Usa: la Camera boccia il ritiro dall'Iraq 403 voti contrari e solo tre a favore sulla risoluzione presentata dai repubblicani. Bush ai soldati: «Ci batteremo fino alla fine»
WASHINGTON - Con 403 voti contrari e tre a favore, la Camera dei Rappresentanti statunitense ha respinto la notte scorsa la proposta di ritiro immediato degli oltre 150mila soldati americani di stanza in Iraq.
NO AL RIENTRO - La risoluzione non vincolante era stata presentata dal Partito repubblicano in una mossa destinata a costringere i democratici ad uscire allo scoperto votando subito sul ritiro immediato delle truppe dopo che nei giorni precedenti più voci si erano alzate a favore di una scadenzata uscita delle forze dal paese. A pronunciarsi in tal senso era stato tra gli altri l'influente congressista John Murtha, pluridecorato veterano del Vietnam, che a suo tempo aveva votato a favore dell'intervento in Iraq. Posizioni duramente criticate dal presidente della Camera, il repubblicano Dennis Hastert, che ha definito Murtha ed altri esponenti democratici rappresentanti di una «politica di fuga». Obiettivo della mossa politica dei repubblicani, sottolineano gli analisti, è stato anche quello di dimostrare che i democratici sono divisi al loro interno sulle prospettive dell'impegno in Iraq.
«VINCEREMO» - Il tema del ritiro e quello della lotta al terrorismo è tornato nel discorso che Bush ha tenuto alle truppe americane nella base aerea di Osan, in Corea del sud. «Lotteremo contro i terroristi in Iraq e continueremo a combattere fino a quando non avremo conquistato la vittoria per la quale le nostre coraggiose truppe si sono battute ed hanno versato il sangue», ha detto il leader della Casa Bianca.
19 novembre 2005
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