«Chi mantiene la parola va rispettato»
Bossi spiazza il Carroccio: Ciampi non è male
Sulla possibilità di un secondo settennato per l'attuale presidente, la posizione del leader leghista è tutto tranne che scontata
SESTRI LEVANTE (Genova) - Chi lo sa se si tratta di un’altra manifestazione del neomoderatismo di Umberto Bossi, finalizzata a guadagnare tempo prima di una decisione ancora da prendere. Oppure, un lasciarsi le mani libere in vista di una strategia già calcolata. Fatto sta che sulla possibilità di un secondo settennato per Carlo Azeglio Ciampi, la posizione espressa dal leader leghista («Non è male») è tutto tranne che scontata. Al punto da sorprendere anche lo stato maggiore leghista. Ancora ieri mattina, la Padania dedicava il titolo di apertura al capo dello Stato echeggiando la linea fornita da Mario Borghezio: «Lasciamo che il presidente si goda le sue favolose pensioni». Aggiungendo, sempre nel titolo, che «La Lega dice no alla proposta di Fini: non cambiamo idea». Il direttore lumbard Luigi Paragone definiva poi il presidente della Repubblica «un passato che speriamo non si rinnovi», prima di passare in rassegna i motivi del no: Ciampi come campione di «un’Europa delle banche e della finanza contro l’Europa dei popoli che invece piace a noi». E poi, la visione dell’euro «come miracolo raggiunto» contro quella leghista dell’euro come «sciagurata avventura a scapito delle famiglie». Il Bossi di ieri ha usato toni diversissimi. Forse non al punto da dire che la Lega ha cambiato idea, ma certamente ha sorpreso i suoi colonnelli. L’attuale presidente? «Non è male». Di più: «Non è che noi non lo vogliamo. L’altra volta non lo votammo, ma la Lega dovrà vedere». Il punto, secondo Bossi, è che «di solito si vota quello che ha più probabilità di essere eletto. Nella speranza che poi si ricordi di chi l’ha eletto».
Secondo il capo del Carroccio, tuttavia, la discussione è prematura: i nomi in campo «sono quelli soliti, da Berlusconi a Ciampi». Però, bisognerà vedere chi saprà meglio «attirarsi le simpatie dei partiti, perché alla fine sono loro che votano: e di solito questi conti li fanno bene». E dunque, quando «tra qualche mese» si arriverà al punto, «vedremo chi ha più possibilità». Del resto, l’attestazione di stima nei confronti del premier sembra volerlo inquadrare più come capo della coalizione e magari del prossimo governo che non come futuro inquilino del Quirinale: «Berlusconi è troppo simpatico. E poi, ha mantenuto la sua parola. E chi mantiene la parola va rispettato». Ma un suo sogno, il leader padano ce l’avrà pure... «Non faccio sogni di questo tipo - scherza lui - ma certo un presidente leghista...».
Corriere.it
M. Cre
21 novembre 2005




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