Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Guido Keller
    Ospite

    Predefinito I missili libici lanciati contro lampedusa; MAI ESISTITI!

    Il generale Cottone: mai arrivati missili a Lampedusa
    Clara Salpietro, 20 settembre 2005

    “Il sequestro della Achille Lauro e il conseguente evento di Sigonella secondo me non si sono esattamente sviluppati nella loro dinamica come tutti sanno e riportano. Personalmente non credo che siano stati lanciati missili su Lampedusa. Riguardo al DC-9 che è caduto nelle acque di Ustica penso che quell’aeroplano abbia subito le conseguenze del fenomeno della ‘resilienza’, cioè una parte ha ceduto e si è quindi creata la decompressione esplosiva”.

    Sono le parole del generale di squadra aerea Basilio Cottone, capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana dal 1983 al 1986. Nato nel 1926 a Raccuja, un piccolo paese in provincia di Messina, frequenta il corso Drago 2° dell’Accademia aeronautica. Nel ’51 nel grado di tenente è assegnato al 5° stormo come pilota operativo e istruttore su aviogetti. Con il grado di capitano comanda la 212° squadriglia cacciabombardieri a Rimini. Dopo un incarico allo stato maggiore Aeronautica (Sma), assume il comando del 28° gruppo caccia ricognitori presso la 3° aerobrigata di Verona. In seguito ricopre l’incarico di capo ufficio piani e operazioni del 3° reparto dello Sma. Nel ’75 diviene prima capo dell’ufficio pianificazione generale e programmazione bilancio dello Sma, poi capo del 3° reparto. Promosso generale di divisione aerea, assume il comando della Scuola di guerra aerea di Firenze. Nel 1979 è generale di squadra aerea e l’anno successivo assume il comando della 5° Ataf a Vicenza. Nel 1982 è rappresentante militare italiano presso il Comitato militare della Nato di Bruxelles. Oggi il generale Cottone è consigliere di amministrazione di Agusta Spa, dopo esserne stato per sette anni presidente.

    Generale, com’è stato il periodo in cui ha assolto il mandato di capo di stato maggiore dell’Aeronautica?

    E’ stato interessante, stimolante e esaltante dal punto di vista operativo. In quel periodo molti eventi importanti si sono verificati in Aeronautica. Taluni di questi, ai margini delle attività istituzionali della forza armata, sono stati veramente eclatanti. Mi riferisco, in particolare, al sequestro da parte di terroristi palestinesi del Flp della nave italiana da crociera Achille Lauro e ai conseguenti fatti di Sigonella, avvenuti e in parte sviluppatisi non come tutti sanno e riportano. I fatti di Sigonella sono nati quando un velivolo Boeing della Egypt Air è stato dirottata da caccia F14 della US Navy per costringerlo ad atterrare sulla base di Sigonella perché ritenuta, impropriamente, sia dalle autorità americane che - in parte - da quelle italiane una base militare statunitense. Invece era una base dell’Aeronautica militare italiana e quindi ricadente sotto il mio comando.

    E’ stata la presa di coscienza di questa realtà che, sconvolgendo la pianificazione operativa americana, ha fatto nascere il confronto politico-diplomatico tra Italia e Stati Uniti che è stato chiamato ‘Affare Sigonella’. Sugli aspetti operativi di Sigonella, peraltro, ci sarebbe da parlare a lungo”. Poi, sono stato responsabile dell’approntamento della reazione italiana al lancio dei missili su Lampedusa. Su questo lancio, tuttavia, esiste un grosso punto interrogativo. Personalmente non ho mai creduto che siano stati lanciati missili da parte libica contro il territorio italiano. Ma, poiché allora tutti lo credevano ho ritenuto di operare di conserva. La notizia del lancio dei missili per me era falsa e le azioni messe in atto volevano accreditarla. Molte organizzazioni extranazionali erano allora interessate al fatto che il governo italiano adottasse una politica di più forte chiusura nei confronti della Libia.

    E’ da tener presente che negli anni 70 e gli inizi degli 80 gli attentati terroristici contro obiettivi occidentali erano numerosi. Tra questi: dirottamenti di aerei passeggeri, abbattimenti di velivoli commerciali, strage alla Olimpiade di Monaco del ‘72 e attentato di Fiumicino della fine del ‘73. In questo quadro si inserisce la missione in Libia di Argo-16 con la quale sono stati fatti rientrare i terroristi palestinesi arrestati a Fiumicino mentre preparavano un attentato a un velivolo di linea israeliano. Questi, e altri eventi successivi, portarono a un irrigidimento politico da parte degli occidentali verso la Libia di Gheddafi. Poiché sembrava che l’Italia si spottraesse a questa presa di posizione, è probabile che qualcuno abbia pensato di creare una situazione di confronto tale da indurre l’Italia a un più duro atteggiamento verso la Libia. Da qui alle notizie dei missili su Lampedusa la strada fu breve. Gheddafi ha cavalcato la storia, anche se l’irrigidimento italiano verso la Libia venne ottenuto.

    Chi voleva far rompere i rapporti tra Italia e Libia?

    Un insieme di nazioni occidentali che non vedevano di buon occhio l’atteggiamento pro-arabo tenuto dall’Italia. Penso, sia stata una azione di ‘servizi’ che hanno montato la cosa, però il fatto ha assunto credibilità internazionale ed è rimasto nell’immaginario collettivo il lancio concreto. Credo che l’Occidente in generale, intendo Europa ed America, era interessato che l’Italia non seguisse la politica di compromesso con la Libia. Anche se ciò, in un certo qual modo, ci ha garantiti dal porci fuori dal circuito terrorista che allora imperversava in Occidente. Forse questa politica ha avuto i suoi frutti egoisticamente nazionali, ma si distaccava da quello che era l’orientamento della politica extranazionale. L’unico ad aver avuto dubbi circa il lancio effettivo dei missili sono stato io e questo derivava dalle deduzioni fatte sulla base di episodi concreti allora verificatisi.

    Di quali altri eventi è stato testimone?

    Sono stato a conoscenza, in tempo reale, del del bombardamento aereo del quartier generale della Olp a Tunisi da parte degli israeliani che tentavano di sopprimere Arafat e del bombardamento aereo di Tripoli da parte Usa che intendevano eliminare Gheddafi, che si supponeva essere sostenitore del terrorismo internazionale. A quei tempi il terrorismo era generalmente selettivo e privilegiava i dirottamenti e l’abbattimento dei velivoli civili. Ciò era possibile perché gli aeroporti non erano dotati di sistema di controllo e filtraggio dei passeggeri e dunque il terrorismo era selettivo. Successivamente è diventato generalizzato.

    www.paginedifesa.it

  2. #2
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    Exclamation Un missile libico è esploso duecento metri oltre la lingua di terra di Lampedusa!

    In Origine Postato da Guido Keller
    Il generale Cottone: mai arrivati missili a Lampedusa
    ....................[/url]

    ............. Balle............ Un camerata di cui ho estrema fiducia era a Lampedusa quel giorno ed ha visto ............. Duecento metri oltre Base Loran (USA) ............. con i suoi occhi ............ la colonna di acqua causata dall'esplosione del missile.............!!!

  3. #3
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    Predefinito Re: Un missile libico è esploso duecento metri oltre la lingua di terra di Lampedusa!

    In Origine Postato da fux55
    ............. Balle............ Un camerata di cui ho estrema fiducia era a Lampedusa quel giorno ed ha visto ............. Duecento metri oltre Base Loran (USA) ............. con i suoi occhi ............ la colonna di acqua causata dall'esplosione del missile.............!!!

    Anni dopo un pescatore di Lampedusa , quello che aveva dato l'allarme della caduta dei missili, rivelo' di avere ricevuta una bella mancia per dire che aveva visto le esplosioni dei missili e di avere dato l'allarme. Lo ricordo perche' fu intervistato da giornalisti
    e mi sembra proprio sul Corriere della Sera.

    Comunque non credo sia poi molto difficile produrre esplosioni in mare anche di grosse dimensioni.

  4. #4
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    Predefinito

    ritengo che risultino irrilevante le dichiarazioni di qualsiasi alto rappresentante delle forze nato, a prescindere dalla loro effettiva veridicità. La strategia del depistaggio consiste nel ricorrere a queste tecniche di disinformazione dei fatti che, provenienti da più parti e gettati nel flusso per un lungo periodo, devono simmetricamente contraddirsi l'uno con l'altro allo scopo di creare confusione.
    Pertanto, auguriamo al gen. accattone di godersi la cospicua pensione con i suoi nipotini, come tutti i bravi nonnetti di questo bel paese.

 

 

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