CORRIERE DELLA SERA
ROMA - Il presidente di An Gianfranco Fini dice sì alla possibilitá di rieleggere alla presidenza della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. «Il giorno delle elezioni - spiega il vicepremier in un'intervista a Qn- gli italiani decideranno chi deve governare, e se, come spero, vinceremo noi , dal giorno successivo affronteremo il problema di come contribuire all'elezione o alla rielezione del presidente della Repubblica». Parole che fanno ipotizzare un nuovo mandato per Ciampi. «Certo -ribadisce Fini- ho detto rielezione, no?».
Con il vicepremier è schierato tutta An. Adolfo Urso viceministro alle Attività Produttive e membro dell’ esecutivo di Alleanza Nazionale lo spiega chiaramente: «L'età - sottolinea Urso - non è certo un freno e quel che conta sono i risultati: il bilancio del settennato è nettamente in positivo». Anche l'Udc non scarta l'ipotesi di un Ciampi bis. «Il futuro Parlamento - spiega Bruno Tabacci - ha il compito di decidere il successore di Ciampi. Ovviamente si parte da Ciampi». Il segretario centrista Lorenzo Cesa usa gli stessi toni: «Se si riproporrà una candidatura del presidente della Repubblica Ciampi - afferma il leader centrista - l'Udc non potrá che valutarla positivamente, in coerenza con l'atteggiamento di grande apprezzamento assunto in questi anni dal partito rispetto all'operato del capo dello Stato».
Nella maggioranza è la Lega a bocciare la proposta finiana. «Non ne abbiamo mai parlato, non so cosa dice al proposito la Lega», glissa il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. E Roberto Calderoli: «Fisiologicamente ritengo che una persona dia il massimo tra i 40 e i 70 anni e che quindi ci si debba concentrare nell'ambito di questa fascia». Meno diplomatico Borghezio: «Un Ciampi bis? Le cattive notizie non bisognerebbe mai darle quando si è riuniti in maniera festosa. Con tutto il rispetto che noi abbiamo verso la figura ottuagenaria del Capo dello Stato - ha aggiunto - io penso che il dottor Ciampi meriti di riposare e di godersi in tranquillità le sue favolose pensioni».
Timida apertura dalla sinistra. Per il presidente dei ds Massimo D'Alema «da Fini è arrivato un segnale di buona volontá, e come tale lo apprezzo. Ma non penso che si possa aprire un dibattito sulla testa del capo dello Stato, che è in carica nella pienezza dei suoi poteri: un dibattito che giudico inappropriato». Vannino Chiti, coordinatore della segreteria nazionale della Quercia va oltre: «Per una volta su un punto sono d’accordo con il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini. E' giusto che alle prossime elezioni politiche i due schieramenti non vadano con ticket per il Quirinale». Più freddo il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, giudica «inopportuno» ogni riferimento ad una possibile rielezione di Ciampi al Quirinale «Il Capo dello Stato - osserva Rutelli - è il Capo dello Stato ed è bene che sia tenuto fuori dalle polemiche politiche».
19 novembre 2005




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