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  1. #1
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    Predefinito Perchè il cane è un amico?

    Dite la vostra

  2. #2
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    Predefinito Re: Perchè il cane è un amico?

    In Origine Postato da Sant'Eusebio
    Dite la vostra

    Capisco che Pensiero abbia difficoltà a considerare come amico un animale, ma gli altri nulla hanno da dire?
    Vi sarà un motivo per il quale il cane viene generalmente riconosciuto come amico fidato e sincero del padrone, a differenza di altri animali, come ad esempio il gatto?!
    Saluti

  3. #3
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Sant'Eusebio
    Capisco che Pensiero abbia difficoltà a considerare come amico un animale, ma gli altri nulla hanno da dire?
    Vi sarà un motivo per il quale il cane viene generalmente riconosciuto come amico fidato e sincero del padrone, a differenza di altri animali, come ad esempio il gatto?!
    Saluti

    Il cane, la scienza ha scoperto perchè ci vuole bene


    di Paolo Mastrolilli


    NEW YORK Che il cane fosse il miglior amico dell’uomo lo sapevamo già, anche prima di Lassie, Zanna Bianca e Rin Tin Tin. Ora però ci si è messa pure la scienza, a spiegare come, quando e perché questo discendente del lupo selvaggio ha deciso di rinunciare alla carne umana, facendo lo sforzo di capirci e ubbidirci in cambio di una ciotola di cibo garantita. La mobilitazione degli studiosi è massiccia, a giudicare dall’ultimo numero della prestigiosa rivista americana Science, che ha pubblicato sulle stesse pagine ben tre ricerche distinte sui cani.

    La prima analizza il Dna dell’animale, per stabilire quando e dove è avvenuta la trasformazione genetica che lo ha reso così compatibile con l’uomo; la seconda utilizza ancora il Dna, per dimostrare che i cani americani vengono dallo stesso ceppo originale asiatico, e non si sono evoluti dai lupi locali; la terza, prodotta dalla famosa università di Harvard, fa addirittura una comparazione psicologica comportamentale, tra alcuni membri di varie razze canine e diversi esemplari di primati, per dimostrare come i primi sanno capire noi esseri umani meglio dei secondi, che pure sono nostri cugini e hanno facoltà intellettive generalmente superiori.

    Il primo studio, realizzato in Svezia dal Royal Institute of Technology ma originato in California, ha analizzato il Dna di 654 cani europei, asiatici, americani, e africani, più alcuni lupi, allo scopo di trovare inscritta nel materiale genetico la differenza che ha fatto di questo animale il miglior amico dell’uomo. Le ricerche condotte finora nel settore, facevano risalire la presenza di resti canini vicino agli insediamenti umani fino a 100 mila anni fa e oltre, e quindi si pensava che quello fosse stato il passaggio chiave dell’addomesticamento. Secondo gli scienziati svedesi, invece, il mutamento cruciale del Dna è più recente, e sarebbe avvenuto circa 15 mila anni fa.

    Gli uomini, all’epoca, cacciavano nello stesso ambiente dove vivevano le bestie più feroci e selvatiche. I lupi circolavano intorno agli insediamenti, perché speravano di recuperare i resti delle loro prede. Qualche uomo ha cominciato ad avvicinare i più amichevoli, per addestrarli ad aiutarlo nella caccia, oppure i lupi più furbi hanno capito che era molto più comodo lavorare alle dipendenze degli uomini, ottenendo cibo facile in cambio di un po’ di cooperazione. Fatto sta che negli animali più socievoli è cominciato un vero e proprio mutamento genetico, grazie al quale nel corso dei millenni si è evoluta la razza canina, diventando sempre più compatibile con l’uomo.

    Il cambiamento iniziale sarebbe avvenuto in Estremo Oriente, e qui subentra il secondo studio, che ha comparato il Dna dei cani americani con quelli asiatici. In sostanza questa ricerca, condotta dalla University of California su resti individuati in Messico, Boliva e Perù, è servita a dare coerenza all’intera teoria delle origini, perché ha provato che i migliori amici dell’uomo in America non si sono evoluti dai lupi locali, ma piuttosto appartengono al ceppo asiatico con cui era cominciato il processo di addomesticamento.

    In sostanza i primissimi uomini che migrarono da un continente all’altro, presumibilmente passando dall’Alaska attraverso lo stretto di Bering quando era tutto ghiacciato, se li portarono dietro perché ormai erano diventati un aiuto prezioso nella lotta quotidiana per la sopravvivenza.

    Una volta appurate le origini il terzo studio, realizzato ad Harvard dal ricercatore di antropologia biologica Brian Hare, ha analizzato gli effetti dell’addomesticamento. Hare ha confrontato il comportamento di alcuni cani e alcune scimmie, provando che i primi sono più portati a capire l’uomo, nonostante in senso assoluto siano meno intelligenti. Ad esempio ha messo del cibo in scatole inodore, segnalando poi ai due animali dove si trovava usando la voce, i gesti, e persino lo sguardo.

    Le scimmie, in genere, non capivano le comunicazioni dell’uomo, mentre i cani le intuivano subito, e trovavano la scatola col cibo anche se erano solo cuccioli mai addestrati prima. In pratica, secondo Hare, la selezione che gli esseri umani hanno fatto nell’arco dei millenni tra i cani più adatti a seguirli, ha prodotto un alleato perfetto per l’animale più pericoloso sulla faccia della Terra



    Sant'Eusebio un giorno o l'altro ti faccio secco

  4. #4
    Homo faber fortunae suae
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    da quando il cane è un amico, a me m' aggrediscono sempre

  5. #5
    Veneta sempre itagliana mai
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    Citazione Originariamente Scritto da Elendil
    da quando il cane è un amico, a me m' aggrediscono sempre


    forse perchè dimostri che hai paura

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da pensiero
    Sant'Eusebio un giorno o l'altro ti faccio secco

    Porca puttana! Per una volta che apro un sondaggio verosimilmente serio tu rispondi così?
    La domanda può sembrare banale, ma nasconde dubbi e perplessità
    Oggi vanno di moda serpenti o ragni, mentre un tempo si dedicava maggiore attenzione a cavalli o addirittura conigli, etc.
    Il gatto ha da sempre un suo ruolo privilegiato, ma è il cane ad aver conquistato stima e fiducia, oltre che eccezionale affetto, nell'uomo.
    Perchè il cane ha questo 'potere'?




    P.S. Pensiero, mica mi avrai ammazzato anche un cane?!

  7. #7
    Veneta sempre itagliana mai
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    Citazione Originariamente Scritto da Sant'Eusebio




    P.S. Pensiero, mica mi avrai ammazzato anche un cane?!

    non io...ma mio padre gli ha fatto un'iniezione letale al pastore alsaziano che avevamo oramai ammalato da tempo.....i suoi occhi tristi mentre sembrava capire cosa gli stava accadendo non li dimenticherò mai, non c'era cmq nessuna alternativa non so bene che tipo di malattia o virus avesse preso, ricordo però che giorno dopo giorno emanava un odore dal corpo insopportabile...a casa siamo arrivati ad avere fino a 5 pastori, dopo la morte di Whisky uno alla volta li abbiamo dati via e non ne abbiamo più avuti, da qualche tempo c'è la tentazione di prenderne un altro, vedremo se farlo perchè ti condiziona non poco e poi ti affezioni così tanto che se succede qualcosa stai male un sacco, mi sarebbe piaciuto scrivere di lui qualche ricordo ma solo al pensarci mi viene il groppo in gola


    Ode al cane
    di Pablo Neruda

    Il cane mi domanda
    e non rispondo.
    Salta, corre pei campi e mi domanda
    senza parlare
    e i suoi occhi
    sono due richieste umide, due fiamme
    liquide che interrogano
    e io non rispondo,
    non rispondo perché
    non so, non posso dir nulla.
    In campo aperto andiamo
    uomo e cane.
    Brillano le foglie come
    se qualcuno le avesse baciate
    a una a una,
    sorgono dal suolo tutte le arance
    a collocare piccoli planetari
    su alberi rotondi
    come la notte, e verdi,
    e noi, uomo e cane, andiamo
    a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
    nella campagna cilena,
    fra le limpide dita di settembre.
    Il cane si ferma,
    insegue le api,
    salta l'acqua trepida,
    ascolta lontanissimi latrati,
    orina sopra un sasso,
    e mi porta la punta del suo muso,
    a me, come un regalo.
    E' la sua freschezza affettuosa,
    la comunicazione del suo affetto,
    e proprio li' mi chiese
    con i suoi due occhi,
    perche' e' giorno, perche' verra' la notte,
    perche' la primavera
    non porto' nella sua canestra
    nulla
    per i cani randagi,
    tranne inutili fiori,
    fiori, fiori e fiori.
    E cosi' m'interroga il cane
    e io non rispondo.
    Andiamo uomo e cane uniti
    dal mattino verde,
    dall'incitante solitudine vuota nella quale solo noi
    esistiamo,
    questa unita' fra cane con rugiada
    e il poeta del bosco,
    perche' non esiste l'uccello nascosto,
    ne' il fiore segreto, ma solo trilli e profumi
    per i due compagni:
    un mondo inumidito dalle distillazioni della notte,
    una galleria verde e poi un gran prato,
    una raffica di vento aranciato,
    il sussurro delle radici,
    la vita che procede,
    e l'antica amicizia,
    la felicita'
    d'essere cane e d'essere uomo trasformata
    in un solo animale
    che cammina muovendo
    sei zampe
    e una coda
    con rugiada.


 

 

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