MESSINA—Il colore dei soldi questa volta non c’entra. Ricco o povero, soffri. Perché gli effetti del razzismo si fanno sempre sentire. Cambia poco se ti umiliano in uno stadio o per la strada.
Marc Zoro, il calciatore del Messina che domenica ha preso il pallone tra le mani e ha detto «basta, io non gioco più» di fronte agli ennesimi cori razzisti, è un ragazzo intelligente. E dunque non si illude che la sua denuncia cambi la difficile realtà con la quale convivono in Italia coloro che non sono bianchi.
Però, Marc sa anche una cosa: che il suo gesto è servito per sollevare il caso. Un caso che però, il giorno dopo, lo ha quasi stufato: «Adesso basta con questa storia. Devo pensare a giocare e far bene per la mia squadra. Devo ammettere però che non mi aspettavo tanta solidarietà. Ho ricevuto molte telefonate e attestati di stima da tutta Italia. Ciò significa che hanno capito che il problema esiste. Anche perché non coinvolge solo Zoro e gli stadi.AMilano mi è capitato di entrare nei negozi di qualche griffe e il modo con il quale mi hanno trattato mi ha fatto male tanto quanto i fischi e gli urli di Messina».
Questo non è solo razzismo, è anche cattiveria squallida.




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