De Rita si schiera controcorrente a proposito della ripresa economica

“Non c’è declino in Italia”, per De Rita, “sbagliano Economist e De Benedetti”

di Sergio Menicucci

In Italia non c’è declino. Sbagliano il settimanale inglese Economist (che descrive il nostro paese a fosche tinte), l’Ocse con le sue previsioni al ribasso ed anche l’ingegner Carlo De Benedetti (definito uno che vive su un rompighiaccio in Antartide), non solo imprenditore di primo piano da sempre vicino alla sinistra ma anche prossimo presidente del gruppo editoriale Repubblica - L’Espresso al posto del principe Carlo Caracciolo. Il 39° rapporto del Censis presentato al Cnel si caratterizzerà per la ventata contro corrente del sociologo per eccellenza Giuseppe De Rita,un intellettuale considerato a lungo vicino alla sinistra, essendo anche stato in gioventù un sindacalista della Cgil. De Rita è sempre stato, però, molto franco nelle analisi socio-politiche-culturali della società italiana, descrivendone i momenti di crescita e di sviluppo, le fasi di recessione e di involuzione, i momenti di ristagno e di arretramento.Indipendentemente dai governi in carica.

Fa ,tuttavia, un certo effetto sentire, nella solenne aula di villa Lubin, una frase dirompente : “ le cose non stanno così come ci vengono prospettate con interviste in giro per l’Italia o altre analisi del genere.Negli ultimi tempi in molti dicono che c’è declino,ma così non è”.Per De Rita il pessimismo dilagante che emerge da articoli e valutazioni di economisti non ha fondamento. “ Gli italiani, osserva, sanno leggere dal di dentro il sistema in cui sono e così riescono a capire. Gli altri, invece, possono solo comprenderlo. Fare il pacco interpretativo di una realtà che non vivono dal di dentro”. L’osservazione viene dalla constatazione che le imprese continuano a crescere e la realtà è quella che vede aumentare le piccole imprese (circa 45 mila quelle che si sono aggiunte) e va sottolineato che più della metà sono di extracomunitari. Questo significa anche,xaggiunge il segretario generale del Censis,che agli extracomunitari piace il modello italiano delle piccole imprese.Possiamo anche rilevare che la legge Bossi-Fini non ha fatto tutti quei danni che le sinistre descrivono ogni giorno.

De Rita parla quindi di “un clima di nuovo vigore,nuova tonicità nel sistema.C’è un gusto a sfidarsi,a fare imprese. E c’è un ritorno importante all’impegno diretto della famiglia nel controllo delle aziende.Non solo in Fiat ma anche in altri gruppi importanti come Benetton ,Merloni, Romiti, Polegato, Della Valle. E’ di ieri la notizia che per la Fiat la svolta sia a portata di mano,tanto che in novembre ha aumentato le vendite del 12 per cento,arrivando a una quota del 30,1 che non veniva più raggiunta da due anni e mezzo. Anche il sistema delle banche e delle assicurazioni è pieno di soldi: “ Forse anche un po’ troppi, a mio parere” aggiunge per non smentirsi.De Rita,come è ovvio,ha anche ammonito a non farsi prendere da facili entusiasmi.Un rapporto quello di quest’anno con “meno slogan”. Un’ultima considerazione la riserva ai sindacati e allo Stato.Questo è visto sempre meno come soggetto generale di sviluppo e sempre più come struttura di copertura dei rischi dei cittadini.Il sindacato,infine,sta perdendo capacità di rappresentanza,finendo con l’essere coinvolto nell’indebitamento dell’energia del sociale.