Riduzione di sprechi, il giochino classico del taglio di quattro o cinque auto blu, piani roboanti sulla sanità. Tutto ancora sull’onda della propaganda e abbastanza fumoso. Arriva dalla Liguria invece la prima mossa reale di un governo di centro-sinistra.Dopo 40 ore di battaglia in consiglio regionale l’ex ministro Ds, Claudio Burlando, ha ottenuto la fiducia sulla sua prima legge finanziaria. Che ha un solo slogan: «Più tasse per tutti», il rovescio esatto di quello che utilizzò Silvio Berlusconi nel 2001. La Regione Liguria è andata giù pesantina: aumenti dell’addizionale Ire dello 0,35% sui redditi bassi e dello 0,50% sui redditi medio-alti. Inasprimento di un punto dell’addizionale Irap sulle imprese finanziarie e assicurative, alzate anche l’addizionale regionale sulla benzina e le tasse universitarie. Tutti provvedimenti che non erano citati nemmeno come lontana ipotesi nelle 16 paginette del programma elettorale di Burlando, dal titolo «Una Liguria per tutti».Per ottenere la fiducia sulla stangatina fiscale il presidente della Regione ha sfoderato un classico: l’accusa di avere ereditato un buco finanziario di grande entità dal suo predecessore, il forzista Sandro Biasotti (che naturalmente nega). Questa storia solo sulla carta è locale. Perché potrebbe essere il cuore della prossima campagna elettorale. Ce ne sono tutte le premesse. Fino ad oggi, e anche ieri stesso, da Romano Prodi abbiamo sentito una descrizione orribile se non disperata della situazione economica italiana, dai conti pubblici alla fragilità del sistema industriale. Molte parole sono state spese per distruggere l’attività del governo in carica. Poche o nulle invece le ricette sui classici primi cento giorni dell’Unione, in caso di vittoria elettorale. Mille volte è stato citato il timore di un colossale buco finanziario in eredità, mai l’eventualità di doverlo colmare ricorrendo a un inasprimento delle tasse. Non vorremmo trovarci come primo atto a un bis della giunta Burlando. Dopo avere incantato gli italiani con mille slogan da una parte e dall’altra, sarebbe davvero ora di sottoscrivere con loro un vero patto sul fisco alla luce del sole. Raccontateci meno fantasie, e spiegateci come ci tasserete.
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