de isparire dae s'iscola Sarda!
Sos programmas tenen de esse Sardos e Europeos, cun calki paragrafeddu a subra s'Italia, ma solu po cosas in sas cales b'aiat Sardos direttamente impegnados, o cosas ki fini de rilevanza Europea!
Praticamente de Italia bastat ki sos fizzos nostros imparene su ki imparana sos Ispagnolos, sos Isvizzeros, sos Tedescos, ecc.....
Nois no semus italianos, e sos fizzos nostros tenen de esse pesados dae Sardos, custu mancari babbos meda no ana a esse de accordu......
Solu goi si podet pesare una generatzione de Sardos Natzionalistas ki gherrat po s'Indipendentzia!
S'iscola est un'arma in sa cale sos italianos no deven pius tenne perunu potere! [/B][/QUOTE]
1. Scusate la franchezza, ma a una scuola di questo genere preferisco di gran lunga l'italiana. D'altra parte, per chi vuole tirare su "una generatzione de Sardos Natzionalistas", sono premesse perfettamente coerenti alle conseguenze. Io spero che nè in Sardegna nè altrove si tirino su generazioni di Nazionalisti, tanto più su basi di chiusura culturale di questo genere; che mi ricordano tanto il famoso memoriale dell'Accademia Serba delle Scienze, a partire dal quale è partito un processo storico che ai popoli dell'ex Jugoslavia è costato tanti morti quanti l'Italia ne ha avuti in tutta la prima guerra mondiale, con la differenza che questi erano militari e quelli sono per lo più civili.
2. Dal punto di vista di chi studia e insegna storia, e storia sarda, tesi di questo genere fanno solo sorridere, non hanno il minimo fondamento in quelle "regole dell'arte" che ci sono per chi fa storia come per chi fa il medico o il falegname. Riprendo una domanda posta nel forum qualche settimana fa: cherimus leare po culu sa zente ?
3. Insegno da vent'anni, e da vent'anni insegno storia e cultura sarda insieme alla storia e cultura italiana ed europea (fino a che ci riesco, nelle condizioni della scuola italiana e, peggio ancora, sarda) perchè ritengo che per i giovani sardi conoscere la loro storia e cultura di appartenenza in un canale di formazione ufficiale come la scuola sia un modo fondamentale per sentirle vitali e preziose, e quindi non svendibili, e per sentirsi portatori di un patrimonio di fronte a sè e al mondo. In questo ho avuto due avversari implacabili:
.... lo Stato centralista italiano e la sua burocrazia in Sardegna ??? Ma manco per idea: la maggior parte dei miei alunni e dei miei colleghi (sardi gli uni e gli altri, almeno dai tempi di Amsicora), ostilissimi gli uni e gli altri a occuparsi di cose che ritenevano fermamente essere non solo inutili, ma dannose. L'ultima volta che, in una scuola di superiore di Sassari, ho proposto come esempio di ottava un testo di Peppino Mereu anzichè il solito Ariosto, è scoppiata una mezza rivoluzione: provare per credere.
Dopodichè chi vuol far le cose le fa e gli spazi li ha sempre avuti, alla faccia dello Stato centralista; ma non è un caso che la Regione sarda abbia da sessant'anni competenza in materia scolastica e tutto quello che sia riuscita a partorire è la legge 26. Se la necessità di certe cose non entra ben bene nella testa della gente (e quando dico la gente parlo anche di Sassari e Cagliari, dove vivono migliaia di persone che sono nate nell'isola ma si sentono meno sarde che londinesi... su che basi poi non si sa), non faremo mai un passo avanti. E non ce la faremo sicuramente sostituendo Zuanne Maria Angioy a Garibaldi.
4. Credo che post di questo genere pongano seriamente il problema di quale consapevolezza storica debba essere alla base di un processo di indipendenza o comunque di autodeterminazione. Le risposte date finora dal movimento autonomista-indipendentista (leggi PSDA e Sardigna Natzione, ma non solo) sono quanto di più sconfortante: IRS su quale strada si vuole mettere ? Spero non su quella della fanta-storia. Salude.
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Re
Intanto è bene precisare una cosa, che rientra anche nelle motivazoni per cui ho aperto il discorso Devolution e Sardegna:
Agli indipendentisti che rivendicano da un giorno all'altro il diritto di poter passare da una situazione all'altra senza passaggi graduali, è bene che si guardi in faccia la realtà.
Aprendo il discorso ho dato per scontato quanto fosse evidente che solo l'integrazione (nei programmi scolastici) della cultura sarda a quella italiana è una metodica per iniziare a reinstaurare quella storia perduta della nazione nelle nuove generazioni.
Ovvio che uno stato non può permettere la sostituzione totale della sua storia con un'altra di ambito per esso "locale"
Bisogna quindi sfruttare qualsiasi elemento che porti vantaggi alla causa, se la devolution può rappresentare un piccolo vantaggio nell'integrare ad una storia che non ci appartiene, la ns storia,allora ciò è sicuramente un tassello in più di un lungo percorso che sappiamo tutti dove deve portare.
La legge 26 era un conto, adesso la normativa sulla questione scolastica è stata amplificata ad un livello costituzionale, non è pensabile fare finta di nulla.
Questa è un'altra sfida che l'indipendentismo NON deve lasciarsi sfuggire.
Non si può continuare ancora sulla strada:"Nò non ci và bene perchè a noi ci spetta ben altro"...
Ma quando mai in uno stato che ci relega a regione si può fare questo tipo di discorsi, è opportuno invece infilarsi attraverso ogni spazio che lo stato concede per prendere ed avanzare posizione su posizione.
L'alunno per ora HA BISOGNO di conoscere anche la sua vera storia.
Anche questo è un modo per inculcare nelle nuove generazioni i presupposti per farci capire meglio quando si dovrà comunicare a platee elettorali sempre più ampie.
Repubricanu
Repubricanu