E si giustifica nel terrorismo dal tuo punto di vista?Citazione:
Originariamente Scritto da itloox
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E si giustifica nel terrorismo dal tuo punto di vista?Citazione:
Originariamente Scritto da itloox
Citazione:
Originariamente Scritto da itloox
Vatti a nascondere pagliaccio!!!! Uno è un assassino di professione che merita l'ergastolo...l'altro una vittima che stava per essere ucciso su una macchina da un vandalo con un estintore!!!!!!!!
Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani vennero accusati nel luglio 1988 di essere responsabili di un omicidio avvenuto 16 anni prima, nel 1972. A quel tempo essi avevano partecipato al movimento Lotta Continua, una delle più popolari formazioni nate dopo le contestazioni del "68, di cui Sofri era il maggior esponente e che si sciolse nel 1976. Nel 1988, Leonardo Marino, anch'egli ex militante di LC, raccontò ai giudici di essere stato una delle due persone che sedici anni prima avevano ucciso il commissario di polizia Luigi Calabresi davanti alla sua casa di Milano. Marino disse che a sparare al commissario era stato Ovidio Bompressi e che i due avevano ricevuto l'ordine di compiere l'omicidio da Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani. I tre vennero arrestati e poi scarcerati in attesa del processo e si dichiararono del tutto estranei all'accusa. La storia raccontata da Marino, alla prova di fatti e confronti, cadde da subito tra moltissime contraddizioni, incongruenze, smentite e rettifiche, la più plateale delle quali riguardò l'unico dato che riguardava Pietrostefani. Al processo, iniziato nel 1990, emerse poi casualmente che Marino aveva intrattenuto colloqui notturni e non verbalizzati con i carabinieri, molti giorni prima della sua presunta "spontanea" confessione. Il processo si concluse con le condanne a 11 anni per Marino e a 22 anni per le persone che aveva accusato, malgrado nessuna prova si fosse aggiunta al suo racconto.
Da allora si sono susseguiti otto processi, con esiti contraddittori. Le Sezioni Unite della Cassazione, nel 1992, hanno annullato le condanne, chiedendo che si trovassero dei riscontri seri alla versione di marino, o che si assolvessero gli imputati. Un processo d'appello, nel 1993, ha assolto tutti gli imputati, non credendo a Marino nemmeno per quel che accusava se stesso. Ma un giudice che aveva votato contro l'assoluzione ha stilato le motivazioni della sentenza in modo incongruo per ottenerne l'annullamento, cosa che è avvenuta.
Di un altro processo, nel 1996, sono emerse gravi pressioni e abusi del presidente della corte per ottenere la condanna degli imputati. Abusi sanciti da un'indagine della procura di Brescia, ma che non sono stati sanzionati in alcun modo.
Nel gennaio del 1997 Sofri, Bompressi e Pietrostefani hanno subito una condanna definitiva e sono entrati in carcere a Pisa. Marino ha avuto il reato prescritto senza scontare un giorno di carcere. I tre si sono consegnati al carcere, Pietrostefani addirittura tornando da Parigi dove lavorava. Per altri due anni e mezzo la loro difesa si è battuta per ottenere la revisione del processo, portando nuove e clamorose prove della falsità dell'accusa. La revisione è stata accettata nell'agosto 1999 e i tre scarcerati, dopo due anni e sette mesi. Bompressi era libero da pochi mesi per l'aggravamento della sua salute dovuto alla detenzione.
Al processo di revisione, svoltosi a Venezia tra la fine del 1999 e l'inizio del 2000, è stato dimostrato definitivamente il torbido percorso della "confessione" di Marino, nonché l'estraneità di Bompressi, e la fallacia dei sostegni delle sentenze di condanna. Ciò malgrado, i giudici veneziani hanno ritenuto di riconfermare le condanne, nello stupore di chi aveva seguito il processo e hanno ordinato il ritorno in carcere dei tre, ventotto anni dopo i fatti contestati.
Soprattutto in questi quattro anni la mobilitazione e le proteste contro questa incosciente ingiustizia sono cresciute e si sono diffuse.
saluti a tutti quelli che parlano, parlano e non conoscono 'na mazza.
L'omicidio del commissario Luigi Calabresi come un crocevia dei misteri d’Italia. Una tragica concatenazione di fatti collega, infatti, l’assassinio di Calabresi alla morte di Pinelli, all’eccidio di piazza Fontana, alla strage davanti alla questura di Milano e quindi alle trame dei servizi segreti, all’estrema destra golpista, perfino all’enigma di Gladio.
Eppure – contro ogni logica e dopo un allucinante iter processuale secondo la magistratura italiana i due colpi sparati il 17 maggio 1972 alla nuca del vice responsabile dell’ufficio politico della questura milanese sono da imputare a quattro militanti di Lotta Continua, un gruppo della nuova sinistra, sciolto nel 1976. Dopo 16 anni di indagini a vuoto, il caso Calabresi diventa il caso Sofri nel 1988, quando Leonardo Marino, un ex operaio diventato rapinatore - anche lui per anni in LC - dopo essere stato "gestito", all’insaputa della magi- stratura, per 17 giorni da un colonnello dei carabinieri, "confessa" di aver partecipato all'omicidio che sarebbe stato compiuto da lui (autista) e da Ovidio Bompressi (killer) su ordine di due dirigenti di Lotta Continua, Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani. Un impianto accusatorio che ha palesemente il sapore del complotto, tesi, questa, però sempre respinta dagli imputati. Otto i processi
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celebrati. Processi indiziari, tutti basati unicamente sulle dichiarazioni – spesso senza alcun riscontro e palesemente contrastanti – di Marino, con un’assoluta carenza di prove e, addirittura con alcuni dei corpi del reato clamorosamente scomparsi o distrutti.Otto processi con alterne sentenze, fino alla definitiva: 22 anni per Sofri, Bompressi e Pietrostefani, la prescrizione del reato (cioè neppure un giorno di galera) per Marino. Otto processi, fino al rigetto, nel gennaio 2000, di un’istanza di revisione, ma che dimostrano la gravissima tendenza, ormai invalsa in gran parte della magistratura italiana, alla costruzione di teoremi accusatori assolutamente non dimostrabili. Un caso di palese ingiustizia. Ufficialmente – secondo le regole della giustizia italiana - il caso Calabresi è chiuso. Il caso Sofri no.
:-:-01#15 adriano
Resisti,Adriano.
La tua carcerazione è espressione di uno Stato sadico e vendicativo e soprattutto,non ha alcuna utilità per la società.
SI' ALLA GRAZIA A SOFRI
da Repubblica di oggi:
- E intanto, sul fronte politico, sempre più esponenti di entrambi gli schieramenti chiedono con forza che all'ex leader di Lc - condannato a 22 anni come mandante dell'omicidio del commissario Luigi Calabresi, e detenuto nel carcere Don Bosco di Pisa - venga concessa la grazia. Una richiesta che ora arriva anche da un autorevole esponente di An, Alfredo Mantovano, che è anche sottosegretario all'Interno: "La guerra è finita - dichiara alla 'Stampa' - Facciamo presto: che Adriano Sofri esca dal carcere. Mi rivolgo al ministro di Giustizia perchè inoltri la pratica della grazia al Quirinale".
"Per me, all'inizio, come immagino per tanti altri a destra - racconta Mantovano - la contrarietà alla concessione della grazia stava più che in Sofri in sè in tutto il battage realizzato da alcuni - non tutti - suoi amici, che da un lato consideravano la grazia come atto dovuto e scontato, dall'altro non facevano cenno alla figura del commissario Calabresi perchè ritenevano che l'unica persona di cui ci si dovesse interessare fosse Sofri. Questo atteggiamento metteva in ombra la stessa linearità del comportamento di Sofri che aveva accettato la sentenza di condanna, pur ritenendola ingiusta, e dunque il carcere". Ma adesso, aggiunge il sottosegretario, i tempi per la clemenza sono maturi.
:-:-01#15 adriano
Sofri è stato condannato dopo giudizio definitivo e io ho SEMPRE fiducia nella magistratura. Gli sono state date più possibilità per dimostrare la sua innocenza. stop. Ora sta simpatico a tutti, destra e sinistra indifferentemente, e si propaga la grazia come se fosse un suo diritto. Ma NON è COSì.
scusate ma se si propaga la grazia noi dovremmo essere tutti felici (forse il tipo voleva dire "propaganda").Citazione:
Originariamente Scritto da Mikbologna
resta comunque chiaro che occorre spiegare a costui una cosa elementare: LA GRAZIA la si dà appunto a chi,
dopo giudizio definitivo, ma anche più che mai tortuoso e complesso (8 processi) di una magistratura, nella quale sicuramente bisogna sempre avere fiducia (anche quando mette sotto accusa alcuni noti IMPUNITI),
si riconosce un atteggiamento di estrema coerenza e di alto profilo etico (appunto qual è stato ed è il caso di adriano sofri )
saluti nauseati a chi continua a parlare a vanvera :-01#55
Sì, ti confermo che "il tipo" voleva dire propaganda:-0003yCitazione:
Originariamente Scritto da partenopeo
Estrema coerenza e atteggiamento di alto profilo etico???? E perchè??????
Ma che cazzo ha fatto sto benedetto Adriano Sofri per meritare tanta solidarietà? Ha istigato un omicidio. E poi? Sai quanti poveri cristi ci sono in carcere perchè hanno fatto una cazzata di cui si stanno pentendo amaramente dentro le quattro mura? Loro non hanno i media che sbavano a ogni dichiarazione. Sofri è il mandante di omicidio, ma vogliamo renderci conto di questo?
Citazione:
Originariamente Scritto da Mikbologna
premesso che è un bel pò che vado ad insegnare, tra l'altro, ai carcerati e che pertanto frequento tale ambiente e so bene quanti "poveri cristi" sono in galera per un errore, com so bene che tali "errori", se commisurati alle violazioni di legge commesse dall'attuale capo di governo, fanno davvero sorridere...
ci sarebbe da sorvolare sulla domanda "Ma che cazzo ha fatto sto benedetto Adriano Sofri per meritare tanta solidarietà?", ma per carità e per umiltà fornirò una risposta, un risposta semplice: perchè uno come adriano sofri, in tutte le circostanze nelle quali è stato chiamato a rispondere di un'accusa infamante, ha dimostrato, senza ombra di dubbio alcuno, una dignità che raramente si può riscontrare in un essere umano.
e per me e per tantissimi questo basta e avanza per esprimergli tutta la solidarietà che merita.
il resto è silenzio (e fammi il piacere taci, piuttosto che dire cazzate)
saluti indignati (verso tanta superficialità e povertà di spirito)
:-0f09b