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  1. #61
    megaelleno
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    Unhappy Un'amara constatazione

    Evidentemente, tradizionalismo romano e filorisorgimentalismo sotto molti aspetti si identificano.

    E addirittura si inneggia a Cavour.

    http://www.politicaonline.net/forum/...0&pagenumber=1

    Sono costernato.

    E mi dispiace.

  2. #62
    Sparuta minoranza
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    Predefinito Re: Un'amara constatazione

    In Origine Postato da =DADOUKOS=
    Evidentemente, tradizionalismo romano e filorisorgimentalismo sotto molti aspetti si identificano.

    E addirittura si inneggia a Cavour.

    http://www.politicaonline.net/forum/...0&pagenumber=1

    Sono costernato.

    E mi dispiace.
    Ciò che si vuole ricordare e commemorare sono le idealità presenti nel nostro Risorgimento che ha permesso il ritorno ad un'Italia augustea e dantesca, ghibellina e federiciana...

  3. #63
    Sparuta minoranza
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    In Origine Postato da Mjollnir
    Invece vi assicuro che è stata detta...anzi, scritta. Non vi dico da chi per evitare polemiche di tipo personale.

    Forse sarebbe bene citare la fonte perchè da quanto ricordo io (e sempre che tu ti riferisca al forumista che ho in mente) scrisse ben altre cose...

  4. #64
    megaelleno
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    Predefinito Re: Re: Un'amara constatazione

    In Origine Postato da Satyricon
    un'Italia augustea e dantesca, ghibellina e federiciana...
    Davvero la vedi così?

  5. #65
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    Io non arriverei a questi livelli, ma mi limiterei ad evidenziare l'importanza sacrale dell'Unità, senza troppi giri di parole (ché già se ne son spese assai...)

  6. #66
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    Predefinito

    In Origine Postato da Helios
    Io non arriverei a questi livelli, ma mi limiterei ad evidenziare l'importanza sacrale dell'Unità, senza troppi giri di parole (ché già se ne son spese assai...)
    1)Roma conquista legittimamente e Sacralmente la sovranità dell'Italia.

    2) Augusto (Autorità Legittima di un Iniziato Gran Ierofante Pagano, Pontefice Massimo e Signore dell'Egitto) ne sacralizza i confini, la distingue dal resto del Orbe, l'Affida ad una amministrazione Senatoria ALTRA dal resto dell'Impero, (diciamola tutta) con grandissima autonomia amministrativa e fiscale ai Municipi e le Regiones, che delinea Lui stesso riconoscendo le varie peculiarità e varietà dell'Italia.

    Quanto sopra, dal momento che è stato compiuto da una Autorità perfettamente tradizionale, perfettamente in contatto con i piani superiori, secondo Riti e Azioni Efficaci, non vedo come un pagano, qualsiasi, possa non riconoscere quanto sopra, dal momento che i cambiamenti successivi avvengono per mano galilea e non Sacramentale, avviene la 'conversione' avviene la 'malattia' allogena che ha steso un incrostazione pustolosa su tutta l'Europa.

    Secondo me questo dato è molto più importante a livello della famosa Koinè religiosa "Italica", più che nella situazione politica ed amministativa dello stato moderno.

    E' evidente che dietro e aprescindere i torbidi di COME si è vericata recentemente l'Unificazione, c'e' chi ci ha visto un SEGNO, e chi no. E' una questione soggettiva.

    Chi vi ha visto un Segno, prescinde dagli umani o dalle pedine utilizzate, e vede ( inutile girarci intorno) DIETRO LE QUINTE, un disegno degli Dei.

    Si può avere opinioni discordi su questo, tra pagani genuini. MA NON CREDO si possa rinnegare il punto 1 ed il punto 2.

    Saluti,

    FRVMENTARIVS
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  7. #67
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    No, io non disdegno nulla, anzi concordo nelle linee generali col tuo discorso, figurati, lo sai benissimo. Solo invitavo a prendere + in considerazione il dato sacrale dell'Unità realizzata e meno tutto il resto, tutto qui. Sai bene che valuto positivamente, nel complesso, il Risorgimento e che, come te, vi scorgo un disegno dai contorni ben definiti, ma che spesso e volentieri a noi sfuggono, poiché piace al Divino manifestarsi attraverso vie sottili, a noi spesso incomprensibili, o comprensibili solo a metà.
    Saluti.

  8. #68
    Sparuta minoranza
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    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS=
    Davvero la vedi così?
    A mio parere l’unica scaturigine possibile di un'azione che riscatti i mali che affliggono la penisola è il recupero della piena consapevolezza della nostra Tradizione italico-romana sotto ogni aspetto (politico, culturale, spirituale); dietro gli eccessi e gli abusi del processo unitario (che nessuno ha mai negato o minimizzato) esistono sostanziosi frammenti di idealità e principi a noi cari che lo riscattano e che ne salvaguardano di diritto l’esistenza.

    Ti invito quindi, amichevolmente s’intende, a ritrovare queste scorci sapienziali e tutta la “metafisica dei luoghi” connessa alla ritrovata Unità e alla fine dell’odioso regime Papale e dei governi clerical/reazionari.
    Secondo il Picatrix, che dice di derivare da fonti caldee, un talismano (cioè un oggetto prodotto con volontà demiurgica) rappresenta un mezzo d’attrazione di ben precise essenze spirituali, effluvi astrali che vanno propiziati con preghiere, inni, profumi e sacrifici in specifici e ben determinati luoghi.
    Plutarco ci narra della potenza oracolare manifestata dal santuario di Delfi come di una forza vivente e dimorante nel luogo: la leggenda popolare vuole che fosse un capraio, immagine di Saturno (divinità cara noi cara!), Koretas, il primo a sperimentare la potenza e la sacralità del luogo.

    Come si può pretendere che si rimanifesti ciò che è occultato se i suoi luoghi sacri sono occupati e usurpati dai suoi nemici?

    Un saluto

  9. #69
    megaelleno
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    Lo scandalo suscitato da questo argomento e gli strascichi prodotti anche in altri fora, dove si è dato fin troppo fiato alle voci, dimostrano quanto finora determinate associazioni di idee siano state date per scontate ed automatiche. Argomento che merita il giusto peso, ma non primario in un cenacolo di tradizione gentilizia, essendo le contingenze storiche passibili di essere interpretate da ciascuno secondo le proprie conoscenze e inclinazioni (soprattutto quando gli effetti sono ancora drammaticamente tangibili) e non secondo i diktat degli epigoni di questa o quella tradizione, ovvero richiamandosi al principio di autorità (l’ha fatto Lebano, l’ha detto Evola, l’ha scritto Kremmerz). Le seguenti considerazioni sono perciò svolte liberamente, nel rispetto e nella stima per i tradizionalisti romani e per tutti coloro che scrivono nel forum.

    La posizione dei tradizionalisti romani è comprensibile: ponendo essi Roma al centro dell’Italia anche sotto l’aspetto metafisico, scorgono nel cosiddetto risorgimento un mezzo, seppure imperfetto, per realizzare un fine, l’”unità nazionale”. Il fine giustifica quindi i mezzi (in questo caso li “santifica”, direbbe Stirner). Per taluni poi, simile giustificazione si estende anche a personaggi decisamente indifendibili o di infima statura: capisco e rispetto chi conduce in tal modo le proprie tesi alle estreme conseguenze.
    Tutto questo ammesso, e non concesso, che Roma debba essere un Centro Eterno e soprattutto il centro di una nazione. Concezione comprensibile questa, ma non necessariamente inconfutabile e soprattutto non obbligatoria, per un Gentile italiota.
    Roma è stata per la civiltà d’Occidente un Centro, e lo fu certamente durante l’età del ferro, ma per altri l’Unico ed Eterno Centro di irradiazione della Luce Ammonia e Olimpica era e resterà sempre l’Eritrea Thalassia, omphalos della Grecia Maggiore (aspetto non ignoto a Virgilio, negli ultimi suoi anni).

    Fatto questo preambolo, crolla anche il presupposto di quanti rilasciano patenti di ortodossia e scagliano accuse di eresia contro chi non compie il prescritto auto da fé, in base al quale essere “pagani”, “tradizionalisti romani” e “unitaristi filorisorgimentali” diviene processo automatico e dimostrato.

    Queste brevi considerazioni bastano già, da sole, a destituire chiunque intenda salire in cattedra ad additare gli eretici, affrettandosi a giudicare “singolare” e “strano” che un pagano possa contemporaneamente avere simpatie (non filìa, ci si intenda bene su questo termine) per le vicende di un Regno autonomo (e non “dominio straniero”, si badi) e florido (con una dinastia molto meno “straniera” e rapace di quella ad essa succeduta), mentre tali simpatie, invece, dovrebbero riguardare inevitabilmente i “clerical-reazionari”.

    In tal modo il presupposto teoretico di chi dall’alto della propria cattedra si autopromuove “vero” pagano e qualifica gli altri “sedicenti”, cessa di essere assoluto. Scendendo comunque sul piano delle contingenze storiche, mi limito a constatare che alcuni di coloro che inneggiano al risorgimento, non tutti, dimostrano una conoscenza dei fatti risorgimentali incompleta o distorta (il che è dovuto probabilmente alla non-centralità dell’argomento per i Gentili), sovente appannata dal velo dell’agiografia.
    Non entrerò nel merito, ma la bella favoletta degli italiani che arrivano a liberare altri italiani dallo “straniero” sarebbe ben credibile se questi eserciti occupanti non fossero arrivati solo per fare gli (ambigui) interessi del proprio Stato, esprimendosi in piemontese, quando non in francese, a fucilare inermi, a radere al suolo paesi, a trucidare e saccheggiare.
    E’ necessaria davvero una potente fantasia nel vedere i soldati di un esercito straniero sparare sui propri soldati, quando non sui propri antenati, e immaginarli “liberatori” da un “ dominio straniero” (definizione errata quando riferita alla dinastia borbonica duosiciliana, ma che diventa decisamente ridicola di fronte alle motivazioni addotte per dimostrare la maggiore “italianità” della casa Savoia rispetto alla casa Borbone)…
    Non ho parlato di secessione, mi pare, o di ritorno alla situazione pre-unitaria, tantomeno ho criticato il trascorso ruolo politico-sacrale di Roma: ma se ritengo che Ferdinando II abbia governato sul Sud meglio di tutti i re Savoia e di tutti gli amministratori repubblicani e mi rifiuto di inneggiare al risorgimento, o di farne addirittura uno strumento divino, credo di esprimere un’opinione legittima che non mi rende “meno pagano” o “meno genuinamente pagano” di un altro.

    In conclusione, prima di affannarsi nella ricerca di residui di “cristianesimo”, si presti attenzione anche ai propri phantasmata, e si riconsideri il passo del De Officiis in cui Cicerone (riprendendo Ecatone) chiede: se scopro che mio padre spoglia i templi degli Dei, devo denunciarlo?
    Mediti sulla risposta, e si chieda se ha davvero penetrato il nucleo delle religiones pagane, nel momento in cui acclama coloro che in nome di un’idea (che ieri fu il “popolo d’Italia”, l’altro ieri fu il “popolo di Dio”) hanno compiuto il massacro dei propri diretti antenati o il bombardamento indiscriminato della propria città …

  10. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS=
    Mediti sulla risposta, e si chieda se ha davvero penetrato il nucleo delle religiones pagane, nel momento in cui acclama coloro che in nome di un’idea (che ieri fu il “popolo d’Italia”, l’altro ieri fu il “popolo di Dio”) hanno compiuto il massacro dei propri diretti antenati o il bombardamento indiscriminato della propria città …
    Mi porgo allora una domanda. Io sono di Taranto, e mi considero -qualcuno riderà- diretto discendente della stirpe dei Partèni che questa città hanno fondato: il fatto che i Romani abbiano massacrato qualcosa come 300 rampolli dell'aristocrazia partena precipitandoli dalla Rupe Tarpea a causa del tradimento perpetrato dai reggenti della città che cercavano contatti segreti con l'Epiro in barba ai trattati con Roma, esclude in ogni modo che io possa rispettare l'idea incarnata in Roma e farne il motivo dominante della mia vita, considerato che quei 300 erano miei diretti Antenati?
    Estendendo il discorso. La politica 'espansionistica' romana nel Sud della Penisola ha comportato innumerevoli massacri sui campi di battaglia, Asculum, Malleuentum-Beneuentum, Taras stessa e via dicendo, tutti Italici, tutti miei Antenati, specialmente se si considera il caso delle colonie della Megale Hellàs con Taranto in cima per ovvi motivi, allora mi chiedo: in considerazione di tutto ciò, io non posso riconoscere in Roma la grande civilizzatrice, non posso scorgere dietro la sua politica espansionistica la grandezza della sua missione, sarei dunque un traditore della memoria dei miei Avi? ...

 

 
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