
Originariamente Scritto da
grilloparlante
Giovedì, 24 Novembre 2005
Padova
(L.L.) Bancarotta fraudolenta e falso. Il ...
Padova
(L.L.) Bancarotta fraudolenta e falso. Il pubblico ministero Paolo Luca adesso chiede il rinvio a giudizio degli imputati dell'inchiesta sul crack della Ceit srl, la società che doveva costruire nella costa di Punta Salvore, a Umago in Croazia, il grande villaggio turistico, meglio noto come il "paradiso dei leghisti". Il magistrato chiede al giudice dell'udienza preliminare il rinvio a giudizio di otto persone. È stata chiesta l'archiviazione soltanto per l'onorevole Stefano Stefani di Vicenza e di Nicola Munaretto di Venezia.
Il magistrato chiede il rinvio a giudizio del professor Sebastiano Cacciaguerra, ingegnere e docente dell'Università di Udine, ultimo presidente della Ceit. Gli altri ex amministratori sono Enrico Cavaliere, veneziano, ex presidente del Consiglio regionale del Veneto, Maurizio Balocchi, genovese, tesoriere della Lega e sottosegretario agli Interni, uomo vicinissimo a Umberto Bossi. Gli altri imputati sono Silvio Cufone di Vigonza, primo presidente della società a responsabilità limitata e poi diventato vice presidente, Guido Rizzato di Due Carrare, Daniele Bredeon di Padova, Luca Cargnin di Padova e Mauro Damian di Cadoneghe.
L'on. Stefani non può essere imputato di bancarotta fraudolenta. Non è possibile accusarlo di aver distratto del denaro, quando di tasca sua ha sborsato un miliardo di vecchie lire per placare i dirigenti della Hypo Alpe Adria bank di Klagenfurt. Sono queste le conclusioni del pubblico ministero Luca. E chiede l'archiviazione della posizione del parlamentare leghista, imprenditore vicentino di Costabissara, ex presidente federale della Lega, attuale sottosegretario al ministro dell'Ambiente. Insomma, Stefani ha messo i soldi nella Ceit, non li ha distratti. E il pubblico ministero chiede l'archiviazione anche della posizione di Nicola Munaretto, residente a Venezia, che sedeva nell'ultimo consiglio di amministrazione della società dichiarata fallita il 1. aprile 2004 dal Tribunale civile di Padova. Il magistrato afferma che il consigliere non ha partecipato alle operazioni contabili oggetto dell'inchiesta. Mentre Daniele Bredeon ha già chiesto di poter patteggiare la pena.
scommettiamo che alle prossime elezioni politiche questo è capolista? Immunità parlamentare sempre più importante
