LONDRA - E' polemica a Londra per la censura di 'Tamerlano il Grande': la celebre tragedia cinquecentesca di Christopher Marlowe - che ha chiuso nei giorni scorsi al teatro Barbican con un grande successo di pubblico - e' nel mirino dei critici per il taglio di passaggi e riferimenti ritenuti potenzialmente offensivi per la comunita' musulmana.

La versione epurata diretta da David Farr - che ha anche adattato il dramma del celebre autore elisabettiano - infatti non ha incluso la scena in cui il protagonista brucia il Corano. Al posto del testo sacro islamico, ha preso fuoco sul palco un mucchio di libri anonimi.

Nel Tamerlano 'politically correct' di Farr inoltre alcuni passaggi su Maometto sono stati volutamente omessi: scomparsi dunque i passaggi in cui il guerriero dice che il profeta ''resta all'inferno'' o dove lo definisce ''non meritevole di adorazione''.

''Non penso che sia giusto mettere mano a un classico per motivi religiosi o di 'politically correct''', ha dichiarato al quotidiano britannico The Times, Terry Hands che diresse per la Royal Shakespeare Company 'Tamerlano' nel 1992. Charles Nicholl, autore del libro 'The Reckoning: the murder of Christopher Marlowe' si e' unito al coro di critiche affermando che una delle particolarita' del drammaturgo sono proprio i suoi ''interrogativi scomodi e provocatori diretti soprattutto a quanti avevano opinioni religiose dogmatiche''.

''Perche' l'Islam dovrebbe essere protetto dall'occhio inquisitore di Marlowe? Lui voleva deliberatamente essere provocatorio. Questo e' un po' un insulto nei suoi riguardi'', ha puntualizzato Nicholl.

Farr ha ritoccato il testo del dramma dopo gli attentati terroristici a Londra dello scorso 7 luglio. ''Le scelte che ho fatto sono personali riguardo all'enfasi che volevo mettere sui personaggi principali e non hanno nulla a che fare con la politica attuale'', aveva anticipato il regista a seguito delle modifiche da lui apportate, prevedendo forse l'arrivo di un polverone. Ma Farr potrebbe aver peccato di eccessiva sensibilita'. ''Nel contesto di una piece teatrale, non penso che quei passaggi avrebbero potuto offendere molte persone'', ha affermato Inayat Bunglawala, segretario dei media del Consiglio Musulmano britannico.


La follia dilaga...