Preghiera del Padre, ad ogni sacerdote che si ritiene superiore alla Chiesa:
Caro Prete, mi rivolgo a te che sei colui al quale ho consegnato ogni potere, sei colui che detiene la speranza per l’umanità intera affinchè con la tua umanità, intrecciata indissolubilmente a quella del mio diletto Figlio Gesù Cristo, tu possa penetrare nei cuori degli increduli per restituire loro quell’”alito di vita” e di profonda compassione, affinchè l'uomo a te affidato possa imparare ad ascoltare la mia voce per mezzo della tua e non continui l'uomo, a farsi trascinare nei tatticismi e negli intrighi di dottrine perverse.
Tu, prete, m'invochi di cambiare la Chiesa, ma oggi sono io che chiedo a TE di spogliarti di quella superbia che ti rende inconsapevole della confusione che semini. Chiedi a me che gli altri, e che i tuoi superiori siano umili e semplici, ma non ti accorgi che tu per primo non sei umile nei confronti dei tuoi superiori e neppure semplice. Mi chiedi che il tuo superiore ti sia compagno di vita, compagno di strada, ma non ti accorgi che tu stesso lo hai abbandonato con la tua disobbedienza, tu stesso hai dimenticato che è stato lui, il tuo superiore a darti il mandato e che per questo mandato tu facesti a suo tempo delle promesse che non hai mantenuto a cominciare dall'obbedienza. Mi chiedi che il tuo superiore somigli al mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto, ma non ti accorgi che tu stesso, Alter Christi, non fai altro che personalizzare il Vangelo, non fai altro che pretendere che le tue idee siano da me e dagli altri ascoltati. Hai forse dimenticato che per ridare la vita al mondo occorre che tu per primo dai la tua vita per il mondo senza inutili contestazioni?
Mi chiedi che il tuo superiore abbia il coraggio di incarnarsi nella storia degli altri, eppure sei stato cieco di fronte agli ultimi Vescovi che ti ho mandato, non hai saputo vedere nella loro missione il volto del mio Figlio Diletto, come pretendi di vedere Cristo negli altri che credi di poter salvare con le tue idee innovative? Mi chiedi che il tuo vescovo abdichi alla Verità assoluta che secondo te schiaccerebbe e ucciderebbe l'uomo, dimenticando forse che è proprio per difendere la Mia Verità il Mio Figlio Diletto morì sulla Croce, come puoi chiedermi una aberrazione del genere, tu prete, che sei stato chiamato a difendere la Verità con la tua stessa vita? Perchè piuttosto non mi invochi per chiedere di te stesso il bisogno di incontrare e nutrirti della Verità che è Gesù Cristo?
Sei arrivato a dire che Io, Dio, "non ho un nome", dici che posso assumere il nome dei volti e delle storie degli emarginati di questo mondo e dici pure che nessuno detiene la verità di Dio e può pretendere di possederla, mio caro Prete finirai per farmi credere di non esistere io stesso e di essere qualsiasi cosa, anche un albero, anche una scimmia. Le tue aberrazioni costarono a suo tempo il preziosissimo Sangue del mio Figlio Diletto attraverso il quale mi sono rivelato in tutto splendore e magnificenza, potenza e grazia, onore e gloria e tutto ho fatto in modo che fosse riversato nella Chiesa, Corpo glorioso del Risorto affinchè la Verità potesse essere conservata, tramandata, insegnata, questa Chiesa dalla quale tu stesso provieni, prima che la carne ti facesse dimenticare l'obbedienza allo Spirito Santo attraverso il quale Insegno, suggerisco, ammonisco, perdono....
Mi chiedi di far scendere i tuoi superiori nei bassifondi della storia, che abbandoni i palazzi del potere, che non viva più in Vaticano, per te luogo del potere curiale, come mai mi hai chiesto in passato di risolvere alcuni tuoi problemi legati all'alloggio, al lavoro, alla salute, alla casa, al gregge che volevi proteggere? Quando mai Io non mi sono servito di tutte queste cose per mandare avanti il mio progetto? Davvero lo conosci? Come mai non hai nulla da dire sulle agevolazioni che hai da quando sei diventato prete? Come mai non restituisci lo stipendio al Vaticano dal quale parte l'ordine per il tuo sovvenzionamento e per la tua sopravvivenza? Dici che non "abbiamo bisogno di un Papa con strutture forti e apparati pesanti, proprie dei sovrani e dei potenti, ma di un Papa che si spogli di tutto quello che lo separa e lo divide dalle persone, che sappia lasciare tutto ciò che lo rende ricco e possa concedersi l’unica ricchezza possibile per chi si fa servo, quella in umanità", ebbene caro prete contestatore ti chiedo: hai fatto tu altrettanto? Ti ho forse scelto al sacerdozio per rivolgermi queste preghiere? Potrei rendere il papa come tu chiedi, a patto che tu insegni alla comunità che ti è stata affidata a fare quanto avveniva nelle prime comunità riportato in Atti 2, 42-47, te la senti di prenderti questo impegno e di lasciare a Me il compito di risolvere problemi che non sei stato incaricato di portare avanti?
Tu prete contestatore dici a me che sei stanco dei troppi orpelli dei luccichii, degli ori che appesantiscono la mia casa, e dici anche che è arrivata l’ora che il Papa impari a vivere nella povertà senza ostentazioni, ma ora ti faccio osservare caro prete che tu vivi meglio di un Papa. Il Papa vive di scenografia perchè questa è la realtà del mondo al quale tu e lui appartenete "Siete nel mondo, ma non siete del mondo" e l'onore che viene tribuito al Papa è attribuito a Me, ma mentre il mio Vicario con umiltà accetta e si rende egli stesso un prigioniero del sistema del mondo perchè non è possibile fare diversamente senza creare in un modo o nell'altro lo scandalo dal momento che nessuno sarebbe mai soddisfatto, in verità egli è assai più libero di te, perchè nell'obbedienza accetta, nella sua missione egli vive una povertà perchè non possiede nulla di quel che vedi, è materia che resta nel mondo. Piuttosto dimmi chi è che paga la benzina con la quale alimenti la tua macchina, chi è che paga l'assicurazione, chi ti paga i vestiti? Come mai non mi denunci anche i tuoi averi e non mi denunci lo sfarzo che vivi nel tuo ruolo e nella tua dimensione?
Mi implori affinchè questo Papa sia capace di Vangelo, testimone e profeta di un Vangelo possibile per tutti, che sappia piangere con chi piange, ridere con chi ride, soffrire con chi soffre, mi chiedo dove hai vissuto fino a quest'oggi! Anzi ti chiedo: DOVE HAI MESSO L'ABITO CON IL QUALE UN GIORNO FOSTI CONSACRATO AL MIO SERVIZIO? Dove hai lasciato il Vangelo? Dove sono andate le tue lacrime quando dei missioanri della Chiesa sotterranea in Cina venivano uccisi per obbedienza al Vangelo e fedeltà al Papa? Dove le tue lacrime quando vescovi fedeli alla Chiesa per mezzo del mio vicario sono stati assassinati? Come fai a dire a Me di amare il tuo prossimo quando per primo non ami la tua Chiesa e non apprezzi i sacrifici dei tuoi superiori?
Mi chiedi che questo Papa sia capace di perdono, mi chiedo quanto perdono tu sia stato in grado di elargire ai tuoi superiori!
Mi chiedi che questo Papa non vi riempia di encicliche, e come pretenderai di capire il Vangelo?
E che cosa pretendi se tanto alla fine non solo non hai letto nulla del Magistero, ma eviti sempre di applicarlo nella tua vita? Ma che cosa vai cercando se poi pretendi di insegnare al gregge che non ti appartiene, ma che ti è stato affidato in custodia, di insegnargli un tuo magistero personalizzato?
Potrei continuare, ma posso dire che sono stanco?
Che sono stanco delle vostre lamentele di preti modernisti, stanco di mandarvi Santi e che quelli come te non solo non ascoltano, ma non fanno neppure ascoltare. Stanco ma non affranto e non avvilito grazie proprio al sacrificio di tanti sacerdoti che mi implorano, insieme ai laici, di perdonarvi continuamente, di santificarvi, di illuminarvi, preghiere che salgono al mio Trono di uomini e donne che chiedono la protezione per il Papa e credimi, prete contestatore, sono molti di più coloro che amano il Papa di quanti come te invocherebbero la fine della Chiesa per innalzarne un altra, la tua!
A Te, prete contestatore, Amato da Me fino all'estremo sacrificio della vita, offro nuovamente la mia promessa e la mia fedeltà per l’impegno che ti ho dato di portare il mio Spirito nel mondo affinchè a tutti venga dato di conoscere il Vangelo della vera libertà e della vera pace del mio diletto Figlio, Gesù .
Buon viaggio, prete da me tanto amato, potrai sempre rivolgerti a Me quando vuoi, ma nel frattempo, prova a mettere in pratica le promesse che hai fatto quando il Papa, per incarico dei tuoi superiori ti dava il mandato per esercitare nella collegialità e nell'obbedienza, l'educazione cristiana del gregge che, ricordalo sempre, non ti appartiene e se puoi, prega di più davanti al Tabernacolo, piega le tue ginocchia davanti al Santissimo, testimonia lì il luogo della mia reale presenza, dai tu per primo la testimonianza all'obbedienza. Con le vecchiette della tua comunità non perdere tempo in pettegolezzi inutili, prega con loro il Rosario, dove l'hai messo? E' troppo tempo che non ti vedo adorare il tuo Dio in Spirito e verità, è troppo tempo che vedo celebrare l'Eucarestia come se fossimo ad un teatro, senza più quella riverenza e quell'ossequio che dovresti donarmi, forse sei troppo preso con le attività sociali, quelle lasciale ai laici. Non ti ho chiamato per fare di te un assistente sociale, ma perchè tu diventassi un Alter Christi…
Ti benedico con affetto tuo Padre, nel Figlio enello Spirito Santo.
Amen.”
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