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  1. #1
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    Predefinito la proposta di Ferrante per il problema clandestini

    a milano centrosinistra spaccato sulla legalità
    Sindrome bolognese per Ferrante
    La ricetta dell’ex prefetto: sì agli sgomberi e creare villaggi per extracomunitari

    "Mostra i primi segni di cedimento la compattezza sin qui ostentata dal variegato mondo del centrosinistra in vista delle elezioni comunali a Milano. I due dei quattro candidati con maggiori chance di vittoria alle primarie del 29 gennaio hanno aperto un contenzioso reciproco sul tema della legalità.
    Al centro della querelle l’occupazione abusiva di uno stabile in via Lecco da parte di 273 immigrati somali addirittura definiti “rifugiati politici”. Un fatto che ha scatenato un duello a distanza tra Bruno Ferrante (sostenuto da Ds e Margherita) e Dario Fo (candidato di Rifondazione comunista e movimenti noglobal): al primo non è piaciuta la visita di solidarietà agli occupanti compiuta dal secondo, perché «le attività abusive - ha detto l’ex prefetto - non sono un modo civile e corretto per risolvere i problemi».
    Una frattura a sinistra, che ricorda molto lo schema bolognese dove la politica sulla legalità del sindaco Cofferati è oramai apertamente osteggiata dall’estrema sinistra e dai Verdi.
    Via Lecco a Milano è un problema che si trascina da tempo su cui lo stesso Ferrante, quando era prefetto della città ha fatto poco o nulla.
    Non siamo alle banlieues parigine, ma certo uno sgombero di qualche centinaio di persone provocherebbe un problema non da poco in una città come Milano.
    Ferrante ha preso posizione: vanno sgomberati. Fo gli ha risposto in modo duro e, anche lui in preda a sacro attivismo terzomondista, è andato ad arringare in via Lecco. Poi è arrivata la replica, piuttosto problematica, dell’ex prefetto che ieri è tornato sulla questione: «Non c’è dubbio che occupare abusivamente una casa sia un reato. Detto questo però bisogna chiedersi chi sono le persone che hanno occupato e se sono titolari di diritti che l’ordinamento riserva loro come rifugiati politici». E in questo caso - ha aggiunto Ferrante - si tratta di rifugiati politici che hanno diritti e ai quali l’amministrazione comunale deve dare una risposta». La soluzione? Creare «villaggi per cittadini stranieri».Un’idea «balzana» che l’ex prefetto, insieme al «suo compagno Penati, vagheggia da tempo», ha sentenziato l’assessore regionale al Territorio Davide Boni. «Si tratterebbe in pratica di veri e propri ghetti per extracomunitari: una soluzione fra le altre cose contraria ad ogni principio di integrazione - ha ricordato Boni -. Dal punto di vista urbanistico, poi, rappresenterebbero una ulteriore ferita a un territorio già fortemente compromesso».
    La proposta di creare villaggi di accoglienza per nomadi e immigrati viene definita invece «indecente soprattutto alla luce delle violente rapine nelle abitazioni degli ultimi giorni sul territorio lombardo, dal consigliere lombardo della Lega Nord, Fabrizio Cecchetti: «Le forze dell’ordine hanno infatti scoperto e arrestato una banda di nomadi romeni, residenti ai margini del campo nomadi di via Idro a Milano, ritenuti responsabili delle razzie e dei pestaggi in casa di una famiglia di Aicurzio e del parroco di Calco - ha aggiunto Cecchetti -. Come può oggi Ferrante dichiarare che serve anzitutto prevenzione quando proprio lui, da Prefetto, invece di agire ha scelto la via buonista del dialogo che ha portato solo a un incremento dell’illegalità?».
    Molto critico anche Matteo Salvini, capogruppo Lega Nord a Palazzo Marino: le esternazioni di dell’ex prefetto? Roba da «esproprio proletario». Secondo Salvini, che cita alcuni dati, Ferrante «da tutore della legge ha lasciato ai milanesi in eredità 20 campi nomadi abusivi, 5000 case occupate, un intero quartiere (chinatown) controllato dalla criminalità cinese, moschee e scuole islamiche abusive».
    Ma ieri Ferrante si è spinto oltre lo sgombero di via Lecco accusando la mancanza di agenti sul territorio: Milano ha avuto un numero «di poliziotti notevole negli anni del governo del centrosinistra mentre ultimamente «da prefetto ho dovuto lavorare con meno uomini rispetto a quelli presenti in passato.
    Una progressiva disattenzione del Viminale che però - ha detto Guido Manca, assessore alla sicurezza del Comune di Milano, Ferrante non avrebbe mai denunciato nelle «tante riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza da lui presiedute».
    Dunque a Milano il centrosinistra ha iniziato la sua campagna elettorale. Tutta incentrata sui temi della sicurezza e della legalità molto cari al centrodestra. Ma senza tenere conto di un duplice aspetto. Il primo è quello, oramai marcatamente visibile a tutti, delle due anime della sinistra: da una parte Margherita, Ds e Ferrante, dall’altra i Verdi, Rifondazione, no-global e Fo che sull’atteggiamento da tenere con gli immigrati non hanno certo le stesse idee degli alleati. Il secondo punto, non meno problematico del primo, è che Ferrante fino a un mese fa era prefetto di Milano, ossia il garante della sicurezza nel capoluogo lombardo. L’inefficienza dei controlli e degli sgomberi, la crescita della criminalità legata alla presenza degli extracomunitari e il proliferare di bande di stranieri dedite alo spaccio e alla prostituzione sono pericoli che proprio Ferrante doveva stroncare. Ora ha deciso di spiegare le soluzioni agli elettori in vista delle elezioni amministrative dove lui stesso si presenta come candidato del centrosinistra. In più addebitando ogni colpa al deficit di forze dell’ordine presenti sul territorio. La solita confusione della sinistra. Il solito semplice scaricabarile.
    Per fortuna i milanesi sono intelligenti per capire che sicurezza e legalità sono temi delicati che non si prestano al permissivismo di marca rifondatrice e noglobaleggiante tantomeno alla sindrome cinese di Ferrante."

    Il ragionamento di Ferrante è: se si costruiscono bellissimi villaggi per gli extracomunitari clandestini, pagati naturalmente dai milanesi, con verde e infrastrutture, i poveri clandestini non avranno bisogno di andare a fare violentissime rapine in villa per sfamarsi e i padani saranno contenti
    Ora non capisco davvero come qualcuno possa essere così becero e rozzo da mettere in dubbio una proposta così razionale. Mah!

  2. #2
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    Predefinito geniale la (ex) longa manus dello stato itaglione

    fa delle proposte indecenti.
    possibile che i "malanesi" lo votino ? e perchè no ?

  3. #3
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    Predefinito

    «villaggi per cittadini stranieri»...............
    F., ma va' a dar via el cu!!

  4. #4
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    Predefinito ma se i "malanesi" lo votano ?

    minghia, nù poliziotte ! chiddu checcevò pe' facce shtà cianquilli.

  5. #5
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da dime can
    minghia, nù poliziotte ! chiddu checcevò pe' facce shtà cianquilli.
    Quello è soprattutto l'hinterland milanese, che è meridionale e rossissimo
    Sperèm

 

 

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