A Nassirya non sono morti invano. L’Iraq non accetterebbe che un beduino su un cammello gli insegni i diritti umani e la democrazia.In Iraq, noi siamo fieri della nostra civilizzazione. Questa la fiera risposta, un soffio rabbioso, del ministro degli interni iracheno Bayan Jabr, al principe e ministro .degli interni saudita Saud al-Faisal,che aveva recentemente dichiarato che la la politica degli Usa aveva profondamente settarizzato la tensione in Iraq, creando le condizioni per un egemonia iraniana. Se a qualcuno può sembrare assurdo che un ministro degli interni di un paese divorato da due guerre e da un embargo, si esprima così anche adesso, quel qualcuno è uno che non conosce i mussulmani che detengono il potere quando litigano tra di loro.
A me è piaciuta quella risposta, in quell’irruenza trovo che degli iracheni sono consapevoli di quanto hanno duramente conquistato, qualche rinnegato in Italia , vilipendia impunemente i nostri morti di Nassirya, non fa niente,ormai ci abbiamo fatto l’abitudine a certa gente. Saranno sepolti dalla Storia qeui pavidi.Quei nostri morti non sono morti invano.L’approvazione della Costituzione,attraverso il referendum votato il 15 ottobre a larghissima presenza elettorale vede che l’art.115 dà la possibilità di un autonomia regionale,con poteri realmente autonomi.I Kurdi avranno finalmente un loro stato.
Ayatollah Ali Kahmenei: «Quelli che fanno saltare in aria le moschee e assassinano gli sciiti non sono né sunniti né sunniti.Sono contro l’Islam »
La dominazione sunnita dell’Iraq è giunta al termine,gli ayatollah iracheni, sognano una futura unione con l’Iran ma,non è granché lungimirante il principe Saud al-Faisal, poiché è chiaro che la sua preoccupazione viene in virtù della quasi totale estromissione della minoranza sunnita minoranza sunnita, probabilmente chi lo relaziona, non ha capito che ormai l’Iran è spacciato, il partito iracheno pro-Iran, Supreme Council for Islamic Revolution in Iraq-SCIRI- controlla 9 delle 18 provincie irachene, Ali Khamenei è inaffidabile: gli Usa non permetterano mai ad uno Stato che minaccia l’umanità intera con il nucleare di poter estendere la sua influenza, per Washinton nefasta, anche in Iraq. Oggi 24/Novembre si parlerà appunto dell’Iran, all’IAEA, e piaccia o meno anche questo peserà sul piatto della bilancia.
Francesco Giuseppe Mangascià




Rispondi Citando
