Nutro forti perplessità sulle modalità che si propongono per "reprimere" tutti gli abusi che vengono commessi dai cattolici, in particolare abusi liturgici da parte dei sacerdoti.
Napoleon non si offenda, ma il papa giustiziere mi fa un po’ ridere. Credo fermamente che in tema di liturgia il Papa sappia benissimo già cosa fare, e se caso mai non lo sapesse, lo Spirito saprà sicuramente ispirare. Non mi piacciono questi “auspici giustizialisti”: di certo una sensibilità liturgica nel clero e nel popolo non la si ricostruisce a botta di multe o di condanne. Né la si ricostruisce così, da un giorno all’altro. Ci vuole tempo. Poi onestamente in Italia la situazione non è così catastrofica. Sono tanti i preti che celebrano secondo le norme del messale, e sono parecchi i preti che celebrano bene; seguire le norme è condizione necessaria per celebrare bene, ma non sufficiente. Molti abusi sono solo ignoranza liturgica, (azzardo?) anche in buona fede. Poi ovviamente ci sono casi da riprendere. Sarebbe interessante fare esempi concreti a riguardo, chi sono questi abusatori?.
In tema di liturgia cmq non credo al mito del pre-Concilio, come non credo al mito del post-Concilio. Come se prima del Concilio non c’erano preti che celebravano male, anche seguendo alla lettera le rubriche.
A ben vedere nella Chiesa gli abusi di qualunque genere (allargo il discorso) ci sono sempre stati, gli apostoli teste vuote ci sono sempre stati. E l’approccio della Chiesa in ogni caso è sempre saggio, non debole e vigliacco, ma giusto e saggio. Penso a BVI che ha incontrato Fellay, come ha incontrato Kung (che io per le sue esternazioni su GPII manderei a raccogliere pomodori, meno male che non sono papa!). La Chiesa ovviamente ha il dovere di riprendere, ma non è bene secondo me metterla in toni “forcaioli”.
C’è tanta sporcizia nella Chiesa, quanta! Il Papa lo sa e lo ha detto! Sporcizia meno sudicia (come gli abusi liturgici) e sporcizia schifosa (come gli ultimi casi brasiliani di molestia).
Anche tra gli apostoli c’era sporcizia: Giuda credete che Gesù non sapesse di che pasta era fatto? Giuda doveva essere proprio un cesso di persona: rubava dalla cassa comune, era avaro (è Giovanni a riferircelo), ha tradito e venduto un Amico. Gesù sapeva chi era Giuda: arriverà a dire che sarebbe stato meglio per lui se non fosse mai nato! Eppure non lo mette alla berlina davanti agli altri apostoli, non lo caccia via: nessuno degli undici sospettava di lui quando Gesù dice loro che uno l’avrebbe tradito, nessuno pensava a Giuda. Gesù conosceva Giuda, ma non lo mette alla gogna di fronte agli altri: quante volte in privato gli avrà detto “Giuda, perché rubi dalla cassa?” o “Giuda, ma cos’hai in mente?”. Gesù nel suo rapporto con l’uomo, con il singolo uomo è paziente, giammai forcaiolo. Questo è il metodo di Gesù e questo è il metodo della Chiesa.
C’è tanto da imparare dalla delicatezza della Chiesa, che è madre davvero.