Il 25 Marzo 1960 il Presidente della Repubblica Giovanni Grochi conferisce l'incarico di formare il nuovo governo al democristiano Fernando Armaroli Tambroni.
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Sopra: Fernando Armaroli Tambroni, noto per l'uso di scarpe bicolori
Chi è Fernando Tambroni? Avvocato, classe 1901, è ministro dell'interno tra il 1955 ed il 1959. Formalmente fa parte della sinistra democristiana, ma è un ex-ufficiale della Milizia, si è fatto la fama di un uomo tutto "legge ed ordine", e girano voci di legami con i servizi segreti americani.
La gestazione del nuovo ministero è travagliata. Pare che le intenzioni di Gronchi fossero quelle di formare un esecutivo che aprisse all'appoggio della sinistra moderata (PSdI ed eventualmente PSI), mentre Fernando Trambroni, nel discorso programmatico alla Camera dell'8 Aprile, pronunciò un discorso fortemente orientato a destra, ottenendo l'appoggio dei monarchici e soprattutto dei missini (l'MSI contava 24 deputati).
L'appoggio missino non era, strettamente parlando, una novità. Già in passato i missini avevano sostenuto, alla camera, le proposte legislative dei governi monocolore democristiani. Ma in questo caso l'appoggio determinante del MSI per la fiducia al governo suscitò reazioni e polemiche sia tra i partiti della sinistra e tra i loro militanti e sostenitori, sia tra la sinistra democristiana, poiché parve mettere in discussione il dogma antifascista dell'arco costituzionale, che voleva i postfascisti esclusi dalla condizione di partito di governo.
Tre ministri della sinistra DC, Fiorentino Sullo, Giulio Pastore e Giorgio Bo (rispettivamente ministri dei Trasporti, del Mezzogiorno e per la Riforma della Pubblica Amministrazione) si dimettono per protesta l'11 Aprile.
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Sopra: Giovanni Gronchi, un De Gaulle in sedicesimo
Gronchi (che ha una concezione presidenzialista del proprio ruolo, e poco ha gradito l'autonomia di Tambroni) inizialmente pensò di affidare l'incarico ad Amintore Fanfani, uno dei capicorrente della sinistra democristiana, ma le consultazioni resero palese che Fanfani non avrebbe ottenuto una maggioranza. Gronchi allora sostituì i ministri dimissionari, ed invitò Tambroni a presentarsi al Senato, dove la DC gli votò compatta la fiducia, appoggiata ancora una volta dal MSI.
Il governo Tambroni ha quindi ottenuto la fiducia grazie ai voti determinanti del Movimento Sociale Italiano. Pare il trionfo della linea "entrista" di Arturo Michelini, ed il Movimento Sociale sembra apprestarsi a diventare presto partito di governo, nonostante le proteste sentite delle sinistre, nel nome del comune valore dell'antifascismo.
Il primo risultato visibile che l'MSI cercò di cogliere fu l'organizzazione del proprio VII congresso nel giugno 1960 a Genova, che per provocazione fu fatto presiedere da Carlo Emanuele Basile, già prefetto della città durante la RSI. Le sinistre reagirono alla provocazione con una manifestazione il 30 giugno, che diede luogo a scontri, nei quali la polizia ha la peggio, ed è costretta a chiudersi nei commissariati, nelle questure e nelle caserme. Il prefetto di Genova si vede costretto ad annullare il congresso missino per ragioni di ordine pubblico.
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Sopra: una immagine della sommossa di Genova
Tambroni sceglie la mano pesante, e dispone la linea dura contro ogni manifestazione. Nel giugno-luglio '60 si conterà un morto a Licata, sei a Reggio Emilia, quattro a Palermo ed uno a Catania, più svariati feriti in molte località. Il 16 luglio la Confindustria firma con i sindacati l'accordo sulla parità salariale tra uomini e donne, il 18 viene pubblicato un documento sottoscritto da 61 intellettuali cattolici che intima ai dirigenti democristiani a non fare alleanza con i neofascisti.
Tambroni si dimette il 19 luglio, aprendo la via ai governi del centrosinistra. Gli succede, il 22 luglio, Amintore Fanfani.
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Sopra: Amintore Fanfani, successore di Tambroni ed apripista per il centrosinistra


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