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  1. #1
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    Predefinito Evitare polveroni sulla prima carica dello Stato italiano

    Designazioni premature

    Evitare polveroni sulla prima carica dello Stato italiano

    Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha avuto - ed ha - il pieno sostegno dei repubblicani. Noi abbiamo potuto apprezzare, come tutti i cittadini italiani, l'alto senso istituzionale, la difesa della laicità dello Stato, lo spirito super partes che dal Quirinale è stato espresso in ogni momento - per quanto difficile e delicato potesse essere - del proprio mandato. Non abbiamo nemmeno bisogno di ricordare la testimonianza morale del Capo dello Stato, il suo assoluto disinteresse personale, l'esclusiva preoccupazione per il rilancio e lo sviluppo del paese.

    Le qualità, la probità, l'intransigenza di Carlo Azeglio Ciampi sono esempi chiari della sua storia personale, interamente spesa al servizio del paese, da quando era giovane ufficiale dell'esercito in guerra, agli anni della Banca d'Italia, al governo come responsabile dell'Economia, fino alla felice scelta del Parlamento riunito di indicarlo alla carica più alta. E desideriamo esprimere ancora apprezzamento per la "rivoluzione culturale" promossa da Ciampi quando ha posto al centro del dibattito storiografico l'attualità del principale pensatore politico del Paese unito e della sua opera: Giuseppe Mazzini.

    Nessun capo dello Stato ha reso maggior omaggio all'Italia democratica ricordando il contributo di uno dei padri del nostro Risorgimento, che pure era stato emarginato nel dopoguerra dalla cultura marxista e da quella cattolica.

    L'esempio mazziniano, dal suo limbo di cosa passata, grazie alla testimonianza di Ciampi è tornato ad essere il nostro futuro, perché in esso è contenuta la più originale aspirazione di indipendenza e di sviluppo dell'Italia. Per chi ha saputo difendere e tenere alta la bandiera del mazzinianesimo - e non è mai stata intenzionato a riporla - la gratitudine nei confronti di Ciampi è indiscutibile.

    Non riteniamo, però, che sia questo il momento adatto per discutere del rinnovo o della riconferma del Capo dello Stato. Ci fa piacere ovviamente che un autorevole esponente del governo lo abbia ricandidato.

    Un'ipotesi lungimirante, che non vorremmo però vedere sommersa da un polverone di dichiarazioni che bisogna evitare, lasciando al presidente della Repubblica il riserbo ed il riguardo che spettano alla sua funzione.

    Roma, 21 novembre 2005

    .................................................. ..........
    tratto da http://www.pri.it

  2. #2
    Obama for president
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    ma perchè non introduciamo il rato di spam pure in italia

  3. #3
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    In Origine Postato da benfy
    ma perchè non introduciamo il rato di spam pure in italia
    Ottma idea.

    I lecchini del Presidente aprono la bocca con la loro logica: sperare che il Pres. Ciampi non rinvii alle Camere la nuova legge elettorale.

    Informauro

  4. #4
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    Ciampi si è comportato davvero bene, auguriamoci un suo secondo mandato

  5. #5
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Ciampi criticato a sinistra

    Si rispetta il pensiero del Quirinale anche se si è in disaccordo

    Il Capo dello Stato ha espresso un giudizio di buon senso, ricordando la necessità che il nostro Paese non resti isolato nel consesso europeo, ed ha anche mostrato un giusto equilibrio nelle parole, calibrate verso coloro che, non pensandola come lui, sono interamente impegnati nella protesta anti - Tav.

    In risposta ha avuto una serie di critiche prive di qualunque ritegno verso il ruolo e la funzione che Ciampi stesso rappresenta. Tali obiezioni fanno scalpore, in particolare perché provengono da ambienti che negli anni hanno usato - strumentalmente - ogni intervento del Capo dello Stato che potesse essere utile ai fini della loro parte politica. Il danno che proviene da questo tipo di atteggiamento è incommensurabile, perché dimostra l'assoluto disprezzo nei confronti del sistema istituzionale democratico del nostro Paese, il quale prevede che si rispettino le posizioni del presidente della Repubblica, soprattutto quando queste divergano dalle proprie. E' evidente che il senso alto dello Stato manchi completamente alla pletora di coloro che, avvezzi ad osannare Ciampi, si sono trovati improvvisamente su una sponda diversa da quella in cui egli si era posto. Ed ecco quindi che, se il Capo dello Stato non va incontro alle esigenze spicciole di propaganda politica di costoro, questi si sentono liberi di esprimere nei suoi confronti i rilievi più pesanti. Sinceramente uno spettacolo tanto indecoroso non lo vedevamo dai tempi dell'impeachment contro il presidente Cossiga.

    Ovviamente non crediamo si possa arrivare a questo, ma è sempre meglio non dimenticare il passato.

    Anche perché - ha ragione Giulio Anselmi sulla "Stampa" - la Tav "rischia di diventare una delle linee di frattura nella cui costruzione noi italiani siamo maestri". Ma, visto che qui si tratta di soddisfare un'esigenza europea, di non cedere ai fantasmi del di-sastro ambientale che vengono agitati a proposito ogni volta che si tratta di decidere per le ragioni dello sviluppo, e che vi è anche l'esigenza di ammodernamento di una rete di trasporto particolarmente deficitaria, come è quella italiana, allora quale migliore occasione per Prodi e l'asse riformista del centrosinistra, per dimostrare come non ci si lascia prendere la mano da qualche migliaio di manifestanti ma, al contrario, si è in grado di riportarli alla calma? Saremo davvero lieti di vedere come i nuovi alfieri del rinnovamento del Paese supereranno questa prova.

    Roma, 1 dicembre 2005

 

 

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