| Mercoledì 16 Novembre 2005 - 14:03 | Siro Asinelli |
La Russia entra nel gioco delle trattative che a breve opporranno gli occupanti albanesi e Belgrado sul futuro status costituzionale della storica regione serba del Kosovo e Metohija.
Il presidente serbo Boris Tadic è stato accolto calorosamente a Mosca dal collega russo Vladimir Putin (nella foto). Il capo del Cremlino ha fortemente criticato lo strumentale processo di disintegrazione cui sono sottoposti i Balcani dalla metà degli anni ‘90, sottolineando come “fino ad oggi oltre duecentomila serbi sono stati costretti a lasciare il Kosovo nel silenzio della comunità internazionale”. Putin ha altresì definito l’esodo verso la regione serba di oltre 30mila coloni albanesi “una catastrofe”.
L’intervento del Cremlino in netto favore della sovranità territoriale serba, peraltro assicurata dalla risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, si inserisce in un momento delicato per il futuro della provincia. L’inviato delle Nazioni Unite, Martii Ahtisaari, compirà infatti tra una decina di giorni un viaggio a Belgrado, Pristina, Podgorica, Skopje e Tirana per rendersi conto delle diverse istanze dei governi balcanici interessati alle trattative sul Kosovo.
I ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno nel frattempo deciso che presenteranno una squadra Ue da inviare al futuro tavolo dei negoziati per affiancare l’alto rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza, Javier Solana, già segretario generale della Nato durante l’aggressione atlantica alla Serbia nel 1999. I Venticinque attenderanno l’esito dei colloqui di Ahtisaari, ma da Bruxelles hanno precisato che l’intervento dell’Ue è previsto solamente in una seconda fase negoziale e dipenderà comunque dall’impostazione generale che si vorrà dare alle trattative. Su quest’ultimo punto ancora non vi è un accordo preciso in seno alla comunità internazionale. In vista a Belgrado la settimana scorsa, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha infatti insistito sulla necessità di arrivare alla decisione finale tramite negoziati diretti tra le due parti piuttosto che per mezzo di trattative multilaterali.
S.A.




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