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  1. #1
    LiberaMente
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    Predefinito Sos Sardos antigos in Catalunya

    Sardos antigos in Catalunya
    Francisco Coello : Según el Sr. Pella y Forgas (“Historia del Ampurdan” por D. José Pella y Forgas), Cataluña recibió su civilización comercial del Mediterráneo, al paso que por su unión con Castilla, hacia el Occidente, participó de todos los cambios y calamidades políticas de la Península; si no se asimiló completamente al resto de ella, fué debido muy principalmente á la influencia francesa, infiltrada por sus ejércitos en las frecuentes luchas. Sostiene siempre que la raza de los Sardos forma la base principal de la población en toda Cataluña, y aun en Valencia y Mallorca, conservándose en su mayor pureza, aunque fué apartada á los valles interiores por las invasiones de las tribus indo-europeas, compuestas de agricultores y pastores, que ocuparon los puntos más favorables para el cultivo; estos se mezclaron con los Sardos, pero siguió dominando la raza primitiva, como sucedió cuando llegaron los fenicios, cartagineses, griegos y romanos, siempre menos numerosos que los primeros y sobre todo en mujeres, por lo cual pudieron modificar la cultura, pero no la sangre de los pueblos vencidos. Señala el autor en Cataluña una gran divisoria natural en el sentido de Norte á Sur, formada por las diversas cordilleras y alturas que se extienden desde la Cerdaña al Coll de Balaguer en la costa, y constituyen la separación de aguas del Ebro con las del Llobregat, el Ter y demás ríos que van al mar por el Este del primero; afirma que en este gran dique se detuvieron las principales invasiones antiguas, observándose aún hoy marcada diferencia en el lenguaje y su pronunciación, en los caracteres, aptitudes y hasta en los gustos de los habitantes por el lado oriental ú occidental del mismo. Madrid 18 de Marzo de 1890.
    Traduzione: (Secondo il signor Pella y Forgas, la Catalogna ricevette la sua civilizzazione commerciale dal Mediterraneo, al punto che per la sua unione con la Castiglia, e l’occidente, partecipò a tutti i cambi e calamità politiche della penisola. Se non si assimilò completamente al resto di essa, fu dovuto principalmente all’influenza francese, infiltrata per i suoi eserciti nelle frequenti lotte. Sostiene sempre che la razza dei Sardi forma la razza principale della popolazione in tutta la Catalogna e anche a Valencia e Maiorca, conservandosi nella sua maggiore purezza, anche se fu spinta nelle valli interne dalle invasioni delle tribù indo-europee, composte da agricoltori e pastori, che occuparono i punti maggiormente favorevoli per la collettività; questi si mischiarono con i sardi, però seguì dominando la razza primitiva, come successe quando si mischiarono fenici, cartaginesi, greci e romani, sempre meno numerosi che i primi e soprattutto in donne, per il quale poterono modificare la cultura, però non il sangue dei popoli vinti. Etc.).
    Bisogna dire che gli antichi studi sui primi popolamenti della Catalogna da parte di questo studioso, non riscuotono molto credito tra gli accademici catalani, a mio modesto parere invece essi sbagliano perché queste considerazioni sul primo popolamento della Catalogna da parte dei sardi, coincidono perfettamente con le mie ricerche, che vedono nei Sardi-Sardones o Sordones (a tutt’oggi considerata una tribù di stirpe celtica dagli studiosi) i primi colonizzatori di quelle terre. Gli accademici stanziano questa popolazione definita celto-galla nell’attuale Linguadoca. Secondo lo storico antico Polibio il Golfo del Leone era anticamente chiamato “il Mare dei Sardoni”, evidente l’analogia col Mare Sardorum. Per altri geografi antichi questa popolazione avrebbe occupato anche la Catalogna, in questa regione persiste l’antico e misterioso ballo-tondo nazionale della Sardana ed un esasperata tauromachia, il culto del dio-toro (le prime attestazione le troviamo in Sardegna) che si perpetua fino ad oggi tramite gli spettacoli cruenti della Corrida. Tutto ciò è chiaramente rapportabile ad un’ espansione sistematica dei sardi navigatori, ad occidente della Sardegna per scopi commerciali e militari. Credo molto probabile che la testa di ponte di queste spedizioni sia stata l’isola balearina di Minorca, anticamente Nure, che presenta le più antiche attestazioni della presenza sarda (cultura talaiotica e navetas) e da lì si siano spinte verso il continente, penisola iberica e midì francese; le bocche del Rodano erano un terminal fondamentale dello stagno e dell’ambra in arrivo dai paesi nordici, controllare quelle rotte significava avere il dominio del Mediterraneo, e questo i sardi antichi lo sapevano benissimo. I porti nuragico-shardana rinvenuti da Giangiacomo Pisu sulla costa occidentale sarda sarebbero serviti splendidamente allo scopo! Se non ho capito male le correnti marine dalla costa occidentale sarda dovrebbero portare verso le Baleari (bisogna che chieda a Giacomo!). La leggenda sarda, riportata dalle fonti antiche, che vede l’arrivo degli iberici in Sardegna guidati da Norace, i quali fondano la città di Nora definita la più antica dell’isola, a mio modesto parere andrebbe riconsiderata come un ritorno in patria di sardi stanziati nella penisola iberica, infatti il prefisso nor/nur è presente in numerosissimi toponimi sardi e non iberici, è attestato anche che gli iberici in quei secoli non navigassero, non sono nemmeno presenti tra i “Popoli del Mare”. Nella zona compresa tra la Francia meridionale e la Spagna nord-occidentale, abbiamo una nutrita presenza di toponimi di sicura derivazione linguistica sarda. Nel Rossiglione abbiamo Saint Laurent de Cerdans. Nell’antica Gallia Narbonese, attuale Linguadoca, troviamo il toponimo Narbona, la romana Narbo Martius, che in origine era conosciuta dai Galli col nome di Nora, da notare che in Sardegna abbiamo i toponimi di Narbolia e Monte Narba in Ogliastra (comune derivazione latina?). Altri toponimi presenti sempre nella Linguadoca sono Nuria e Nore e l’antico Lacus Rubrenses che sembrerebbe riportare alla popolazione sarda dei Rubrenses ed al toponimo di Custodia Rubrensis (Ogliastra?) citati da Tolomeo. In Lerida (Spagna) abbiamo la Çerdana, ed altri toponimi simili.
    In base a tutto ciò credo che le teorie di questo signore catalano non siano così campate in aria…
    Zusepe Ruiu
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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Ithokor
    Sardos antigos in Catalunya
    Francisco Coello : Según el Sr. Pella y Forgas (“Historia del Ampurdan” por D. José Pella y Forgas), Cataluña recibió su civilización comercial del Mediterráneo, al paso que por su unión con Castilla, hacia el Occidente, participó de todos los cambios y calamidades políticas de la Península; si no se asimiló completamente al resto de ella, fué debido muy principalmente á la influencia francesa, infiltrada por sus ejércitos en las frecuentes luchas. Sostiene siempre que la raza de los Sardos forma la base principal de la población en toda Cataluña, y aun en Valencia y Mallorca, conservándose en su mayor pureza, aunque fué apartada á los valles interiores por las invasiones de las tribus indo-europeas, compuestas de agricultores y pastores, que ocuparon los puntos más favorables para el cultivo; estos se mezclaron con los Sardos, pero siguió dominando la raza primitiva, como sucedió cuando llegaron los fenicios, cartagineses, griegos y romanos, siempre menos numerosos que los primeros y sobre todo en mujeres, por lo cual pudieron modificar la cultura, pero no la sangre de los pueblos vencidos. Señala el autor en Cataluña una gran divisoria natural en el sentido de Norte á Sur, formada por las diversas cordilleras y alturas que se extienden desde la Cerdaña al Coll de Balaguer en la costa, y constituyen la separación de aguas del Ebro con las del Llobregat, el Ter y demás ríos que van al mar por el Este del primero; afirma que en este gran dique se detuvieron las principales invasiones antiguas, observándose aún hoy marcada diferencia en el lenguaje y su pronunciación, en los caracteres, aptitudes y hasta en los gustos de los habitantes por el lado oriental ú occidental del mismo. Madrid 18 de Marzo de 1890.
    Traduzione: (Secondo il signor Pella y Forgas, la Catalogna ricevette la sua civilizzazione commerciale dal Mediterraneo, al punto che per la sua unione con la Castiglia, e l’occidente, partecipò a tutti i cambi e calamità politiche della penisola. Se non si assimilò completamente al resto di essa, fu dovuto principalmente all’influenza francese, infiltrata per i suoi eserciti nelle frequenti lotte. Sostiene sempre che la razza dei Sardi forma la razza principale della popolazione in tutta la Catalogna e anche a Valencia e Maiorca, conservandosi nella sua maggiore purezza, anche se fu spinta nelle valli interne dalle invasioni delle tribù indo-europee, composte da agricoltori e pastori, che occuparono i punti maggiormente favorevoli per la collettività; questi si mischiarono con i sardi, però seguì dominando la razza primitiva, come successe quando si mischiarono fenici, cartaginesi, greci e romani, sempre meno numerosi che i primi e soprattutto in donne, per il quale poterono modificare la cultura, però non il sangue dei popoli vinti. Etc.).
    Bisogna dire che gli antichi studi sui primi popolamenti della Catalogna da parte di questo studioso, non riscuotono molto credito tra gli accademici catalani, a mio modesto parere invece essi sbagliano perché queste considerazioni sul primo popolamento della Catalogna da parte dei sardi, coincidono perfettamente con le mie ricerche, che vedono nei Sardi-Sardones o Sordones (a tutt’oggi considerata una tribù di stirpe celtica dagli studiosi) i primi colonizzatori di quelle terre. Gli accademici stanziano questa popolazione definita celto-galla nell’attuale Linguadoca. Secondo lo storico antico Polibio il Golfo del Leone era anticamente chiamato “il Mare dei Sardoni”, evidente l’analogia col Mare Sardorum. Per altri geografi antichi questa popolazione avrebbe occupato anche la Catalogna, in questa regione persiste l’antico e misterioso ballo-tondo nazionale della Sardana ed un esasperata tauromachia, il culto del dio-toro (le prime attestazione le troviamo in Sardegna) che si perpetua fino ad oggi tramite gli spettacoli cruenti della Corrida. Tutto ciò è chiaramente rapportabile ad un’ espansione sistematica dei sardi navigatori, ad occidente della Sardegna per scopi commerciali e militari. Credo molto probabile che la testa di ponte di queste spedizioni sia stata l’isola balearina di Minorca, anticamente Nure, che presenta le più antiche attestazioni della presenza sarda (cultura talaiotica e navetas) e da lì si siano spinte verso il continente, penisola iberica e midì francese; le bocche del Rodano erano un terminal fondamentale dello stagno e dell’ambra in arrivo dai paesi nordici, controllare quelle rotte significava avere il dominio del Mediterraneo, e questo i sardi antichi lo sapevano benissimo. I porti nuragico-shardana rinvenuti da Giangiacomo Pisu sulla costa occidentale sarda sarebbero serviti splendidamente allo scopo! Se non ho capito male le correnti marine dalla costa occidentale sarda dovrebbero portare verso le Baleari (bisogna che chieda a Giacomo!). La leggenda sarda, riportata dalle fonti antiche, che vede l’arrivo degli iberici in Sardegna guidati da Norace, i quali fondano la città di Nora definita la più antica dell’isola, a mio modesto parere andrebbe riconsiderata come un ritorno in patria di sardi stanziati nella penisola iberica, infatti il prefisso nor/nur è presente in numerosissimi toponimi sardi e non iberici, è attestato anche che gli iberici in quei secoli non navigassero, non sono nemmeno presenti tra i “Popoli del Mare”. Nella zona compresa tra la Francia meridionale e la Spagna nord-occidentale, abbiamo una nutrita presenza di toponimi di sicura derivazione linguistica sarda. Nel Rossiglione abbiamo Saint Laurent de Cerdans. Nell’antica Gallia Narbonese, attuale Linguadoca, troviamo il toponimo Narbona, la romana Narbo Martius, che in origine era conosciuta dai Galli col nome di Nora, da notare che in Sardegna abbiamo i toponimi di Narbolia e Monte Narba in Ogliastra (comune derivazione latina?). Altri toponimi presenti sempre nella Linguadoca sono Nuria e Nore e l’antico Lacus Rubrenses che sembrerebbe riportare alla popolazione sarda dei Rubrenses ed al toponimo di Custodia Rubrensis (Ogliastra?) citati da Tolomeo. In Lerida (Spagna) abbiamo la Çerdana, ed altri toponimi simili.
    In base a tutto ciò credo che le teorie di questo signore catalano non siano così campate in aria…
    Zusepe Ruiu
    Saludi Ithokor!
    quando siamo alla Conferenza Mediterranea dei Popoli Senza Stato
    Siamo stati ricevuti alla Generalitat De Catalunya
    sulle pareti di questo palazzo oltre ad esserci affreschi riguardanti la storia della catalunya, c'erano affreschi a tema bucolico che avevano come soggetto, dei pastorelli con berritta e bistimenta molto simile alla nostra, con una pecorella sulle spalle..... insomma siamo rimasti un pò perplessi!

    Inoltre mi pare che ci siano dei complessi nuragici o simili nelle Baleari...

    saludus

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da ARROGALLA
    Saludi Ithokor!
    quando siamo alla Conferenza Mediterranea dei Popoli Senza Stato
    Siamo stati ricevuti alla Generalitat De Catalunya
    sulle pareti di questo palazzo oltre ad esserci affreschi riguardanti la storia della catalunya, c'erano affreschi a tema bucolico che avevano come soggetto, dei pastorelli con berritta e bistimenta molto simile alla nostra, con una pecorella sulle spalle..... insomma siamo rimasti un pò perplessi!

    Inoltre mi pare che ci siano dei complessi nuragici o simili nelle Baleari...

    saludus
    Tutto torna, caro Arrogalla!! Minorca nelle Baleari trasuda sardo da
    ogni poro, ed anche sa berritta appartiene ai sardi da secoli e seculorum.
    Saludos a-tie
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  4. #4
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    non solo ai sardi ! la berrita è patrimonio dei popoli discendenti dai Nuragici.

  5. #5
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