dall'Arena:

ASSALTO IN FIERA. Circa 300 giovani hanno cercato di entrare ma sono stati respinti. Lanci di uova e manganellate. Quattro contusi
Job, scontri tra studenti e polizia
Rifondazione difende i manifestanti, i Ds insorgono. E il Siulp: «Straparla»

Pochi ma decisi. Così si sono mostrati fin dall’inizio i giovani che hanno partecipato al corteo di protesta della manifestazione «Disorientiamo Job&Orienta e conquistiamo le galassie» che ieri mattina hanno sfilato dalla stazione di Porta Nuova alla Fiera bloccando viale Piave e scontrandosi poi, proprio davanti all’ingresso principale del Salone dedicato alla scuola, con lo spiegamento delle forze di polizia che presidiavano i varchi di accesso.
A manifestare gridando «No a Job», «Il futuro siamo noi», «I nostri cervelli se ne vanno altrove» sono stati soprattutto giovani del centro sociale La Chimica, del Circolo Pink e studenti riuniti sotto il titolo di Movimento studentesco, dai quali però il Coordinamento degli studenti di Verona ha preso le distanze: in tutto, quando sono arrivati davanti alla Fiera, i manifestanti erano circa 250.
Certo, vederli sfilare sotto la neve nel freddo della mattinata di ieri, in un viale Piave insolitamente deserto, faceva capire subito che la cosa non si sarebbe risolta tanto facilmente. Il corteo è rimasto più di mezzora davanti all’ingresso continuando a gridare frasi che esprimevano la contestazione contro il Governo, la Finanziaria, la riforma della scuola e la riforma del lavoro.
Poi i manifestanti hanno cercato di forzare il cordone di polizia per entrare a Job e proseguire la protesta negli standa; si sono aiutati con i carrelli della spesa di un vicino supermercato, hanno lanciato un fumogeno e sono andati all’attacco. Immediata la reazione della polizia, che ha risposto alla provocazione agitando i manganelli, con qualche colpo andato a segno. Dall’altra parte, lancio di uova e vernice rossa e slogan contro la polizia, ma anche scritte relative al "fosforo di Bush". Posizioni antigovernative e anti-riforma Moratti, visto che all’interno di Job era presente tra i padiglioni, il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Valentina Aprea.
APREA. «So di quanto è accaduto fuori, peccato, perché nel frattempo, ieri e oggi, dentro la Fiera ho assistito a momenti importanti di testimonianza e comunicazione delle grandi iniziative della scuola e delle prospettive che, anche grazie a manifestazioni come questa, si aprono oggi ai nostri giovani», ha commentato la Aprea.
«Ai giovani che hanno manifestato tanta contrarietà e una volontà dichiarata di interrompere la fiera vorrei dire che qui non stiamo affatto mercificando lo studio e il lavoro, quanto piuttosto dando speranze concrete a chi vuole impegnarsi a capire il presente. E’ su questa direzione che si muove la riforma».
REAZIONI. Sui tafferugli è intervenuta Rifondazione comunista che con una dichiarazione del capogruppo comunale Fiorenzo Fasoli ha difeso gli studenti, scatenando una forte reazione da parte di Ds e Siulp.
«Purtroppo la manifestazione degli studenti in Fiera è finita con l’intervento pesante delle forze dell’ordine. Perché la presenza di una delegazione di manifestanti non è stata ammessa all’interno degli spazi espositivi? Non erano questi gli accordi sottoscritti con la locale Questura? E allora chi non è stato ai patti? Come mai questo questo uso sproporzionato della forza? Anche in questa occasione dunque sembra applicato il nuovo concetto di legalità alla Cofferati, che giustifica il ricorso alla forza a prescindere dalle motivazioni della protesta». Fasoli conclude polemico: «In questa maniera credo siano serviti anche coloro che, con troppa facilità negli ultimi tempi, hanno espresso giudizi lusinghieri nei confronti delle forze dell’ordine».
Vincenzo D’Arienzo, consigliere provinciale Ds replica: «In un Paese civile alle manifestazioni pubbliche non si va con aste, carrelli utilizzati come mezzo di offesa e uova riempite con vernice. E, soprattutto, non si aggrediscono le forze di polizia. Nella mia idea di battaglia politica è assolutamente bandita la parola violenza. Anzi, ritengo che sia giunta l’ora che il centrosinistra si interroghi sulla necessità di interrompere l’insopportabile contiguità esistente tra una sua componente e coloro che comprendono anche la violenza come strumento del confronto democratico».
Dura la critica anche del Siulp, sindacato di polizia, che parla di «guerriglia urbana premeditata. Alcune decine di aderenti all’area "antagonista" ci hanno dato, ancora una volta, e noi pensiamo sia una di troppo, dimostrazione di cosa intendano per manifestazione pacifica e democratica. Per costoro diritto di manifestare significa diritto di usare la forza contro chi la pensa diversamente da loro. Davvero sconcertanti risultano al riguardo le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Capogruppo di Rifondazione Comunista, il quale dimostra di non aver imparato che la prima regola quando si parla è sapere di cosa si parla».