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    Predefinito Ricercato il padrone del Jerusalem Post

    Maurizio Blondet
    19/11/2005

    TORONTO - Patrick Fitzgerald, il procuratore speciale che indaga sulla cricca di potere della Casa Bianca, ha spiccato un mandato di cattura contro Lord Conrad Black.
    Black, ebreo, è il proprietario del colossale gruppo editoriale Hollinger, che possiede vari giornali neocon: dal Jerusalem Post (molto vicino al Likud) al Chicago Sun-Times (su cui scrive il neocon cattolico Robert Novak), dal Telegraph di Londra a vari quotidiani in Canada.
    L’accusa non è di tipo politico né giornalistico.
    Si tratterebbe di atti di delinquenza economica, «di grossolani abusi» commessi nella gestione dell’impero Hollinger, di riciclaggio di denaro sporco e del saccheggio della stessa Hollinger da parte dei suoi padroni e dirigenti.



    A quanto pare, tutto nasce dall’incriminazione dell’ex editore del Chicago Sun Times, David Radler.
    Radler si è dichiarato colpevole ed ha accettato di collaborare con la giustzia, e sembra abbia fatto luce su due ditte di Black, la Moffat Management Inc. e la Black-Amiel Management Inc., con sede nel paradiso fiscale delle Barbados: da lì sarebbe avvenuta l’attività di riciclaggio.
    Ora sulla sporca faccenda indaga anche la SEC, l’ente di controllo della borsa di New York.
    Il fatto interessante è che nel consiglio d’amministrazione figura Richard Perle, il padre di tutti gli ebrei neocon; l’uomo dell’American Enterprise, nonché il capo del Defence Policy Board, lo strano gruppo di «consulenti privati» del Pentagono, protetti da Wolfowitz e da Rumsfeld, che ha confezionato le false accuse contro Saddam sulle armi di distruzione di massa, e orchestrato l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq.



    Non è la prima volta che Perle, ebreo, viene sorpreso con le mani in pasta nel sottomondo tra politica e affari.
    Nel 1970 l’FBI lo intercettò mentre forniva al telefono informazioni segrete all’ambasciata di Israele (allora Perle faceva il portaborse per il senatore Scoop Jackson).
    Ora che quel tradimento è diventato la politica ufficiale USA, e Perle è diventato potente al Pentagono, questo signore ha aperto una sua ditta di consulenza, la Trireme Partners (altro socio è Kissinger), che traffica in commesse militari.
    Per esempio: da «consulente privato» del Pentagono, ha indotto la US Air Force, che stava per acquistare degli Airbus da adattare ad aerei-cisterna, a preferire invece dei Boeing.
    Guarda caso, è risultato che la Boeing ha iniettato parecchio capitale nella Trireme Partners; e un ufficiale dell’Air Force addetto all’ufficio-acquisti, Darleen Druyen, è stato incriminato insieme a vari dirigenti della Boeing per frode contrattuale.



    Il procuratore che ha incriminato Darleen e la Boeing è Paul McNulty, che ha in mano un altra scottante pratica di spionaggio: quella che ha visto il funzionario del Pentagono Larry Francklin dichiararsi colpevole di aver passato documenti riservatissimi a due altri esponenti della lobby ebraica in USA, l’American Israeli Public Affaire Committee (AIPAC).
    Come noto, questa faccenda ha un risvolto italiano: Franklin e Michael Leeden hanno avuto contatti col nostro SISMI per la faccenda dell’uranio del Niger, la falsa prova che Saddam aveva armi di distruzione di massa.
    Ecco perché l’incriminazione di Conrad Black per delitti comuni diventa interessante: coinvolge l’intera rete neocon e del Likud in America.

    Altri nomi nel consiglio d’amministrazione della Hollinger sono: Henry Kissinger; Jim Thompson, ex governatore dell’Illinois e membro della Commissione sull’11 settembre che tante verità ha insabbiato; e Barbara Amiel, moglie di Conrad Black: una fiera sostenitrice del Likud in Israele, che nel 2003 proclamò che Arafat doveva essere assassinato.
    Conrad Black ha rinunciato alla cittadinanza canadese quando la regina lo nominò Lord e dunque è membro della Camera dei Pari di Londra; sicuramente ora si rifugerà nella sua vera patria, Israele, per fuggire al mandato di cattura spiccato dall’Interpol.
    Israele non estrada mai i criminali, se ebrei.
    Altro particolare interessante: nel 2003 una finanziaria famosa intavolò trattative con la Hollinger per comprare tra il 25-40 % del gruppo editoriale di Black.
    Questa finanziaria è la Carlyle, la banca d’affari di Bush padre e dei suoi ex-ministri.
    Ciò dà un’idea degli intrecci fra la politica e gli affari del neo-imperialismo americano.



    Le inchieste di Fiztgerald (sul CIA-gate) e di McNulty (sullo spionaggio pro-Israele) sembrano sul punto di congiungersi.
    Anche perché Fitzgerald, oltre a Bob Woodward, ha messo sotto interrogatorio un altro giornalista dell’ebraico Washington Post: Glenn Kessler.
    Questo Kessler è stato intercettato dall’FBI il 1 luglio del 2004 mentre discuteva con i due membri dell’AIPAC ora incriminati come spie, Rosen e Weissman, su come ottenere le informazioni riservate che, poi, furono fornite da Larry Franklin.
    A questo pare, anche Kessler era disposto a commettere l’atto di tradimento, ma fu preferito Franklin.
    Dunque si sta rivelando che importanti giornalisti non solo erano in combutta con la Casa Bianca per coprirne gli atti più sporchi, ma persino disposti allo spionaggio per lo Stato sionista.
    E’ questa ormai, quella che Massimo Teodori chiama «la stampa più libera del mondo».

    Maurizio Blondet




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    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Temo che prima o poi, Patrick Fitzgerald possa essere vittima di qualche "incidente" stradale.....

  3. #3
    El Criticon
    Ospite

    Predefinito Speriamo proprio ...

    In Origine Postato da Totila
    Temo che prima o poi, Patrick Fitzgerald possa essere vittima di qualche "incidente" stradale.....
    ... di NO ... è una delle poche ultime speranze che gli USA riescano finalmente a trovare il modo di neutralizzare quegli stramaledetti, ultra satanici neocons del ...

 

 

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