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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito The Economist: Addio dolce vita

    ECONOMIST: ADDIO DOLCE VITA

    ITALIA IN LUNGO, LENTO DECLINO

    PAESE POTRA' SALVARSI CON ESTRO E INVENTIVA, MA SOLO CON RIFORME

    (ANSA) - MILANO, 24 NOV - Il settimanale inglese The
    Economist scatta una fotografia dell' Italia ''in un lungo,
    lento declino''. L'occasione per discutere del Belpaese e' il
    sondaggio speciale dal titolo 'Addio dolce vita', presentato
    oggi a Milano.

    Secondo lo studio pubblicato nel numero in edicola dal 25
    novembre, ''malgrado le sue tante attrattive, l'Italia e' in un
    lungo e lento declino. Rovesciare la tendenza richiedera' piu'
    coraggio di quanto i suoi leader politici sembrano possedere''.
    L'analisi condotta dall'Economist, in particolare da John Peet,
    autore dello studio, evidenzia non solo lo stato economico del
    Paese ma l'intera struttura fisica, definita in deterioramento,
    sia dal punto di vista degli standard scolastici (con nessuna
    Universita' compresa nella classifica delle prime 90 al mondo),
    sia dal punto di vista del tessuto sociale. ''La famiglia
    resiste ma il fatto che il 40 per cento degli italiani tra i 30
    e i 34 anni sia ancora in casa dei genitori non e' un segno
    felice''.

    Segnali negativi, secondo l' Economist, possono essere
    ritrovati anche ''nell'aumento dell'evasione fiscale e degli
    abusi edilizi, incoraggiati da ripetute amnistie, mentre il
    crimine organizzato e la corruzione restano forti,
    particolarmente al Sud''. Gli estensori della ricerca, infine,
    toccano il tasto della politica osservando come, entrambi gli
    schieramenti, centrodestra e centrosinistra, non appaiono pronti
    ad affrontare le necessita' del Paese: ''La verita' - viene
    puntualizzato - e' che nessuno dei due grandi raggruppamenti
    della politica italiana offre molte speranze a quelli che
    credono che il Paese abbia bisogno di grandi e dolorose
    riforme''. Sempre sul crinale tra politica ed economia l'
    Economist bacchetta anche la permanenza ai vertici della Banca
    d' Italia di Antonio Fazio osservando come ''la credibilita'
    della banca centrale sia stata fatta a pezzi dall' intransigenza
    del suo governatore''.

    Unico dato positivo, viene concluso dall' Economist, il
    declino non appare come necessariamente inarrestabile poiche' a
    lungo termine ''l' estro, l' inventiva e la creativita' degli
    italiani dovrebbero bastare per salvare un Paese che e' ancora
    ricco in tutti i sensi'' a patto che vengano affrontate le
    necessarie riforme strutturali. (ANSA).

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  2. #2
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    L'economist ha scoperto l'acqua calda. Ed è riuscito pure a inquinarla con una conclusione assolutamente priva di senso e di scientificità.
    Ma soprattutto, non ha colto che il vero problema è la completa assenza di progettualità sociale ed economica, che avrebbe potuto pensarsi solo a partire da una vera e organica riforma federalista.

  3. #3
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    Sono i buoni consigli del fondo monetario internazionale

  4. #4
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    Predefinito

    In Origine Postato da Liutprando


    ECONOMIST: ADDIO DOLCE VITA

    ITALIA IN LUNGO, LENTO DECLINO

    PAESE POTRA' SALVARSI CON ESTRO E INVENTIVA, MA SOLO CON RIFORME


    E' strano che tra i possibili rimedi, non sia stata citata la formidabile panacea costituita dall'immigrazione.
    Ci hanno sempre detto che gli immigrati significano ricchezza; che cosa si aspetta a farne arrivare alcune centinaia di milioni.........


  5. #5
    PADANIA NEL CUORE
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    sono analisi banali,qualsiasi individuo dotato di capacità intellettive medie arriverebbe a conclusioni simili ma molto più drastiche.
    L'estro e l'inventiva servono per gli spettacoli di pulcinella ma non bastano piùnell'era della concorrenza estema e della tecnologiae ricerca spinta.
    Povero Economist,anch'esso messo molto male.
    TIOCH FAID AR LA'

  6. #6
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Liutprando
    ECONOMIST: ADDIO DOLCE VITA

    ITALIA IN LUNGO, LENTO DECLINO

    PAESE POTRA' SALVARSI CON ESTRO E INVENTIVA, MA SOLO CON RIFORME

    (ANSA) - MILANO, 24 NOV - Il settimanale inglese The
    Economist scatta una fotografia dell' Italia ''in un lungo,
    lento declino''. L'occasione per discutere del Belpaese e' il
    sondaggio speciale dal titolo 'Addio dolce vita', presentato
    oggi a Milano.

    Secondo lo studio pubblicato nel numero in edicola dal 25
    novembre, ''malgrado le sue tante attrattive, l'Italia e' in un
    lungo e lento declino. Rovesciare la tendenza richiedera' piu'
    coraggio di quanto i suoi leader politici sembrano possedere''.
    L'analisi condotta dall'Economist, in particolare da John Peet,
    autore dello studio, evidenzia non solo lo stato economico del
    Paese ma l'intera struttura fisica, definita in deterioramento,
    sia dal punto di vista degli standard scolastici (con nessuna
    Universita' compresa nella classifica delle prime 90 al mondo),
    sia dal punto di vista del tessuto sociale. ''La famiglia
    resiste ma il fatto che il 40 per cento degli italiani tra i 30
    e i 34 anni sia ancora in casa dei genitori non e' un segno
    felice''.

    Segnali negativi, secondo l' Economist, possono essere
    ritrovati anche ''nell'aumento dell'evasione fiscale e degli
    abusi edilizi, incoraggiati da ripetute amnistie, mentre il
    crimine organizzato e la corruzione restano forti,
    particolarmente al Sud''. Gli estensori della ricerca, infine,
    toccano il tasto della politica osservando come, entrambi gli
    schieramenti, centrodestra e centrosinistra, non appaiono pronti
    ad affrontare le necessita' del Paese: ''La verita' - viene
    puntualizzato - e' che nessuno dei due grandi raggruppamenti
    della politica italiana offre molte speranze a quelli che
    credono che il Paese abbia bisogno di grandi e dolorose
    riforme''. Sempre sul crinale tra politica ed economia l'
    Economist bacchetta anche la permanenza ai vertici della Banca
    d' Italia di Antonio Fazio osservando come ''la credibilita'
    della banca centrale sia stata fatta a pezzi dall' intransigenza
    del suo governatore''.

    Unico dato positivo, viene concluso dall' Economist, il
    declino non appare come necessariamente inarrestabile poiche' a
    lungo termine ''l' estro, l' inventiva e la creativita' degli
    italiani dovrebbero bastare per salvare un Paese che e' ancora
    ricco in tutti i sensi''
    a patto che vengano affrontate le
    necessarie riforme strutturali. (ANSA).

    Sì vabè....pizza, mandolino, 'o sole mio...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da [email protected]
    L'economist ha scoperto l'acqua calda. Ed è riuscito pure a inquinarla con una conclusione assolutamente priva di senso e di scientificità.
    Ma soprattutto, non ha colto che il vero problema è la completa assenza di progettualità sociale ed economica, che avrebbe potuto pensarsi solo a partire da una vera e organica riforma federalista.
    CHE NOVITA'....PURTROPPO NEGLI ANNI 80 (CRAXISMO RICORDATE ?) ABBIAMO VISSUTO BEN AL DI SOPRA DELLE NOSTRE POSSIBILITA'....POI E' ARRIVATA TANGENTOPOLI....POI NESSUNO HA FATTO PASSI INDIETRO, ANZI ! SPENDERE, SPENDERE: FARE DEBITI PUR DI OSTENTARE....ALLA FINE SI PAGA DAZIO !!!

  8. #8
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    Predefinito

    Dove non arriva la saggezza degli uomini, arriverà la storia.
    Come si dice in Lega, la libertà e l'indipendenza sono certe.
    Ma col dentista e il suo entourage, purtroppo o per fortuna, non c'entreranno niente.
    C'entreranno piuttosto con le macerie da cui bisognerà ricominciare a ricostruire un diritto, una società, un'economia, una democrazia.
    La libertà sarà vissuta prima come dramma che come benedizione.
    Ma la Padania, quella vera, non ne avrà paura.

 

 

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