ieri Convention a milano
La Padania alla “conquista” del Sud
Da dicembre il nostro quotidiano in tutte le edicole. Paragone: «Scelta di provocazione e di libertà»
La Padania sbarca in Italia. Dal primo dicembre infatti, il nostro giornale sarà anche nelle edicole del Sud e delle isole, coprendo con maggiore capillarità il Centro.
Un progetto ambizioso in cui tutti, redazione, direzione, amministratori e vertici del Movimento credono molto e su cui tutti abbiamo scommesso. Forte di un «costante incremento delle vendite» e di «riscontri positivi dal mercato pubblicitario», la Padania fa una «scelta di provocazione e di libertà»: da dicembre - ha annunciato il direttore Gianluigi Paragone - diventa un quotidiano nazionale, superando i confini del Nord, rafforzandosi al Centro e soprattutto debuttando nelle edicole del Sud. Il tutto con una nuova veste grafica e un formato più piccolo.
«Abbiamo deciso di affrontare questa sfida, che è sì provocatoria ma industrialmente sta in piedi - ha spiegato Paragone - spinti dalle tante lettere ricevute dal Meridione in questi mesi, che dimostrano che non è vero che lì si guarda con distacco e cattiveria alla Lega Nord e al suo panorama editoriale di riferimento».
Paragone è convinto che sia necessario «dare voce e risalto a quella cultura autonomista e federalista che esistono, e sono forti, anche nel Sud Italia: potremo individuare dei percorsi di convergenza».
Dietro il debutto nelle edicole del Sud, anche una volontà più squisitamente politica, «spiegare il federalismo e la recente riforma costituzionale. C’è la tendenza a criticare in maniera aprioristica questa riforma come se fosse ostile al Mezzogiorno: ma sono convinto del contrario e del fatto che nel Sud non tutti la pensino così».
«Se il Sud vuole continuare a crescere senza regole, a non capire che il suo grande valore è legato al turismo inteso in senso industriale, a non archiviare la logica della “magnata”, continuerò ad attaccarlo - dice il direttore -. Non vogliamo accarezzare o coccolare il Sud, ma prenderlo per il bavero e dire: se qualcuno non la pensa così e vuole farsi sentire, questo è il giornale. Del resto, voti non ne dobbiamo prendere... anche se qualche voto poi arriva». Per affrontare la nuova sfida, la Editoriale Nord si è affidata a un secondo centro stampa a Roma (oltre a quello già operativo di Paderno Dugnano, in provincia di Milano). I punti vendita - spiega il direttore generale Roberto Mura - passeranno da 15mila a 19.700, gestiti attraverso 130 distributori contro gli 80 attuali, per raggiungere anche le principali edicole del Centro e del Sud, Isole comprese. La copertura sarà di 45mila copie al Nord e di 25mila al Centro-Sud, che a regime diventeranno 15mila. Cambierà anche il formato (che diventerà più compatto, passando dal 36x56 al 35x50), accompagnato da un lieve restyling grafico che diventerà con il tempo più marcato.
L’operazione comporta circa 250mila euro in termini di maggiori costi, «ma siamo ottimisti sul raggiungimento del break even - sottolinea Mura - in tempi rapidi grazie all’aumento delle vendite e della raccolta pubblicitaria». Sul fronte della promozione, domenica spazi pubblicitari su numerosi quotidiani del Centro-Sud, ieri al Teatro Nuovo di Milano convention tra politici, buyer, distributori, edicolanti e Fieg.
Tra le firme di recente arruolate dal quotidiano, oltre a quelle di Maurizio Blondet, Massimo Fini e Stefania Atzori, quella di Pierluigi Diaco, con una rubrica in prima pagina: «Magari aprirà un percorso di dialogo con la sinistra autorevole e riformista di cui sono elettore», chiosa il giornalista.
Per presentare lo “sbarco” anche un foglio pubblicitario con un intervento di Giuseppe Leoni, tra i fondatori della Lega Nord e presidente del Cda della Padania: “È con grande orgoglio che scrivo queste righe di presentazione - si presenta Leoni sulla brochure informativa - per un progetto al quale tengo moltissimo e che ha visto la luce grazie alla sinergia di un gruppo compatto che nutre molte speranze. Qui, in mezzo a molti amici e conoscenti, a collaboratori validi e motivati faccio da apripista anche in rappresentanza del Cda. Voglio pubblicamente ringraziare ogni singola persona per tutto il grande lavoro svolto in questi anni. La nostra Padania, dopo 9 anni dalla sua nascita, corona quell’ambìto desiderio, di potere e volere far sentire la sua voce, una voce libera e obiettiva, a tutti quei popoli che, nel nostro Paese, non si sentono liberi. L’impegno è grande, come pure è grande il messaggio di cui siamo portatori. Un pensiero fraterno e un grande grazie, detto con tutto il mio cuore, va all’onorevole Bossi, perché la storia del giornale viene da lontano, un quarto di secolo fa, e lui ne fu l’ispiratore, l’ideatore e il fustigatore”.
Anche il vicedirettore del quotidiano, Leonardo Boriani, è impegnato nel progetto sul fronte del merchandising: “Esiste un’altra provocazione - scrive sulla brochure - , oltre a quella delineata dal direttore, ed è quella della normalità. E normalità significa, per noi, la capacità di trasferire messaggi importanti in una realtà, in un humus, rappresentato da una base di lettori affezionati e legati. Un legame fortissimo che rende la Padania un unicum: i suoi messaggi vengono immediatamente tradotti in pratica. Un quotidiano normale deve avere un continuo scambio di idee con tutto quel movimento rappresentato “dall’altra metà del cielo”, quello commerciale in contrapposizione a quello strettamente editoriale. Un rapporto alimentato dalle iniziative che la Padania sta lanciando: pagine a più temi, pagine tematiche, pagine dedicate, costruzione di redazionali, pagine rivolte al mondo animale, al mondo indoor e a quello outdoor, mondo delle fiere, pagine su personaggi, aziende e strategie, pagine economiche... pagine, tante pagine ricche di articoli e foto sugli aspetti più disparati della nostra società. Pagine a disposizione di coloro che vogliano dialogare con noi, e, perché no, crescere ulteriormente con noi, aperti e interessati come siamo ad ogni esigenza”.
Ieri sera si è tenuta a Milano una convenction al Teatro Nuovo che ha segnato il lancio del grande progetto del nostro giornale.
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