ROMA - Il decreto legge sull'influenza aviaria passa alla Camera con l'astensione del centrosinistra, ma deve tornare al Senato per una nuova lettura. A Montecitorio, infatti, la Cdl si sfalda su due emendamenti della Lega, votati anche dall'Unione, rispetto ai quali il governo aveva espresso parere contrario. Dunque, per essere definitivamente convertito in legge, il testo ha bisogno di un nuovo passaggio parlamentare che deve esser fatto in tempi brevi: il decreto, infatti, scade il 30 novembre. Uno stop che fa infuriare ministro della Salute Francesco Storace.

A Roberto Calderoli, secondo il quale la Lega alla Camera "non ha consumato nessuno strappo ma vuole solo migliorare il provvedimento, visto che al Senato ci sono i tempi per farlo", il ministro di An risponde duro: c'é stata "una vera e propria mascalzonata ordita dalla Lega con l'Unione, dopo aver portato a casa il bottino costituzionale. Vergogna". Che sul decreto ci sarebbe stato qualche problema si capisce fin dalla mattinata, quando al primo voto in Aula manca il numero legale.

Alla ripresa, tutti gli emendamenti sono via via respinti, ma i nodi vengono al pettine quando l'Assemblea deve esprimersi su due richieste di modifica del testo presentate, in un testo analogo a quello dei Ds, dalla leghista Francesca Martini. Il primo emendamento destina le 17 tonnellate di carni congelate avicole congelate acquistate dall'Agea ad aiuti alimentari; il secondo prevede una serie di provvidenze in favore degli allevatori avicoli in termine di sospensione o differimento del pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali: una norma, quest'ultima, su cui non c'é copertura finanziaria.

Storace si appella al "senso di responsabilità" dell'Assemblea ed in particolare della Lega, chiedendo di soprassedere su questi emendamenti: il suo obiettivo è di presentarsi alla riunione del G7 con il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità con in tasca il decreto convertito in legge. Ma l'appello cade nel vuoto: alla fine le modifiche passano grazie alla convergenza dei voti del Carroccio con quelli dell'Unione, scatenando la reazione di Storace, che chiede di proseguire nell'esame del testo in modo celere. "Qui parliamo di un decreto legge che serve al Paese. La copertura finanziaria si troverà in Senato, ma ora si deve andare avanti", dice il ministro che punta il dito sull'opposizione ma anche sulla Lega.

L'Unione rivendica di aver migliorato il decreto, attribuisce al governo una "duplice sconfitta" e respinge al mittente le critiche dell'Esecutivo. "Se siamo arrivati a questo punto non é certo colpa nostra: siete stati voi a voler fare prima la legge ex Cirielli", dice Rosy Bindi (DL), mentre il Ds Luciano Violante rincara la dose, anche sull'atteggiamento della Lega: "Dopo aver incassato, ieri, la devolution - rileva il capogruppo della Quercia - è chiaro che d'ora in poi il Carroccio tenderà a far prevalere questioni di merito a quelle di coalizione". Circostanza, questa, che Calderoli si affretta a smentire, sottolineando che il Carroccio voleva solo "migliorare" il testo.

Ma Storace "liquida" il collega del Carroccio: "vergogna, è stata una mascalzonata ordita dalla Lega con l'Unione". Parole che suonano dure come macigni per Storace che, visibilmente arrabbiato, lascia l'Emiciclo da cui non si era mosso per l'intera giornata, interagendo più volte con i deputati dell'opposizione che non hanno mancato di sottolineare positivamente questo atteggiamento. Circolano immediatamente in Aula a Montecitorio voci di sue dimissioni dal governo, subito però rientrate. Alleanza nazionale si schiera a difesa del suo ministro, ed il portavoce del partito Andrea Ronchi esprime "profondo rammarico" per l'atteggiamento assunto dalla Lega "proprio il giorno dopo l'approvazione della riforma costituzionale". Alemanno parla di un "increscioso equivoco".

E in An ci si attende che il presidente del Consiglio in persona intervenga per rimediare al "fattaccio". L'opposizione, che sul voto finale si astiene, rivendica di aver "migliorato il testo", che grazie alle modifiche della Camera rappresenta "un buon sistema di allerta contro gli eventuali rischi derivanti dal virus dell'influenza avaria, e, soprattutto, si diventa efficaci partner dell'Europa e delle organizzazioni internazionali a difesa della salute dei cittadini e del mondo animale".