Il Consiglio Nazionale dell'Associazione UNA VOCE-ITALIA, nella sua riunione a Bologna il giorno 6 luglio 2002,
- appreso che nel corso del corrente anno - come già pure in passato - il Presidente della sezione di Verona dell'Associazione, prof. M. Cavedini, ha chiesto più volte al Vescovo mons. Flavio Roberto Carraro di accogliere il desiderio dei fedeli che fosse revocato il divieto di celebrare la santa messa secondo l'antico rito romano nella Rettoria di S. Toscana a Natale, Pasqua e Pentecoste;
- appreso che in nessuna di dette feste mons. Carraro ha concesso la celebrazione richiesta; rilevato che l'Ordinario ha dichiarato in data 29 novembre 2001: "Ho chiesto una indicazione al prefetto della Congregazione per il clero, cardinal Hoyos, il quale mi ha risposto per iscritto che tutto sommato è bene concedere anche quei tre giorni nei quali, precedentemente non era permesso" ("Bollettino della Diocesi di Verona" 1-2, 2002, p.114);
- appreso che il 28 dicembre 2000, oltre cento cristiani della diocesi di Belluno-Feltre hanno chiesto al loro Vescovo la celebrazione della santa messa latina antica tutte le domeniche e le feste di precetto;
- appreso che all'udienza con i richiedenti, il 6 aprile 2001, il Vescovo mons. Vincenzo Savio si era riservato di dare una risposta, ma a tutt'oggi - nonostante ripetute sollecitazioni per lettera e per telefono - egli non ha dato risposta alcuna, negando di fatto la messa ai richiedenti senza darne loro alcuna motivazione;
- lamenta queste elusioni del solenne impegno assunto su di sé dal Santo Padre nel Motu proprio "Ecclesia Dei" con l'assicurazione che sarebbe stato "ovunque rispettato l'animo di tutti coloro che si sentono legati alla tradizione liturgica latina mediante un'ampia e generosa applicazione delle direttive già da tempo emanate dalla Sede Apostolica per l'uso del Messale Romano secondo l'edizione tipica del 1962" e della pressante richiesta - parimenti espressa dal Sommo Pontefice nel medesimo "Motu proprio" - che alla sua volontà "si associno quelle dei vescovi e di tutti coloro che svolgono nella Chiesa il ministero pastorale"; richiesta quest'ultima ribadita nel 1998 con l'invito fraterno ai vescovi "ad avere una comprensione e un'attenzione pastorale rinnovata per i fedeli legati all'antico rito" (Oss. Rom. 26/27 ottobre 1998, p.8);
- invoca l'intervento dei competenti organi della Santa Sede affinché nelle diocesi di Verona e di Belluno-Feltre siano rispettati la volontà del Papa e i desideri legittimi dei fedeli;




Rispondi Citando
