ci risiamo: ho inserito un post scomodo sul forum "cattolici romani" e, puntualmente, l'hanno tolto! comincia a farmi paura questa censura da parte dei cattolici (cattolici???) comincia ad irritarmi questa inquisizione di pensiero...vi posto qui sotto lo scritto incriminato, lo scritto che non dobbiamo far leggere ai "cattolici"...perchè se lo leggono, magari capiscono un pò di verità.
eheheheheh rido per non piangere...leggete almeno voi, ultimi baluardi del cattolicesimo:
La lotta contro la sharia non è niente di meno che la lotta
in difesa dei diritti universali dell'uomo, un concetto nato
in Occidente e negato dall'islam". Benvenuti nel mondo delle
verità scomode, politicamente scorrette.
Dove non si ha paura di scrivere che il profeta Maometto -
la cui vita "fa dottrina" per ogni buon musulmano - era un
conquistatore tagliateste. Dove non ci si sente cattivi a
ricordare che l'islam non ha mai realizzato alcuna grande
conquista scientifica o matematica, ma si è limitato a
copiarla dai popoli conquistati.
Benvenuti nelle 250 pagine della "Politically incorrect
guide to islam", prima e unica guida al mondo priva di
ipocrisie multiculturaliste di Maometto e Bin Laden.
E' appena uscita oltre oceano, ma è inutile sperare in una
traduzione italiana: gli interessati sono pregati di recarsi
su www.amazon.com muniti di apposita carta di credito.
Da queste parti il salottino buono e progressista dell'editoria
a fatica tollera Oriana Fallaci con i suoi milioni di copie,
figuriamoci se dà spazio a un neoconservatore americano di
nome Robert Spenser. E pazienza se il signore è uno dei
"cervelli" del think tank conservatore Free Congress
Foundation, islamista, autore di cinque libri, sette
monografie e centinaia di articoli sulla jihad.
Il libro ha il pregio di smontare con cinismo, uno ad uno,
tutti i miti politicamente corretti dietro ai quali l'Occidente
si è nascosto per non vedere il male che cresce.
Mito numero uno: Maometto non era un Gesù in salsa araba,
non predicò pace e tolleranza. Il profeta lottò in
battaglia, conquistò, gettò i nemici a pezzi nelle fosse
comuni, stabilì che i prigionieri potessero essere uccisi o
fatti schiavi, condannò a morte per i secoli a venire coloro
che avessero abbandonato la "vera religione". Quanto al
Corano, contiene "oltre un centinaio di versetti" in cui
esorta i fedeli a combattere i miscredenti (una sura da
imparare a memoria: "Uccidete gli idolatri, ovunque li
incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro
agguati" 9). Laddove l'islam invoca la pace, ricorda
Spenser, è la pace della sottomissione ad Allah per tutte le
genti, e le citazioni dei teorici musulmani, anche
contemporanei, sono lì a ricordarcelo.
Mito numero due: ebrei e cristiani hanno vissuto bene sotto
la dominazione ottomana. E' quello che sostiene pure l'Organizzazione
delle nazioni unite nei suoi seminari, ma è anch'essa una
menzogna. Quando convivenza pacifica si è avuta, ammonisce
Spencer, è perché ebrei e cristiani hanno accettato, loro
malgrado, il ruolo di cittadini di serie B. Pagando la jiza,
la tassa imposta a tutti i non musulmani, e firmando
trattati umilianti in cui acconsentivano, tra le tante cose,
a dare un tetto e cibo per tre giorni agli islamici che si
fossero presentati in chiesa "come ospiti". Oltre, s'intende,
a non costruire nuove chiese, a non leggere la Torah e il
Vangelo a voce alta e a subire le altre restrizioni alla
libertà di culto valide tutt'ora in grandissima parte dell'islam.
Mito numero tre: l'islam rispetta le donne, anzi le onora.
Corano alla mano, è vero il contrario: "L'uomo ha autorità
sulle donne perché Dio ha fatto l'uno superiore all'altra"
(44). Lo stesso Corano stabilisce che la testimonianza di
una donna vale metà di quella di un uomo, così come mezza è
la parte di eredità che le spetta rispetto al figlio
maschio. Il (loro ndr) libro sacro stabilisce anche il
diritto alla poligamia maschile e la possibilità per gli
uomini di fare sesso con le schiave. E fu il profeta a
stabilire il principio per cui non esiste stupro senza la
testimonianza diretta di quattro uomini.
Mito numero quattro: il Corano vieta di uccidere. Proprio
come la Bibbia, vero? Solo che non è così, giacchè il
comandamento ("Il credente non deve uccidere il credente, se
non per errore", 4:92) vale, appunto solo se la vittima è
islamica; nulla di simile nel Corano protegge la vita dei
"miscredenti". Quanto all'uccisione di donne e bambini di
altre religioni, secondo la legge islamica vale il principio
per cui essa è vietata "a meno che essi non stiano
combattendo contro i musulmani". Il che, oggi, autorizza le
stragi di civili in Israele, che infatti nessuna autorità
islamica ha mai condannato, e ha dato l'alibi ai kamikaze di
New York, Londra e Madrid.
Ce n'è anche (mito numero cinque) per chi, ditino alzato, ha
"ricordato" a Silvio Berlusconi - il quale parlava
(giustamente ndr) di "civiltà inferiore" - che l'islam
produsse un enorme balzo avanti nelle scienze. Falso. "Il
disegno architetturale delle moschee, ad esempio, motivo d'orgoglio
tra i musulmani, fu copiato nella forma e nella struttura
dalle chiese bizantine".
L'astrolabio non fu un'invenzione di Avicenna e Averroè, ma
esisteva ben prima di Maometto. Il concetto di zero,
essenziale alla matematica, data ben prima dell'avvento dell'islam,
e gli stessi "numeri arabi" sono originari dell'India
pre-islamica, e assenti nel linguaggio arabo odierno.
L'elenco dei miti smontati è lungo, basti dire che la
seconda metà del libro è dedicata alle Crociate, definite
non un'aggressione dell'Europa al mondo islamico (o un primo
saggio di imperialismo occidentale, come recita la vulgata
terzomondista), ma "una risposta ritardata a secoli di
aggressione musulmana". A questo punto, la domanda: visto
che siamo davanti a fatti, e non ad opinioni, perché nessuno
ha il coraggio di dire le cose come stanno? Perché l'Onu e i
progressisti, a chi osa ricordarli, rispondono con l'accusa
di islamofobia? Risponde Spenser: "In parte perché, secondo
la visione semplicistica e riduttiva del mondo propria
dell'establishment
politicamente corretto, gli occidentali sono "bianchi" e i
musulmani sono "scuri". E le popolazioni con la pelle scura,
secondo il mito "politicamente corretto", non possono essere
colpevoli di alcun atto illecito; sono vittime eterne".




). Laddove l'islam invoca la pace, ricorda
4). Lo stesso Corano stabilisce che la testimonianza di

